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Concetti Chiave

  • Il controllo e la gestione delle società possono essere attribuiti a diversi organi, con il consiglio di amministrazione (CDA) responsabile della gestione e il collegio sindacale che si occupa del controllo.
  • La nomina dei membri del CDA è di competenza dell'assemblea, che stabilisce anche il numero di amministratori, mentre il presidente può essere nominato dall'assemblea o dal CDA stesso.
  • Le deliberazioni del CDA devono essere adottate a maggioranza assoluta dei presenti e possono essere impugnate dai soci o dal collegio sindacale se non conformi alla legge.
  • I membri del CDA non possono diventare soci illimitatamente responsabili in società concorrenti, pena la revoca dall’incarico e responsabilità per i danni.
  • Lo statuto della società determina il numero massimo e minimo di amministratori, mentre l'assemblea ha il potere di decidere il loro esatto ammontare.

Struttura di gestione delle società

Il controllo e la gestione delle società possono essere affidate a diversi organi. Secondo il modello tradizionale la gestione spetta a uno o più amministratori (in quest’ultimo caso si parla di CDA), mentre il controllo è demandato al collegio sindacale (art. 2380 c.c.).
Il consiglio di amministrazione svolge gli incarichi gestionali. Il numero di amministratori è stabilito dallo statuto della società: se esso indica solo il numero massimo e minimo di amministratori, il loro esatto ammontare è determinato dall’assemblea (cioè da tutti i soci). L’assemblea ha anche il compito di nominare il presidente del CDA; se essa non si esprime, questa prerogativa spetta allo stesso CDA (art. 2380.bis c.c.).

Nomina e deliberazioni del CDA

Nomina dei soci: spetta all’assemblea, tranne i primi nominati mediante lo statuto (art. 2383).

Deliberazioni del CDA: adottate a maggioranza assoluta dei presenti salva diversa disposizione (art. 2388.2). Le deliberazioni non conformi alla legge possono essere impugnate entro 90 giorni dal collegio sindacale o dagli amministratori assenti alla votazione. In generale i soci possono impugnare le deliberazioni lesive dei propri diritti.

Art. 2390 (divieto di concorrenza): i componenti del CDA non possono divenire soci illimitatamente responsabili in società concorrenti né diventare amministratore nelle suddette. In caso di violazione possono essere revocati dal loro incarico e rispondono dei danni.

Domande da interrogazione

  1. Qual è la struttura di gestione tipica di una società secondo il modello tradizionale?
  2. Secondo il modello tradizionale, la gestione delle società è affidata a uno o più amministratori, mentre il controllo è esercitato dal collegio sindacale (art. 2380 c.c.).

  3. Chi ha il compito di nominare i membri del consiglio di amministrazione (CDA)?
  4. La nomina dei membri del CDA spetta all'assemblea dei soci, ad eccezione dei primi nominati tramite statuto (art. 2383).

  5. Quali sono le conseguenze per i membri del CDA che violano il divieto di concorrenza?
  6. I membri del CDA che violano il divieto di concorrenza possono essere revocati dal loro incarico e sono responsabili dei danni causati (art. 2390).

Domande e risposte

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