Concetti Chiave
- L'umanista rinascimentale era un esperto di lettere con una formazione culturale che abbracciava numerose discipline, specialmente la filologia.
- La riscoperta di testi antichi portò a una critica severa nei confronti delle figure giuridiche medievali, come Triboniano e Giustiniano.
- Durante il Rinascimento, si passò da un metodo giuridico basato sull'autorità a uno che privilegiava la razionalità e l'argomentazione personale.
- Il mos gallicus, innovato da giuristi come Alciato, enfatizzava la brevità e la chiarezza, riducendo le citazioni eccessive.
- Questa nuova metodologia influenzò profondamente la letteratura giuridica, dando origine a generi come il compendium e il tractatus.
L'umanista rinascimentale
In età rinascimentale, l’umanista era uno studioso di lettere. L’umanesimo era una dottrina universale: l’umanista non era un medico, un astronomo o un giurista, ma era dotato di un bagaglio culturale che abbracciava tutte le discipline, ricompreso in un’unica dottrina, la filologia o «scienza della lingua», la cui missione era quella di comprendere e interpretare le parole e i testi.
La critica ai testi antichi
Il letterato umanista era dunque in primo luogo un filologo, cioè un attento interprete degli antichi testi greci e latini: la complessiva riscoperta dei manoscritti romani determinò il venir meno della solennità da cui erano stati permeati durante l’età medievale e ciò diede vita a un atteggiamento di violenta critica nei confronti di Triboniano e Giustiniano.
Innovazioni nel diritto rinascimentale
Inoltre, mentre nel XV secolo i giuristi giustificavano le proprie asserzioni facendo riferimento ad analoghe posizioni assunte da studiosi autorevoli (metodo ab auctoritate), durante il rinascimento il principio dell’auctoritas venne meno: le argomentazioni acquisivano efficacia solo in forza della propria razionalità. Per questo motivo, gli umanisti innovarono il mos iura docendi (modo di insegnare diritto), riconoscendo l’importanza di un nuovo metodo basato sulla sistematicità dell’insegnamento (mos gallicus iura docendi) contrapposto al mos italicus iuris docendi, fautore della perpetuazione del metodo del commento.
Il metodo gallicus e la letteratura giuridica
Il mos gallicus si fondava sulla brevitas e sulla semplicitas: il giurista Alciato esortò i giuristi ad andare dritti al punto e a eliminare le numerose citazioni che permeavano i testi di glossatori e commentatori.
Il consolidamento di tale methodus si fondò sullo studio dell’opera ciceroniana «Ius in artem redigere». L’innovazione metodologica determinò anche il mutamento della letteratura giuridica: nacquero il compendium, genere sviluppatosi tra Francia e Germania, e il tractatus, incentrato sull’applicazione del metodo sistematico gallicus iura docendi.
Domande da interrogazione
- Qual era il ruolo dell'umanista rinascimentale nella cultura del suo tempo?
- Come cambiò il metodo di insegnamento del diritto durante il Rinascimento?
- Quali furono le conseguenze della riscoperta dei manoscritti romani per la critica ai testi antichi?
L'umanista rinascimentale era uno studioso di lettere con un ampio bagaglio culturale che abbracciava tutte le discipline, focalizzandosi sulla filologia, ovvero la scienza della lingua, per comprendere e interpretare testi antichi.
Durante il Rinascimento, il metodo di insegnamento del diritto si evolse dal mos italicus, basato sul commento, al mos gallicus, che privilegiava la sistematicità e la razionalità, riducendo le citazioni e andando dritti al punto, come esortato dal giurista Alciato.
La riscoperta dei manoscritti romani portò a una critica violenta nei confronti di figure come Triboniano e Giustiniano, riducendo la solennità medievale e promuovendo un'interpretazione più libera e critica dei testi antichi.