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Concetti Chiave

  • Un atto normativo è valido se rispetta le norme di formazione e contenuto, garantendo validità formale e materiale.
  • L'abrogazione è un effetto di un atto legislativo che modifica il contenuto, mentre l'annullamento deriva da una funzione giurisdizionale.
  • L'abrogazione avviene ex nunc, mentre l'annullamento opera ex tunc, salvaguardando solo i rapporti conclusi.
  • Il contrasto tra atti normativi dello stesso rango può portare all'abrogazione, con eccezioni previste dalla Corte costituzionale.
  • Le competenze legislative sono definite dalla Costituzione, specificando le materie di legge tra statale e regionale.

Validità degli atti normativi

Un atto normativo è valido allorché sia conforme alle norme che ne disciplinano la formazione (validità formale) o ne vincolano il contenuto (validità materiale o sostanziale) . È valido se ha rispettato le norme sulla produzione giuridica (ad esem­ pio, per un atto legislativo, le procedure previste dall’art. 72 Cost.), se ha rispettato i limiti della propria competenza e se dalle sue disposizioni non si traggano norme in contrasto con altre norme gerarchicamente sovraordinate (quelle costituzionali o, per i regolamenti, quelle di legge), già presenti nell’ordinamento ovvero intervenute successivamente (in tal caso si parla di invalidità sopravvenuta).

Men­ tre l’abrogazione consegue all’esercizio di una funzione normativa ed è effetto di un successivo atto legislativo o regolamentare, l’annullamento è effetto di una sentenza, consegue cioè all’esercizio di una funzione giurisdizionale. L’abrogazione, intervenendo sul contenuto dell’atto, opera ex nunc (cioè dal momento della sua entrata in vigore); l’annullamento, rilevando i preesistenti vizi dell’atto, opera invece ex tunc (facendo salvi solo i rapporti esauriti e le sentenze passate in giudicato, tranne le sentenze penali di condanna).

Effetti e competenze

L’abrogazione, dunque, presuppone che gli atti contrastanti siano dello stesso rango. Ci possono però essere delle eccezioni. L’effetto abrogativo – come ipotizzò la Corte costituzionale nella sent. n. 1 del 1956, la sua prima – può infatti intervenire anche per un contra­ sto puntuale fra una disposizione legislativa e una norma costituzionale successivamente intervenuta.

Esempi di applicazione del criterio di competenza sono dati dall’art. 64 Cost. con riferimento alla disciplina dell’organizzazione e del funzionamento di ciascuna camera, vera e propria riserva di competenza a favore dei regolamenti parlamentari; e dall’art. 117 Cost., laddove esso individua le materie di competenza rispettivamente della legge statale e della legge regionale.

Domande da interrogazione

  1. Qual è la differenza tra validità formale e validità materiale di un atto normativo?
  2. La validità formale si riferisce alla conformità dell'atto alle norme sulla sua formazione, mentre la validità materiale riguarda il rispetto dei contenuti normativi e dei limiti di competenza, come indicato nel testo.

  3. Come si distingue l'abrogazione dall'annullamento di un atto normativo?
  4. L'abrogazione è un effetto di un atto legislativo o regolamentare che modifica il contenuto dell'atto ex nunc, mentre l'annullamento è il risultato di una sentenza giurisdizionale che rileva vizi preesistenti, operando ex tunc, come spiegato nel testo.

  5. Quali sono le implicazioni dell'abrogazione in relazione al rango degli atti normativi?
  6. L'abrogazione presuppone generalmente che gli atti in contrasto siano dello stesso rango, ma ci possono essere eccezioni, come indicato dalla Corte costituzionale, dove una norma costituzionale può abrogare una disposizione legislativa successivamente intervenuta.

Domande e risposte

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