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Concetti Chiave

  • Il procedimento giudiziario per condotta antisindacale si articola in due fasi: una sommaria e una piena, regolata dall’art. 28 dello Statuto dei lavoratori.
  • Il giudice del lavoro può ordinare la cessazione del comportamento illecito entro due giorni dalla presentazione del ricorso, con sanzioni per l'inadempimento previste dal Codice penale.
  • Il tribunale penale verifica solo la legalità del provvedimento civile senza entrare nel merito della condotta antisindacale accertata dal giudice civile.
  • L’ingiunzione emessa dal giudice è immediatamente esecutiva e può essere legittima anche se adottata oltre il termine di due giorni.
  • Le decisioni possono essere impugnate entro quindici giorni, dando avvio alla seconda fase del giudizio di primo grado, con possibilità di ulteriore impugnazione presso la Corte d’Appello.

Procedura giudiziaria per condotta antisindacale

Per sanzionare la condotta antisindacale è necessario dar vita a un procedimento giudiziario, regolato dall’art. 28 dello Statuto dei lavoratori. Esso ammette due fasi: una a cognizione sommaria e con procedura speciale, l’altra a cognizione piena e con procedura ordinaria.
La prima fase è svolta dinanzi al giudice del lavoro appunto di primo grado (il tribunale incaricato è quello situato nel luogo in cui il comportamento illecito è messo in atto). Se il giudice ritiene sussistente la condotta antisindacale, entro due giorni dal deposito del ricorso può ordinare al datore di lavoro la cessazione del comportamento illegittimo e la rimozione degli effetti da esso derivati. L’inadempimento è punito dall’art. 650 del Codice penale, che prevede l’arresto fino a tre mesi o l’ammenda (pari a 206€) per chiunque non osservi un provvedimento dell’autorità.

Ruolo del tribunale penale

Il legislatore ha previsto l’applicazione della sanzione penale per costringere il datore di lavoro a ottemperare all’ordinanza del giudice. Ovviamente, il tribunale penale incaricato dell’eventuale arresto dell’imputato non potrà in alcun caso valutare se la condotta antisindacale fosse effettivamente sussistente o meno. Esso, dunque, non può assolutamente stabilire se il giudice civile aveva deciso correttamente o no. Il tribunale, tuttavia, è tenuto ad accertarsi che il provvedimento civile è stato legalmente dato, cioè emanato in conformità alle regole processuali che l’art. 28 dello Statuto dei lavoratori detta per la sua corretta formazione.

Ingiunzione e impugnazione

L’ingiunzione è emessa tramite un decreto motivato e immediatamente esecutivo: di solito il giudice lo adotta dopo aver convocato le parti e dopo aver raccolto sommarie informazioni. Il termine di due giorni non è perentorio; il provvedimento è legittimo anche se emanato tardivamente.

La decisione può essere impugnata entro quindici giorni dalla comunicazione alle parti davanti al tribunale. L’opposizione al decreto apre la seconda fase del giudizio di primo grado. Se il giudice considera l’impugnazione fondata, la sentenza che chiude questa seconda fase revocherà il decreto emesso in precedenza. A sua volta, la decisione può essere impugnata davanti alla Corte d’Appello.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la procedura per sanzionare una condotta antisindacale?
  2. La sanzione della condotta antisindacale avviene attraverso un procedimento giudiziario regolato dall’art. 28 dello Statuto dei lavoratori, che prevede due fasi: una sommaria e una ordinaria, entrambe gestite dal giudice del lavoro.

  3. Qual è il ruolo del tribunale penale in caso di condotta antisindacale?
  4. Il tribunale penale è responsabile di applicare sanzioni penali per costringere il datore di lavoro a rispettare l'ordinanza del giudice civile, senza però poter valutare la sussistenza della condotta antisindacale, ma solo verificare la legalità del provvedimento civile.

  5. Come si può impugnare un'ingiunzione emessa per condotta antisindacale?
  6. L'ingiunzione può essere impugnata entro quindici giorni dalla comunicazione alle parti, aprendo la seconda fase del giudizio di primo grado, e se l'impugnazione è considerata fondata, il giudice può revocare il decreto precedente.

Domande e risposte

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