Concetti Chiave
- Il controllo costituzionale può essere accentrato, con un unico organo dedicato, o diffuso, dove tutti i giudici possono applicarlo.
- Nei sistemi di Common Law, i giudici disapplicano norme non costituzionali senza dover ricorrere alla Corte costituzionale.
- I sistemi giurisdizionali, come le Corti costituzionali, si differenziano da quelli politici, che esercitano un controllo tecnico su atti legislativi.
- In Francia, il controllo di costituzionalità è stato formalizzato con la Costituzione del 1958, voluta da De Gaulle, per garantire stabilità esecutiva.
- Ogni stato adotta modalità distinte di controllo della costituzionalità, ma tutti condividono l'obiettivo di rispettare i principi fondamentali della costituzione.
Modelli di controllo costituzionale
In generale, è possibile identificare due ulteriori modelli di controllo costituzionale:
- controllo accentrato, tipico dell’Europa continentale, in cui vi è un unico organo preposto all controllo della costituzionalità;
- controllo diffuso, tipico di tutti i paesi di Common Law, in cui tutti i giudici possono attuare un controllo di costituzionalità mediante l’applicazione del principio di preferenza della legge.
Qualora reputi che la norma non sia costituzionalmente applicabile, il giudice dei sistemi di Common law è tenuto a disapplicarla e, dunque, non ad adire la Corte costituzionale.
Differenze tra sistemi giurisdizionali e politici
Esiste un’ulteriore differenza tra i sistemi di controllo di natura giurisdizionale (un esempio è rappresentato dalle Corti costituzionali) e i sistemi di controllo di natura politica (che esercitano un controllo di tipo tecnico). Nel nostro ordinamento un esempio è costituito dalla dinamica relativa alla conversione di un decreto legge: essa richiede di verificare, dal punto di vista tecnico-politico, il rispetto dei due requisiti di necessità e d’urgenza ex art. 77 Cost.
Controllo costituzionale in Francia
In Francia, il controllo di costituzionalità non è stato mai direttamente previsto dal testo costituzionale fino alla stesura della Costituzione del 1958 voluta da Charles De Gaulle, definita «semi-presidenziale». De Gaulle si propose di tutelare la stabilità dell’esecutivo: per questo motivo la costituzione ha previsto l’elezione del presidente mediante voto popolare suffragato dalla scelta parlamentare. In sintesi, dunque, è possibile affermare che ogni stato prevede distinte modalità di controllo della costituzionalità ma che, a prescindere dal modello adoperato, ogni stato persegue lo stesso fine, cioè quello di garantire il rispetto dei principi costituzionali, con particolare riferimento ai cosiddetti «limiti fondamentali», corrispondenti con i principi supremi e invalicabili che in nessun caso possono essere derogati.
Domande da interrogazione
- Quali sono i due modelli di controllo costituzionale identificabili?
- Qual è la differenza tra controllo giurisdizionale e controllo politico?
- Come è stato introdotto il controllo di costituzionalità in Francia?
I due modelli di controllo costituzionale sono il controllo accentrato, tipico dell’Europa continentale, e il controllo diffuso, caratteristico dei paesi di Common Law, dove tutti i giudici possono attuare un controllo di costituzionalità (testo).
La differenza risiede nel fatto che il controllo giurisdizionale è esercitato da organi come le Corti costituzionali, mentre il controllo politico è di natura tecnica e verifica il rispetto di requisiti come necessità e urgenza, come nel caso della conversione di un decreto legge (testo).
In Francia, il controllo di costituzionalità è stato formalmente previsto con la Costituzione del 1958, voluta da Charles De Gaulle, che mirava a garantire la stabilità dell’esecutivo attraverso un sistema semi-presidenziale (testo).