Concetti Chiave
- La regolamentazione dell'esternalizzazione in Italia è stata influenzata da leggi storiche, alcune delle quali sono state abrogate ma continuano a essere efficaci.
- La legge 1369 del 1960 vietava l'intermediazione e sanzionava penalmente chi utilizzava lavoro altrui come proprio.
- Negli anni ottanta, sono emerse pratiche come il lavoro interinale e il manager temporaneo, ampliando le modalità di esternalizzazione.
- La responsabilità delle infrazioni commesse da un lavoratore distaccato ricade esclusivamente su di lui, non sul datore di lavoro distaccante.
- La legge anti-frode degli anni sessanta ha cercato di favorire l'esternalizzazione, impedendo al contempo rappresentazioni fittizie delle attività aziendali.
Regolamentazione dell'esternalizzazione
Le discipline che si propongono di contenere i processi di esternalizazione sono state definite da diverse leggi: sebbene la maggior parte di queste sia stata abrogata, la regolamentazione da esse prevista continua a mantenere la propria efficacia.
La legge 1369 del 1960 poneva il divieto, penalmente sanzionato, di intermediazione e interposizione nei processi di lavoro: sulla base di quanto previsto dalla suddetta legge, dunque, chi utilizzava il lavoro altrui come fosse proprio doveva risponderne penalmente.
La legge 877 del 1973, ancora, tutelava il lavoro a domicilio.
L’articolo 30 della legge Biagi oggi richiede, quale presupposto di legittimità del distacco dell’impresa, il sussistere di un interesse economico in capo al distaccante.
Evoluzione storica dell'esternalizzazione
Nel corso del tempo, l’esternalizzazione è divenuto un vero e proprio fenomeno globale che oggi coinvolge tute le funzioni dell’impresa, dunque non soltanto quella produttiva e di commercializzazione.
Durante gli anni ottanta dello scorso secolo nacquero ill lavoro interinale (leasing di personale) e il manager temporaneo (che consente di «affittare» lavoratori per un lasso di tempo determinato.
Leggi e responsabilità nel distacco
Il potere disciplinare deve essere esercitato con il contributo e il concorso dell’impresa distaccante: se il lavoratore distaccato pone in essere un’infrazione presso l’utilizzatore, la responsabilità grava esclusivamente sul lavoratore, dunque mai sul datore di lavoro distaccante.
In sintesi, dunque, la legge anti-frode sviluppata a partire dagli anni sessanta dello scorso secolo mirò da un lato a favorire l’esternalizzazione delle attività di impresa, dall’altro a disincentivare la pratica frequente relativa a rappresentazioni fittizie della suddetta attività-
Domande da interrogazione
- Quali leggi hanno influenzato la regolamentazione dell'esternalizzazione in Italia?
- Come è evoluto il fenomeno dell'esternalizzazione nel tempo?
- Qual è la responsabilità del datore di lavoro nel distacco di un lavoratore?
Diverse leggi hanno influenzato la regolamentazione dell'esternalizzazione, tra cui la legge 1369 del 1960, che vietava l'intermediazione nei processi di lavoro, e la legge 877 del 1973, che tutelava il lavoro a domicilio. Anche l'articolo 30 della legge Biagi richiede un interesse economico per il distacco dell'impresa.
L'esternalizzazione è diventata un fenomeno globale che coinvolge tutte le funzioni dell'impresa, non solo quelle produttive e commerciali. Negli anni '80, sono emersi il lavoro interinale e il manager temporaneo, che permettono di "affittare" lavoratori per periodi determinati.
Nel distacco, il potere disciplinare deve essere esercitato congiuntamente dall'impresa distaccante. Tuttavia, se il lavoratore distaccato commette un'infrazione, la responsabilità ricade esclusivamente su di lui, non sul datore di lavoro distaccante.