Concetti Chiave
- Il principio di buona fede impone agli stati membri dell'ONU di collaborare per raggiungere gli obiettivi statutari, influenzando anche la legittimità delle risoluzioni dell'Assemblea Generale.
- Il soft law consente una maggiore rapidità e facilità nei negoziati internazionali, anche se spesso richiede tempi di negoziazione più lunghi a causa delle sue implicazioni future.
- L'adozione di strumenti di soft law non comporta le complesse procedure di approvazione parlamentare necessarie per i trattati, offrendo così maggiore flessibilità.
- La distinzione tra adozione e entrata in vigore è fondamentale; solo dopo la ratifica da parte di un numero minimo di stati, gli strumenti di soft law possono diventare consuetudini.
- Un vantaggio chiave del soft law è la sua capacità di fungere da base per sviluppare nuove fonti di diritto consuetudinario nel contesto internazionale.
Principio di buona fede
In conformità al principio di buona fede, è stato imposto agli stati membri dell’ONU l’obbligo di collaborazione al perseguimento dei suoi fini statutari. Tale disposizione costituisce il cosiddetto «effetto di liceità delle risoluzioni dell’Assemblea Generale», esteso dallo studioso italiano Benedetto Conforti anche alle raccomandazioni nei confronti delle quali gli stati si sono mostrati acquiescenti.
Vantaggi del soft law
Di solito, la scelta di adottare fonti quasi giuridiche o convenzionali nei negoziati internazionali dipende dal grado di impegno politico che gli stati vogliono assumersi. Uno dei principali vantaggi legati all’adozione di uno strumento di soft law consiste nella possibilità di rendere più agevole e rapido il negoziato necessario per la sua adozione. Tuttavia, la prassi internazionale dimostra che nella maggior parte dei casi la negoziazione relativa a uno strumento di soft law richiede tempistiche molto lunghe, dovute alla consapevolezza che la sua adozione potrà fungere da elemento generatore di una nuova consuetudine.
Adozione e flessibilità
L’adozione di un documento di soft law non richiede altresì le lunghe procedure di approvazione e ratifica parlamentare necessarie in presenza di fonti pattizie e, soprattutto, presenta maggiore flessibilità di mutamento.
Sul piano giuridico, è necessario distinguere tra adozione di uno strumento ed entrata in vigore dello stesso: l’adozione viene effettuata sia in riferimento a fonti di soft law che a trattati multilaterali; solo dopo la ratifica da parte di un numero minimo variabile di stati, questi ultimi entreranno in vigore. Il più grande vantaggio derivante dall’adozione di strumenti di soft law risiede tuttavia nella loro possibilità di costituire il fondamento di una nuova fonte consuetudinaria.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza del principio di buona fede per gli stati membri dell'ONU?
- Quali sono i vantaggi dell'adozione di strumenti di soft law nei negoziati internazionali?
- In che modo l'adozione di soft law differisce dalla ratifica di trattati multilaterali?
Il principio di buona fede impone agli stati membri dell'ONU l'obbligo di collaborare per perseguire i fini statutari dell'organizzazione, conferendo legittimità alle risoluzioni dell'Assemblea Generale, come evidenziato dallo studioso Benedetto Conforti.
L'adozione di strumenti di soft law facilita e accelera i negoziati, sebbene la prassi internazionale dimostri che spesso richiedono tempi lunghi per la loro negoziazione, poiché possono generare nuove consuetudini.
L'adozione di soft law non richiede le lunghe procedure di approvazione parlamentare necessarie per i trattati, offrendo maggiore flessibilità e la possibilità di costituire una nuova fonte consuetudinaria, come indicato nel testo.