Concetti Chiave
- La distinzione tra competenza e cassa è fondamentale poiché le somme non sempre coincidono, portando a disallineamenti temporali nelle entrate e nelle uscite.
- I residui attivi e passivi emergono da questo disallineamento, con i residui attivi che riguardano le entrate non riscosse e i residui passivi le spese non pagate.
- È importante differenziare l'esercizio di competenza dall'anno finanziario, poiché quest'ultimo riguarda le previsioni di competenza e cassa, mentre l'esercizio si focalizza sui residui.
- La gestione delle entrate termina con il versamento, che può avvenire tramite intermediari, come l'agenzia delle entrate, complicando ulteriormente il processo di riscossione.
- Un alto divario tra crediti previsti e incassi reali può indicare inefficienze nella riscossione, evidenziando problemi nella macchina amministrativa.
Importanza della distinzione fra competenza e cassa
La distinzione fra competenza e cassa è molto importante perché le due somme spesso non coincidono. Ciò avviene perché non è detto che per una certa entrata la procedura di gestione si concluda nello stesso anno in cui ha avuto inizio. Può dunque verificarsi un disallineamento fra il momento iniziale e quello finale. Può avvenire, ad esempio, che un credito riscosso nel 2019 venga versato nel 2020. Nella stesura della legge di bilancio, lo stato può recepire più o meno fondatamente l’impatto degli inadempimenti spontanei dei contribuenti (evasione fiscale).
Fenomeno dei residui attivi e passivi
Il disallineamento dà vita al fenomeno dei residui attivi (riguardanti le entrate) e passivi (concernenti le spese). Si pensi, ad esempio, a un debito sorto nel 2019. Può accadere che esso non venga colmato entro la fine dell’anno in cui è sorto. Nel redigere la contabilità, lo stato deve tener conto del residuo in sospeso, annoverandolo fra le previsioni economiche triennali.
Differenza fra esercizio di competenza e anno finanziario
A tal proposito è estremamente rilevante la differenza fra esercizio di competenza e anno finanziario. L’anno finanziario è quello per il quale vengono fatte le previsioni di competenza e di cassa; l’esercizio di competenza attiene al fenomeno dei residui attivi e passivi.
L’ultima fase di gestione delle entrate, il versamento, garantisce allo stato l’effettiva disponibilità dei crediti riscossi. Talvolta, però, il contribuente versa le tasse presso un istituto di riscossione, ad esempio l’agenzia delle entrate, che potremmo definire un intermediario fra il contribuente e lo stato.
Inefficienza nella riscossione dei crediti
Il disegno di legge di bilancio può contenere delle indicazioni che, nella pratica, non vengono inserite nella legge approvata e pubblicata. Se l’amministrazione ha un divario molto alto fra i crediti previsti in termini di competenza e gli effettivi incassi che realizza, questo può essere un sintomo di inefficienza, cioè di un malfunzionamento della macchina di riscossione.
Domande da interrogazione
- Perché è fondamentale distinguere tra competenza e cassa nella gestione finanziaria?
- Cosa sono i residui attivi e passivi e come si formano?
- Qual è la differenza tra esercizio di competenza e anno finanziario?
La distinzione è cruciale poiché le somme di competenza e cassa non sempre coincidono, portando a disallineamenti temporali tra entrate e uscite, come nel caso di crediti riscossi in un anno e versati in un altro.
I residui attivi e passivi si generano dal disallineamento tra entrate e spese; ad esempio, un debito non saldato entro l'anno di competenza diventa un residuo passivo, che deve essere considerato nelle previsioni economiche triennali.
L'anno finanziario riguarda le previsioni di competenza e di cassa, mentre l'esercizio di competenza si concentra sui residui attivi e passivi, evidenziando l'importanza di gestire correttamente le entrate e le spese nel tempo.