Concetti Chiave
- Nonostante la crisi del modello statale, la forma di stato e la sovranità continuano a mantenere la loro efficacia nel contesto internazionale.
- La crisi statale si riferisce alla perdita di autosufficienza e di sovranità potestativa di un determinato paese, senza compromettere il modello organizzativo statale.
- L'universalizzazione dei modelli statali evidenzia la tendenza degli stati indipendenti ad adottare istituzioni tipiche della forma di stato europea.
- La sovranità territoriale è fondamentale nelle nuove esperienze statali, con clausole nei trattati per prevenire ingerenze di enti terzi.
- Ogni stato svolge tre attività essenziali: legislativa, esecutiva e giurisdizionale, gestite da organi diversi per garantire la separazione dei poteri.
Crisi del modello statale
Nonostante la grave crisi del modello statale, al giorno d’oggi non esistono organizzazioni internazionali che godano di sovranità: forma di stato e sovranità statale continuano dunque a mantenere la propria efficacia.
In concreto, quindi, è possibile parlare di crisi statale con riferimento a un determinato Paese, ma ciò non può indicare il superamento della forma di stato come modello organizzativo.
In particolare, è possibile parlare di crisi di un determinato stato nel caso in cui si riscontri che esso abbia perso i requisiti di autosufficienza e sovranità potestativa.
Universalizzazione dei modelli statali
Nella maggior parte dei casi, la forma di stato presa ad esempio è quella tipica dei Paesi occidentali: gli stati che ottengono l’indipendenza, infatti, hanno la tendenza ad adottare le istituzioni tipiche della tradizionale forma di stato europea; a tal proposito si parla di «universalizzazione dei modelli».
Sovranità territoriale e confini
Nelle nuove esperienze statali, il concetto di sovranità territoriale continua a mantenere un valore fondamentale: ciò spiega l’inserimento, nei trattati internazionali e sovranazionali, di clausole volte ad ovviare pericoli di eccessiva ingerenza da parte di enti terzi.
In particolare, dopo il secondo conflitto mondiale il principio di sovranità territoriale è rimasto consolidato ed è stato affiancato dal criterio della non modificabilità dei confini.
Attività essenziali dello stato
Ogni stato, a prescindere dalle sue caratteristiche assestanti, presenta tre tipi essenziali di attività:
- legislativa, che consiste nella produzione di norme;
- esecutiva, che mira alla concreta attuazione delle suddette norme al fine di realizzare finalità collettive;
- giurisdizionale, volta ad assicurare il rispetto di norme e disposizioni.
Separazione dei poteri e autonomia
Negli ordinamenti a separazione di poteri, le suddette attività sono affidate a diversi organi statali incaricati di svolgerle (organi legislativi, esecutivi e giurisdizionali).
L’attuazione dei tre poteri fondamentali può essere affiancata ad attività che per via della loro rilevanza assumono una propria autonomia. Tra queste rientrano l’attività costituente, quella di revisione costituzionale e di indirizzo politico.
Domande da interrogazione
- Qual è la situazione attuale del modello statale e della sovranità?
- Come si manifesta la crisi di uno stato?
- Quali sono le attività essenziali che ogni stato deve svolgere?
Nonostante la crisi del modello statale, la forma di stato e la sovranità continuano a mantenere la loro efficacia, senza che esistano organizzazioni internazionali sovrane (testo).
La crisi di uno stato si verifica quando esso perde i requisiti di autosufficienza e sovranità potestativa, ma ciò non implica il superamento della forma di stato come modello organizzativo (testo).
Ogni stato deve svolgere tre attività essenziali: legislativa, esecutiva e giurisdizionale, affidate a diversi organi statali in un ordinamento a separazione di poteri (testo).