Concetti Chiave
- Il datore di lavoro che non rispetta una sentenza del giudice può essere sanzionato secondo l'articolo 650 del Codice penale.
- L'autorità giudiziaria ha la facoltà di ordinare la pubblicazione della sentenza per informare l'opinione pubblica sull'illecito commesso.
- Solo alcune categorie di associazioni sindacali possono promuovere l'azione giudiziaria prevista dall'articolo 28 dello Statuto dei lavoratori.
- Gli organismi locali delle associazioni sindacali nazionali sono responsabili della valutazione dell'interesse a promuovere l'azione legale.
- Il comportamento illecito del datore di lavoro deve ledere l'attività sindacale o i diritti di uno o più lavoratori per giustificare l'azione giudiziaria.
Conseguenze legali per il datore
Il penultimo comma dell’articolo 28 dello Statuto dei lavoratori stabilisce che, qualora il datore di lavoro non ottemperi alla sentenza del giudice, è punito ai sensi dell’articolo 650 del Codice penale. Inoltre, l’autorità giudiziaria può disporre la pubblicazione della sentenza penale tramite i mezzi di comunicazione, in modo tale che l’opinione pubblica venga a conoscenza della vicenda e dell’illecito commesso.
Ruolo delle associazioni sindacali
Lo strumento giudiziario previsto dall’articolo 28 dello Statuto dei lavoratori può essere azionato dal tribunale del lavoro. L’azione può essere promossa solo da alcune categorie di associazioni sindacali: rappresentanze sindacali aziendali e rappresentanze sindacali unitarie non hanno tale prerogative; peraltro, esse possono costituire il soggetto passivo nei confronti del quale l’azione è impugnata.
Iniziativa degli enti sindacali
L’iniziativa spetta agli organismi locali delle associazioni sindacali nazionali che ne abbiano interesso. Si fa riferimento in primo luogo agli enti sindacali territoriali aderenti a un’organizzazione sindacale attiva a livello nazionale.
Ai suddetti enti, dunque, è demandato il compito di valutare la sussistenza dell’interesse a promuovere l’azione. Ci si rivolge quindi ai sindacati nazionali e alle loro articolazioni territoriali. Si instaura un’associazione combinata fra RSA e RSU all’interno dell’azienda e altri enti sindacali all’esterno. Le ragioni sufficienti e l’interesse a ricorrere devono riguardare la mera attività lavorativa e sindacale. Qualora il comportamento leda l’azione sindacale o l’iniziativa di uno o più lavoratori, dunque, potrà essere considerato illecito e, di conseguenza, potrà giustificare l’esperimento dell’azione giudiziaria prevista ai sensi dell’articolo 28 dello Statuto dei lavoratori.
Domande da interrogazione
- Quali sono le conseguenze legali per un datore di lavoro che non rispetta una sentenza del giudice?
- Chi può promuovere l'azione giudiziaria prevista dall'articolo 28 dello Statuto dei lavoratori?
- Qual è il ruolo degli enti sindacali nell'iniziativa legale contro il datore di lavoro?
Il datore di lavoro che non ottempera alla sentenza del giudice è punito ai sensi dell’articolo 650 del Codice penale e l’autorità giudiziaria può disporre la pubblicazione della sentenza per informare l’opinione pubblica sull’illecito commesso.
L'azione può essere promossa solo da alcune categorie di associazioni sindacali, in particolare dagli organismi locali delle associazioni sindacali nazionali, mentre le rappresentanze sindacali aziendali e unitarie non hanno tale prerogativa.
Gli enti sindacali territoriali devono valutare l'interesse a promuovere l'azione legale, e possono farlo se il comportamento del datore di lavoro lede l'azione sindacale o l'iniziativa di uno o più lavoratori, giustificando così l'azione prevista dall'articolo 28.