Concetti Chiave
- Il pagamento della retribuzione avviene principalmente tramite bonifico bancario o postale con cadenza mensile, con dettagli forniti nella busta paga.
- Il datore di lavoro agisce come sostituto d'imposta, responsabile del versamento dei contributi e delle imposte per conto del lavoratore.
- Il cuneo fiscale e contributivo rappresenta la differenza tra il costo aziendale e il netto in busta paga, risultando particolarmente elevato in Italia.
- I diritti retributivi dei lavoratori subordinati sono soggetti a una prescrizione estintiva di cinque anni, a differenza delle regole precedenti alla riforma dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.
- Nei rapporti di lavoro non stabili, la prescrizione dei diritti retributivi inizia solo alla cessazione del rapporto di lavoro, per tutelare i lavoratori da licenziamenti arbitrari.
Modalità di pagamento della retribuzione
Nella maggior parte dei casi, il pagamento della retribuzione al lavoratore è effettuato tramite bonifico bancario o postale con cadenza mensile (a fine mese o all’inizio del mese successivo a quello di paga). La busta paga consegnata al lavoratore elenca le voci di cui si compone la retribuzione e quelle relative all’eventuale importo prelevato a titolo di contributi previdenziali obbligatori a carico del lavoratore.
Ruolo del datore di lavoro
Il datore, infatti, per legge opera come sostituto d’imposta del lavoratore, cioè è tenuto a versare contributi e imposte dovuti dal predetto.
La busta paga non riporta l’importo dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro. L’importo lordo della retribuzione e i contributi a carico del datore di lavoro costituiscono, insieme considerati, il costo aziendale complessivo che l’impiego del lavoratore comporta.
Cuneo fiscale e contributivo
La differenza fra il costo aziendale e il netto in busta paga costituisce il cosiddetto «cuneo fiscale e contributivo», che in Italia è particolarmente elevato rispetto alla media dei paesi economicamente avanzati, a causa dell’elevato importo di contributi previdenziali e imposte.
A volte può accadere che il datore di lavoro non soddisfi subito il credito del proprio dipendente.
Prescrizione dei diritti retributivi
I diritti retributivi dei lavoratori subordinati sono sottoposti a un particolare regime di prescrizione estintiva, pari a cinque anni.
Prima della riforma dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori (legge 300/1970) i diritti retributivi dei lavoratori non ancora soddisfatti si ritenevano prescritti dal giorno della loro maturazione. Questa regola valeva soltanto per i rapporti di lavoro assoggettati alla tutela reale del posto di lavoro. Viceversa, nei rapporti assoggettati al regime legale di licenziamento ad nutum, la prescrizione dei diritti retributivi aveva luogo esclusivamente a partire dalla cessazione del rapporto di lavoro.
Questa deroga era giustificata dal fatto che nei rapporti di lavoro deboli (o non stabili) il lavoratore è esposto al rischio di un licenziamento arbitrario, e non è dunque considerato libero (anche sotto il profilo della tranquillità psicologica) di rivendicare i propri diritti.
Domande da interrogazione
- Qual è la modalità principale di pagamento della retribuzione ai lavoratori?
- Che ruolo ha il datore di lavoro riguardo ai contributi e alle imposte?
- Qual è il termine di prescrizione per i diritti retributivi dei lavoratori subordinati?
La retribuzione è generalmente pagata tramite bonifico bancario o postale con cadenza mensile, come indicato nel testo.
Il datore di lavoro agisce come sostituto d'imposta, versando i contributi e le imposte dovuti dal lavoratore, ma non riporta i contributi a suo carico nella busta paga.
I diritti retributivi sono soggetti a una prescrizione estintiva di cinque anni, come specificato nel testo.