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Concetti Chiave

  • Le deroghe al principio di uguaglianza sono previste dalla Costituzione e includono articoli come il 7 e l'8, che regolano i rapporti tra Stato e confessioni religiose.
  • Il giudizio di costituzionalità per violazione del principio di uguaglianza si fonda su tre elementi: la norma impugnata, l'articolo 3 della Costituzione e una norma di paragone.
  • Il principio di eguaglianza formale stabilisce che la legge deve trattare situazioni ragionevolmente eguali in modo eguale e situazioni ragionevolmente diverse in modo diverso.
  • Le ragioni giustificative delle distinzioni di trattamento devono essere razionalmente giustificate e possono derivare dalle caratteristiche delle situazioni in confronto.
  • La Corte costituzionale dichiara legittima la questione di costituzionalità se non vi sono motivi per distinguere la situazione disciplinata dalla norma impugnata.

Deroghe costituzionali e uguaglianza

In conformità al rispetto costituzionale degli elementi di non differenziazione evocati dal primo comma dell’articolo 3, è fondamentale tenere conto delle deroghe direttamente preposte dalla carta costituzionale, fra le quali sono annoverati, ad esempio, gli artt. 7 e 8, che consentono di differenziare il regime dei rapporti fra lo Stato e le diverse confessioni religiose; quelle disposizioni che prevedono una speciale tutela nei confronti della madre lavoratrice (art. 37), estesa dalla Corte costituzionale anche al padre (sent. 385/2005), e nei confronti degli inabili e dei minorati (art. 38).

Concetto giuridico di uguaglianza

Sulla base del concetto giuridico di uguaglianza, inoltre, si è eguali o diversi rispetto a qualcun altro, in rapporto a questo o quel parametro di misura. Questo significa che il giudizio di costituzionalità diretto ad accertare la violazione del principio di eguaglianza deve sempre avere carattere triangolare, ossia poggiare su tre elementi:

a) la norma impugnata per violazione del principio di eguaglianza (norma oggetto);

b) la norma parametro, cioè l’articolo 3 della Costituzione;

c) la norma che fa da termine di paragone (tertium comparationis).

La Corte dichiara legittima la questione di costituzionalità se ritiene che non sussista nessuna ragione per distinguere la situazione disciplinata dalla norma oggetto di impugnazione (in questo caso, infatti, la violazione del principio di uguaglianza è ingiustificata); se, al contrario, la Corte individua nell’ordinamento una ragione che giustifichi il diverso trattamento, la violazione del principio di eguaglianza è esclusa.

Principio di eguaglianza formale

Il principio di eguaglianza in senso formale, dunque, non significa che tutti devono essere trattati allo stesso modo dalla legge, ma più propria-mente che la legge deve trattare in modo eguale situazioni ragionevolmente eguali e in modo diverso situazioni ragionevolmente diverse. Il principio di uguaglianza è definito «ragionevole» proprio perché è il criterio in funzione del quale ogni parificazione o distinzione di trattamento deve essere razionalmente giustificata: le ragioni giustificative possono essere tratte dalle caratteristiche delle situazioni raffrontate, dal tipo di rapporto intercorrente fra le due norme, dall’esistenza di un interesse o un valore costituzionale che deve essere garantito.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le deroghe previste dalla Costituzione riguardo al principio di uguaglianza?
  2. La Costituzione prevede deroghe al principio di uguaglianza, come gli articoli 7 e 8 che differenziano i rapporti tra Stato e confessioni religiose, e l'articolo 37 che offre una speciale tutela alla madre lavoratrice, estesa anche al padre dalla Corte costituzionale (sent. 385/2005).

  3. Come si struttura il giudizio di costituzionalità in relazione al principio di uguaglianza?
  4. Il giudizio di costituzionalità si basa su tre elementi: la norma impugnata, l'articolo 3 della Costituzione come norma parametro, e la norma di confronto. La Corte dichiara legittima la questione se non ci sono ragioni per distinguere la situazione, altrimenti esclude la violazione del principio di uguaglianza.

  5. Cosa implica il principio di uguaglianza formale secondo la Costituzione?
  6. Il principio di uguaglianza formale implica che la legge deve trattare in modo eguale situazioni ragionevolmente eguali e in modo diverso situazioni ragionevolmente diverse, richiedendo che ogni distinzione di trattamento sia razionalmente giustificata in base alle caratteristiche delle situazioni comparate.

Domande e risposte

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