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Concetti Chiave

  • Nel 1993, l'Italia introdusse leggi elettorali che combinavano un sistema maggioritario per tre quarti dei seggi e un sistema proporzionale per il quarto restante.
  • Il sistema elettorale del 2005 ha previsto uno sbarramento del 4% e una maggiore complessità con l'assegnazione dei seggi sia uninominali che proporzionali.
  • La legge elettorale del 2015, pur essendo stata approvata, non è mai stata applicata e ha portato all'introduzione della legge 165/2017.
  • Il sistema del 2005 ha creato differenze significative tra Camera e Senato, con premi di maggioranza diversi e conseguenti complicazioni per la governabilità.
  • Alla Camera, la lista più votata otteneva una maggioranza certa, mentre al Senato l'assegnazione dei seggi era più incerta e dipendeva dai risultati regionali.

Evoluzione delle leggi elettorali

In Italia, dopo quarant’anni di staticità, nel 1993 si ebbero due nuove leggi elettorali per Camera e Senato: esse assegnavano tre quarti dei seggi in altrettanti collegi uninominali con formula maggioritaria di tipo plurality; il residuo quarto, assegnato con formula proporzionale, era costruito in modo da avvantaggiare i partiti che avessero vinto meno seggi uninominali (1993).

Sistema elettorale del 2005

Questo sistema, che prevedeva anche uno sbarramento del 4% per l’assegnazione dei seggi proporzionali (alla Camera dove, a differenza del Senato, l’elettore aveva a disposizione due voti distinti, per il candidato nel collegio uninominale e per la lista nella parte proporzionale), fu utilizzato tre volte (1994, 1996, 2001).

Legge elettorale del 2015

Nel 2005 fu approvata una legge di tipo proporzionale con premio la quale, utilizzata anch’essa tre volte (2006, 2008, 2013), è stata poi dichiarata parzialmente illegittima dalla Corte costituzionale e sostituita, per la Camera, da una diversa legge proporzionale con premio (2015).
Quest’ultima non è però mai stata applicata. Anche a seguito di una nuova decisione della Corte, è infine intervenuta la l. 165/2017 (la sesta legge elettorale della Camera e la quarta del Senato in epoca repubblicana).

Differenze tra Camera e Senato

Abbandonato il sistema prevalentemente uninominale maggioritario, nel 2005 si decise dunque di tornare a un sistema su base interamente proporzionale, come prima del 1993, ma fortemente corretto da un premio di maggioranza (di entità variabile). Le formule elettorali erano identiche per entrambe le Camere, ma applicate ad ambiti territoriali diversi. Alla Camera, ripartiti i seggi proporzionalmente, chi avesse ottenuto più voti degli altri (una singola lista o una coalizione di liste) avrebbe ottenuto comunque 340 seggi. Si alterava così la proporzionalità della ripartizione inizialmente effettuata. Si era ritenuto invece che, nel caso del Senato, l’attribuzione di un premio nazionale non fosse compatibile con l’art. 57.1 Cost. che vuole il Senato «eletto a base regionale»: per questo fu prevista una pluralità di premi regionali (il 55% dei seggi assegnati in ogni regione). Mentre alla Camera la lista o la coalizione più votata otteneva una maggioranza certa (i 340 seggi su 630), al Senato l’esito era casuale, frutto della sommatoria dei premi distribuiti regione per regione. Era quindi ben possibile che il vincitore alla Camera non vincesse anche al Senato, con i conseguenti problemi per la governabilità.

Domande da interrogazione

  1. Quali sono state le principali modifiche alle leggi elettorali italiane dal 1993 al 2017?
  2. Dal 1993, l'Italia ha visto l'introduzione di leggi elettorali che hanno alternato sistemi maggioritari e proporzionali, culminando nel 2017 con la sesta legge elettorale della Camera e la quarta del Senato, dopo che la legge del 2015 non è mai stata applicata (testo).

  3. Qual è la differenza principale tra il sistema elettorale della Camera e quello del Senato?
  4. La Camera adotta un sistema proporzionale con un premio di maggioranza che garantisce 340 seggi alla lista o coalizione più votata, mentre il Senato utilizza premi regionali, rendendo l'esito più incerto e potenzialmente diverso da quello della Camera (testo).

  5. Come ha influito la Corte costituzionale sulle leggi elettorali italiane?
  6. La Corte costituzionale ha dichiarato parzialmente illegittima la legge elettorale del 2005, portando all'adozione di una nuova legge nel 2015, che però non è mai stata applicata, evidenziando l'importanza del controllo giuridico sulle norme elettorali (testo).

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