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Concetti Chiave

  • La teoria della norma di riconoscimento, secondo Coleman, implica che alcune norme giuridiche si basano su elementi fattuali, come l'illegittimità dell'omicidio, piuttosto che su convenzioni sole.
  • Coleman viene definito "positivista inclusivo", poiché riconosce l'importanza della moralità nel diritto, pur mantenendo una base convenzionale.
  • Hart rifiuta la connessione tra diritto e morale di Coleman, sostenendo che tale legame potrebbe moralizzare il diritto anche quando non lo è.
  • Postema distingue due livelli di interazione sociale, evidenziando che il riconoscimento delle norme deve considerare le opinioni dei cittadini e non è solo appannaggio dei funzionari.
  • Le conclusioni alternative di Postema evidenziano il ruolo dei cittadini nel determinare i criteri di riconoscimento del diritto, suggerendo un equilibrio tra le loro preferenze e le decisioni dei funzionari.

La teoria della norma di riconoscimento

La teoria della norma di riconoscimento come convenzione, sulla base delle assunzioni di Hart e di Lewis, implica delle problematiche: Coleman afferma che esistono alcune norme del diritto la cui cogenza deriva da elementi fattuali. Si pensi, ad esempio, all’illegittimità dell’omicidio: essa non trova la propria forza nella natura convenzionale delle norme di riconoscimento, bensì in un atto considerato illecito e strettamente limitativo dei diritti inalienabili altrui. La forza obbligatoria di una norma che vieta l’omicidio non può dipendere esclusivamente dal fatto che essa ha un fondamento convenzionale, ma, soprattutto, dal fatto che esistono ragioni pratiche (fattuali) per cui non bisogna uccidere. Ciò non vuol dire che l’ordinamento giuridico trae legittimità dalla legge morale, ma che, pur essendo prevalentemente fondato sul concetto di convenzione, esso possa includere anche elementi morali: è come se, nello scontro tra Creonte e Antigone, Coleman desse ragione, in parte a Creonte (sostenendo la legittimità convenzionale del diritto positivo) e in parte ad Antigone (ribadendo l’importanza della iustitia legis). Pertanto, Coleman viene definito «positivista inclusivo».

Il dibattito tra Coleman e Hart

Hart rifiutò la convenzione di Coleman, opponendo la distinzione tra diritto e morale. Collegare il diritto alla morale, dice Hart, rischia di moralizzare il diritto anche quand’esso non è morale.

Molti giuristi, infine, si son chiesti se la regola di riconoscimento, configurandosi come convenzione, possa conferire legittimità a tutte le altre norme giuridiche dell’ordinamento. Coleman ha scritto che, sebbene la norma di riconoscimento sia di natura convenzionale, le altre norme sono dotate di forza normativa perché esse esprimono ciò che, al di là del diritto, gli agenti sarebbero comunque indotti a fare, come ad esempio cooperare con gli altri al fine di raggiungere obiettivi comuni.

Il ruolo dei funzionari e dei cittadini

Postema, invece, distinse due livelli di interazione sociale. uno orizzontale, che riguarda i funzionari, e uno verticale, che inerisce all’interazione tra funzionari e cittadini, dalla quale scaturisce un problema di coordinazione: svolgendo la propria attività di riconoscimento del diritto, i funzionari devono tener conto delle preferenze e delle opinioni dei cittadini. L’attività di riconoscimento delle norme, dunque, non è di pertinenza di una élite, ma è il risultato di uno sforzo collettivo: le norme acquisiscono obbligatorietà perché il loro riconoscimento tiene conto delle necessità e delle opinioni dei cittadini.

Conclusioni alternative di Postema

Dal ragionamento di Postema si possono dedurre tre conclusioni alternative:

1. I funzionari pubblici tengono conto dell’interazione con i cittadini e quindi danno origine a un gioco di coordinazione il quale, ponendo un’asimmetria tra il ruolo, non offre una ricostruzione decisiva;

2. I cittadini determinano alcuni criteri di riconoscimento del diritto e ne scartano degli altri in via arbitraria: tale esito rimarca l’idea secondo cui ogni criterio vale l’altro (ciò che conta è la convergenza su un solo equilibrio).

Domande da interrogazione

  1. Qual è la posizione di Coleman riguardo alla norma di riconoscimento e alla sua cogenza?
  2. Coleman sostiene che la cogenza di alcune norme, come quella che vieta l'omicidio, non deriva solo dalla loro natura convenzionale, ma anche da ragioni pratiche e fattuali che giustificano il divieto, rendendolo obbligatorio (come indicato nel testo).

  3. Come si differenzia la visione di Hart da quella di Coleman nel dibattito sul diritto e la morale?
  4. Hart rifiuta la connessione tra diritto e morale proposta da Coleman, affermando che moralizzare il diritto può distorcere la sua natura, mentre Coleman cerca di integrare elementi morali nel diritto positivo (come evidenziato nel testo).

  5. Qual è il ruolo dei funzionari e dei cittadini nel processo di riconoscimento delle norme giuridiche secondo Postema?
  6. Postema distingue tra interazioni orizzontali tra funzionari e verticali tra funzionari e cittadini, sottolineando che il riconoscimento delle norme è un processo collettivo che tiene conto delle opinioni e delle necessità dei cittadini (come descritto nel testo).

  7. Quali sono le conclusioni alternative di Postema riguardo al riconoscimento del diritto?
  8. Postema propone che i funzionari pubblici interagiscono con i cittadini in un gioco di coordinazione, e che i cittadini possono arbitrariamente determinare criteri di riconoscimento, suggerendo che ogni criterio possa essere considerato valido se si raggiunge un equilibrio (come riportato nel testo).

Domande e risposte

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