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Concetti Chiave

  • L'articolo 41 della Costituzione riconosce la libertà di impresa, tutelando indirettamente la concorrenza e incentivando la presenza di più imprese nel mercato.
  • Esistono limiti legali alla concorrenza, come il divieto per dipendenti e soci di competere contro le proprie aziende e restrizioni per imprenditori alienanti.
  • La concorrenza sleale è definita dall'articolo 2598 c.c. e include atti come la confusione nel consumatore e la denigrazione dei prodotti altrui.
  • Le imprese possono influenzare i consumatori attraverso pubblicità e collusione, che può comportare aumenti di prezzo a danno dei consumatori.
  • La collusione può manifestarsi in forme come cartelli e trust, dove le imprese concordano politiche comuni per evitare la concorrenza.

Libertà economica e concorrenza

L’articolo 41 della Costituzione afferma che “l’iniziativa economica privata è libertà”. Riconoscendo la libertà di impresa, tutela indirettamente la concorrenza tra gli imprenditori, incentivando la presenza di più imprese sul mercato. La concorrenza stimola la competizione fra le imprese che vorranno migliorare la propria efficienza per ridurre i costi e consentire un abbassamento dei prezzi.

Limiti legali alla concorrenza:

- Il dipendente non può farla al suo datore di lavoro

- Il socio della società di persone e gli amministratori delle società di capitali non possono farla alla società

- L’imprenditore alienante di un impresa non può farla per una durata di 5 anni

Limiti convenzionali (o pattizi) alla concorrenza: l’art. 2956 c.c. afferma che gli imprenditori possono stipulare patti di non concorrenza, per una data zona o attività, per non più di 5 anni.

A questi limiti devono attenersi i “cartelli”, ovvero accordi in cui gli imprenditori fissano tra loro condizioni di vendita, livelli di prezzo, quantità di produzione e zona di distribuzione. I “cartelli” possono anche essere illeciti (es. quello della droga) e spesso sono riconosciuti dall’Autorità Antitrust come lesivi alla concorrenza.

Concorrenza sleale e azioni legali

L’art. 2598 c.c. afferma che gli atti di concorrenza sleale sono:

- Atti che creano confusione nel consumatore (usando nomi o segni distintivi che possono creare confusione con quelli usati legittimamente da altri)

- Atti di denigrazione dei prodotti altrui (diffondendo notizie idonee a determinare il discredito sul prodotto o sull’attività di un concorrente; la pubblicità superlativa non è consentita ma quella comparativa sì)

- Atti contrari alle regole della correttezza professionale (comprende tutti gli atti di concorrenza sleale che non entrano nei due precedenti punti; es. spionaggio industriale e ribassi di prezzi con vendite sottocosto)

Contro gli atti di concorrenza sleale si può intraprendere l’azione legale di contraffazione.

Influenza delle imprese sui consumatori

Le imprese possono influenzare l’azione dei consumatori inducendo i desideri d’acquisto e influenzando i consumi attraverso la pubblicità e le forme di collusione.

Si ha la collusione quando le imprese evitano di farsi concorrenza concordando politiche industriali e commerciali per non danneggiarsi a vicenda. Spesso decidono di aumentare i prezzi di beni dello stesso tipo, a discapito dei consumatori.

Forme di collusione tra imprese

La collusione può assumere la forma di:

- Cartello

- Trust (gruppo di imprese sotto un'unica direzione che regolano la propria condotta attraverso un accordo legale. La concentrazione tra le imprese avviene per fusioni societarie o per l’acquisto di azioni che consentono il controllo delle società concorrenti. Il trust è vietato quando supera precise soglie di fatturato [260.000.000 €] e crea una posizione dominante di queste imprese sul mercato, alterando la concorrenza)


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Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo della libertà economica nella concorrenza?
  2. L'articolo 41 della Costituzione afferma che "l'iniziativa economica privata è libertà", il che implica che la libertà di impresa tutela indirettamente la concorrenza, incentivando la presenza di più imprese sul mercato e stimolando la competizione per migliorare l'efficienza e abbassare i prezzi.

  3. Quali sono i limiti legali alla concorrenza?
  4. I limiti legali alla concorrenza includono divieti per dipendenti e soci di competere contro il proprio datore di lavoro o la propria società, e un divieto di concorrenza per l'imprenditore che aliena un'impresa per un periodo di 5 anni.

  5. Cosa si intende per concorrenza sleale e quali sono le sue forme?
  6. La concorrenza sleale, secondo l'art. 2598 c.c., include atti che creano confusione nel consumatore, denigrazione dei prodotti altrui e atti contrari alla correttezza professionale, come spionaggio industriale. È possibile intraprendere azioni legali contro tali atti.

  7. In che modo le imprese possono influenzare i consumatori?
  8. Le imprese possono influenzare i consumatori attraverso la pubblicità e la collusione, evitando la concorrenza e concordando politiche commerciali che possono portare ad un aumento dei prezzi a discapito dei consumatori.

Domande e risposte

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