Concetti Chiave
- Il Jobs act ha introdotto due tipologie di tutela risarcitoria: forte per licenziamenti illegittimi, con indennità tra 4 e 24 mensilità, e debole per violazioni procedurali, con indennità tra 2 e 12 mensilità.
- Il calcolo dell'indennità per il licenziamento ingiustificato è automatico, basato sull'anzianità di servizio, rendendo il processo più snello e senza l'intervento del giudice.
- È stata introdotta la possibilità di revocare il licenziamento entro 15 giorni dall'impugnazione stragiudiziale, permettendo al datore di lavoro di ripensare alla decisione.
- La conciliazione extragiudiziale consente al datore di lavoro di offrire un'indennità al lavoratore, compresa tra 2 e 18 mensilità, per chiudere eventuali dispute legate al licenziamento.
- Il Jobs act ha eliminato l'eccezione per le organizzazioni di tendenza, stabilendo che la tutela risarcitoria è ora basata sulla dimensione aziendale e le motivazioni del licenziamento.
Modifiche alla tutela risarcitoria
Il Jobs act ha modificato radicalmente la tutela risarcitoria prevista per il licenziamento ingiustificato. In particolare, il d.lgs. 23/2015 ne ha previsto due fattispecie:
1) tutela risarcitoria forte, applicabile nei casi in cui il licenziamento disciplinare o economico è illegittimo. Al lavoratore spetta un’indennità pari a due mensilità per ogni anno di lavoro svolto, calcolata in base all’ultima percepita per il computo del TFR. L’ammontare della somma oscilla tra 4 e 24 mensilità;
2) tutela risarcitoria debole, applicabile nei casi di licenziamento ingiustificato per violazione delle procedure richieste. Al lavoratore spetta un risarcimento pari a una mensilità, calcolata in base all’ultima percepita per il computo del TFR, per ogni anno di servizio prestato. L’ammontare della somma oscilla tra un minimo di 2 e un massimo di 12 mensilità.
Calcolo automatico delle indennità
Il Jobs act ha stabilito che l’esatto ammontare dell’indennità riconosciuta nell’ambito della tutela da licenziamento ingiustificato non deve essere calcolato dal giudice, bensì computato in modo automatico sulla base dell’anzianità di servizio (da ciò l’espressione con cui tale forma di compensazione viene indicata: «a tutele crescenti»).
Revoca del licenziamento
Il Jobs act, inoltre, ha introdotto lo strumento della revoca del licenziamento: in caso di ripensamenti, il datore di lavoro può revocare l’atto con cui lo aveva disposto e il rapporto di lavoro continua normalmente. Egli può farlo entro il quindicesimo giorno dalla ricezione dell’impugnazione stragiudiziale del lavoratore.
Conciliazione extragiudiziale
Per i licenziamenti illegittimi che prevedono la tutela reintegratoria, inoltre, è stata introdotta la possibilità di dar vita a una conciliazione extragiudiziale. Entro il termine d’impugnazione stragiudiziale, il datore di lavoro può offrire al lavoratore un’indennità di ammontare pari a una mensilità di riferimento per il calcolo del tfr per ogni anno di servizio, per un importo oscillante fra 2 e 18 mensilità. L’offerta è valida solo se è fatta dal datore di lavoro mediante consegna al dipendente di un assegno circolare. Durante la procedura, le parti possono conciliare anche altre eventuali pendenze, raggiungendo la cosiddetta «conciliazione tombale».
Eliminazione dell'eccezione per le organizzazioni
Il Jobs act, infine, ha eliminato l’eccezione relativa alle organizzazioni di tendenza: mentre in base alla Riforma Fornero erano sempre assoggettate alla tutela risarcitoria, oggi il regime applicabile è individuato in base al dimensionale aziendale e alle ragioni su cui si fonda il licenziamento illegittimo.
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali novità introdotte dal Jobs act riguardo alla tutela risarcitoria per il licenziamento ingiustificato?
- Come viene calcolata l'indennità per licenziamento ingiustificato secondo il Jobs act?
- Quali opportunità ha il datore di lavoro in caso di ripensamento dopo un licenziamento?
Il Jobs act ha introdotto due tipi di tutela risarcitoria: la tutela risarcitoria forte, con indennità di due mensilità per ogni anno di lavoro, e la tutela risarcitoria debole, con un risarcimento di una mensilità per anno di servizio. L'ammontare varia rispettivamente tra 4-24 e 2-12 mensilità.
L'indennità non è calcolata dal giudice, ma in modo automatico in base all'anzianità di servizio, seguendo il principio delle "tutele crescenti".
Il datore di lavoro può revocare il licenziamento entro il quindicesimo giorno dalla ricezione dell'impugnazione stragiudiziale del lavoratore, permettendo così la continuazione del rapporto di lavoro.