Concetti Chiave
- La Costituzione Italiana è democratica, in quanto è stata votata da un’Assemblea costituente eletta dai cittadini, a differenza dello Statuto albertino.
- È rigida e non modificabile tramite legge ordinaria, richiedendo procedure più complesse, il che garantisce la sua stabilità nel tempo.
- La Costituzione è lunga e include norme che disciplinano non solo l'organizzazione dello Stato, ma anche i diritti fondamentali e i rapporti sociali ed economici.
- I primi dodici articoli stabiliscono il carattere repubblicano e democratico dello Stato, riconoscendo diritti inviolabili e uguaglianza tra gli uomini.
- La struttura della Costituzione è divisa in due parti: la prima tratta delle posizioni soggettive, mentre la seconda regola l'organizzazione dello Stato, includendo Disposizioni transitorie e finali.
Caratteristiche della Costituzione italiana
La Costituzione Italiana è una Costituzione democratica, rigida e lunga.
Vediamo il significato di queste caratteristiche.
È democratica in quanto, come abbiamo detto, essa è stata votata da un’Assemblea costituente, a sua volta eletta dai cittadini. Al contrario, la precedente costituzione, cioè lo Statuto albertino, era stata “concessa” da Carlo Alberto al popolo.
È rigida in quanto non può essere modificata per mezzo di una legge ordinaria, ma richiede procedure più complesse e maggioranze più ampie. La rigidità ci indica dunque che la Costituzione è fatta per durare a lungo nel tempo. Lo Statuto albertino era invece una costituzione flessibile e fu pertanto modificata più volte durante il fascismo fino a perdere i suoi contenuti originari.
Infine, la nostra Costituzione è lunga, in quanto non si limita a disciplinare l’organizzazione dello Stato e i diritti fondamentali dei cittadini, ma detta numerose norme che riguardano i compiti dello Stato e i rapporti sociali ed economici (per esempio, il diritto allo studio, il diritto alla salute, l’ambiente, i diritti dei lavoratori).
Principi fondamentali e rapporti internazionali
I primi dodici articoli stabiliscono le regole relative allo Stato in quanto tale, e cioè il suo carattere repubblicano e democratico, e fissano i rapporti tra lo Stato e i singoli, con il riconoscimento dei diritti inviolabili e dell’uguaglianza tra gli uomini. Infine, sanciscono i principi più importanti che riguardano i rapporti tra lo Stato e gli altri ordinamenti, in particolare con la Chiesa cattolica e le altre confessioni religiose, e con l’ordinamento internazionale.
Struttura della Costituzione e riforme
La Parte prima della Costituzione è divisa in quattro Titoli che trattano delle posizioni soggettive, dapprima considerando le persone in quanto tali e poi allargando la prospettiva alle diverse strutture in cui esse sono inserite, dalla famiglia, alla scuola, all’organizzazione economica e a quella politica. La materia costituzionale è strutturata come una piramide rovesciata: in basso la persona umana – base e fondamento di tutto l’edificio – e in alto le organizzazioni via via più vaste, fino a quella statale, disciplinata poi nella Parte seconda della Costituzione.
La Parte seconda è intitolata Ordinamento della Repubblica (artt. 55-139) e contiene le regole sull’organizzazione dello Stato. Con la riforma del Titolo V concernente le Regioni, i Comuni e le Province, sono stati abrogati – senza essere sostituiti – gli artt. 115, 124, 128, 129 e 130 del testo costituzionale anteriore. Pertanto, sebbene la numerazione indichi in 139 gli articoli della Costituzione, ciò non corrisponde più al testo attuale che comprende solo 134 articoli. In coda alla Costituzione sono state collocate 18 Disposizioni transitorie e finali. Le norme transitorie sono quelle che prevedono vari adempimenti richiesti per “saldare” l’ordinamento precedente con il nuovo. Tali norme, una volta attuata la Costituzione, hanno perso la loro ragion d’essere. Le disposizioni finali contengono invece norme che fanno eccezione ai generali diritti civili e politici, dettate per la particolare situazione storica dell’Italia, al termine del ventennio fascista e alla fine del periodo monarchico (per es. il divieto di riorganizzazione del partito fascista, l’abolizione dei titoli nobiliari ecc.).
Domande da interrogazione
- Quali sono le caratteristiche principali della Costituzione italiana?
- In che modo la Costituzione italiana differisce dallo Statuto albertino?
- Quali sono i principi fondamentali stabiliti nei primi dodici articoli della Costituzione?
- Come è strutturata la Costituzione italiana?
- Cosa contengono le disposizioni transitorie e finali della Costituzione?
La Costituzione italiana è democratica, rigida e lunga. È democratica perché è stata votata da un'Assemblea costituente eletta dai cittadini, rigida poiché richiede procedure complesse per le modifiche, e lunga in quanto disciplina vari aspetti della vita sociale ed economica, non solo l'organizzazione dello Stato.
A differenza dello Statuto albertino, che era flessibile e concesso, la Costituzione italiana è stata votata dal popolo e non può essere modificata con leggi ordinarie, garantendo così una maggiore stabilità e durata nel tempo.
I primi dodici articoli stabiliscono il carattere repubblicano e democratico dello Stato, riconoscono i diritti inviolabili e l'uguaglianza tra gli uomini, e definiscono i rapporti tra lo Stato e le confessioni religiose e l'ordinamento internazionale.
La Costituzione è divisa in due parti: la prima riguarda le posizioni soggettive e i diritti delle persone, mentre la seconda, intitolata "Ordinamento della Repubblica", tratta dell'organizzazione dello Stato. La struttura è simile a una piramide rovesciata, con la persona umana alla base.
Le disposizioni transitorie prevedono adempimenti per integrare l'ordinamento precedente con il nuovo, mentre le disposizioni finali contengono norme eccezionali legate alla situazione storica dell'Italia, come il divieto di riorganizzazione del partito fascista e l'abolizione dei titoli nobiliari.