Concetti Chiave
- La norma di riconoscimento è una norma secondaria che definisce la procedura per legittimare altre fonti del diritto senza imporre obblighi.
- La disapplicazione della norma di riconoscimento non comporta sanzioni, ma può determinare un regresso nella legittimità delle regole giuridiche.
- Hart introduce l'idea di un'ultima norma di riconoscimento per risolvere le problematiche relative alla legittimità delle norme giuridiche.
- Wittgenstein, attraverso il concetto di "gioco linguistico", sostiene che il linguaggio è pubblico e deve essere inteso nel suo contesto d'uso.
- Ogni interazione sociale richiede regole che distinguono comportamenti corretti da scorretti, essenziali per rimanere nel "gioco sociale".
La norma di riconoscimento
La norma di riconoscimento si configura come norma secondaria poiché non impone un obbligo bensì descrive la procedura da seguire per legittimare le altre fonti del diritto. La sua disapplicazione, pertanto, non produce una sanzione.
Circoscrivere la legittimità delle regole giuridiche determina un regresso. Rifacendosi a Kelsen, Hart risolve tale problematica in maniera innovativa. Egli sostiene che esista un’ultima e fondamentale norma di riconoscimento.
La filosofia del linguaggio
Nel tempo in cui operava Hart, la filosofia del linguaggio era animata da diversi pensatori importanti: Austin (non il positivista giuridico) e Wittgenstein, autore che scrisse il tractatus logicus philosophicusque, apprezzatissimo da Bertrand Russel, al quale succedette per breve tempo come docente universitario.
Il gioco linguistico di Wittgenstein
In questo libro, il filosofo studia il cosiddetto «gioco linguistico»: egli si interroga sulla nascita, sulla struttura e sulle caratteristiche del linguaggio. Wittgenstein sostiene che il linguaggio non sia eterno e immutabile: esso non ha un significato se non nel suo contesto d’uso. Secondo Wittgenstein, dunque, non esiste un linguaggio privato, cioè la possibilità che un soggetto possa, senza interagire con altri, sviluppare un linguaggio. Esso, quindi, per definizione è pubblico: si tratta di uno strumento di interazione sociale, dunque si configura come un «gioco sociale», in quanto presuppone delle regole che disciplinino l’interazione tra più soggetti. L’interazione, dice Wittgenstein, presuppone la possibilità di distinguere comportamenti corretti da atteggiamenti scorretti. Questo è il motivo per cui ogni forma di interazione richiede la necessaria applicazione di regole, alcune delle quali non possono essere in alcun caso violate poiché farlo determinerebbe l’uscita dal «gioco sociale».
Wittgenstein considera una qualunque regola che, in quanto tale, deve essere seguita, dunque applicata.
Domande da interrogazione
- Qual è la funzione della norma di riconoscimento nel sistema giuridico?
- Come si collega la filosofia del linguaggio di Wittgenstein alla concezione del linguaggio?
- Qual è il ruolo delle regole nell'interazione sociale secondo Wittgenstein?
La norma di riconoscimento è una norma secondaria che descrive la procedura per legittimare le altre fonti del diritto, senza imporre obblighi e senza sanzioni in caso di disapplicazione.
Wittgenstein sostiene che il linguaggio non è eterno e immutabile, ma acquista significato solo nel suo contesto d'uso, evidenziando che non esiste un linguaggio privato e che il linguaggio è un "gioco sociale" regolato da norme.
Le regole sono fondamentali per distinguere comportamenti corretti da scorretti nell'interazione sociale; la loro violazione comporterebbe l'uscita dal "gioco sociale", rendendo necessaria la loro applicazione.