Concetti Chiave
- L'adesione a trattati internazionali implica per l'Italia l'obbligo di applicare norme che superano le leggi ordinarie, ma nel rispetto dei controlimiti costituzionali.
- Il diritto del lavoro è influenzato dalle norme internazionali, che si applicano indirettamente attraverso leggi di esecuzione, in contrasto con la normativa comunitaria che è sovraordinata.
- Le principali fonti pattizie del diritto internazionale del lavoro includono la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo, tra le altre.
- Nonostante il grande impatto del diritto internazionale del lavoro sulla legislazione interna, la sua efficacia è spesso limitata, poiché gli stati esitano ad attuarne i principi.
- Le convenzioni dell'Oil, come la Dichiarazione del 1998, promuovono diritti fondamentali nel lavoro, sottolineando l'importanza della libertà di associazione e della contrattazione collettiva.
Adesione a trattati internazionali
L’adesione a trattati o convenzioni internazionali obbliga l’Italia ad applicare le norme in essi contenute, le quali si pongono come fonti interposte: travalicano le leggi ordinarie ma devono rispettare i controlimiti costituzionali. Ancora più pressanti sono le fonti dell’unione europea, sovraordinate rispetto a quelle interne.
Influenza sul diritto del lavoro
L’ingerenza internazionale e comunitaria influenza anche il diritto del lavoro. Le norme di diritto internazionale sono applicate in maniera indiretta, cioè tramite apposite leggi di esecuzione. A differenza di quelle comunitarie, inoltre, esse non sono sovraordinate rispetto al diritto interno: in caso di conflitto, il giudice nazionale è tenuto a sollevare la questione di legittimità dinanzi alla Corte costituzionale, la quale dovrà verificare la conformità della norma internazionale alla costituzione.
Fonti pattizie del diritto del lavoro
Pertanto, il diritto internazionale del lavoro, anche se meno «invasivo» di quello comunitario, ha un grande impatto sulla disciplina interna. Le principali fonti pattizie inerenti il lavoro sono:
- la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948;
- il patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali del 1966;
- la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali del 1950, la cui applicazione è garantita dalla corte Edu di Strasburgo. La convenzione fa perlopiù riferimento ai diritti civili e politici, ma nel corso degli anni la corte Edu ne ha ricavato anche diritti di natura sociale (come quello del lavoro) servendosi dell’attività interpretativa;
- la carta sociale europea, adottata dal Consiglio d’Europa nel 1961;
- le convenzioni adottate dall’Oil, organizzazione internazionale del lavoro istituita a Ginevra nel 1919. Una delle più importanti iniziative dell’Oil è stata la Dichiarazione del 1998 sui quattro diritti fondamentali, che propugnava l’abolizione del lavoro forzato, la libertà di associazione, la contrattazione collettiva e il divieto di discriminazioni sul lavoro.
Efficacia della normativa internazionale
I buoni propositi della normativa internazionale, purtroppo, restano spesso solo teorici a causa della sua efficacia indiretta: i destinatari di tali norme (gli stati) di solito sono restii ad attuarle.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza dell'adesione dell'Italia ai trattati internazionali?
- In che modo le norme internazionali influenzano il diritto del lavoro in Italia?
- Quali sono le principali fonti pattizie del diritto del lavoro?
L'adesione ai trattati internazionali obbliga l'Italia ad applicare le norme in essi contenute, che sono fonti interposte rispetto alle leggi ordinarie, ma devono rispettare i controlimiti costituzionali (testo).
Le norme di diritto internazionale influenzano il diritto del lavoro in modo indiretto, attraverso leggi di esecuzione, e non sono sovraordinate rispetto al diritto interno; in caso di conflitto, il giudice deve rivolgersi alla Corte costituzionale (testo).
Le principali fonti pattizie includono la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, il patto sui diritti economici, sociali e culturali, la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo, la carta sociale europea e le convenzioni dell'Oil, che promuovono diritti fondamentali nel lavoro (testo).