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Concetti Chiave

  • Austin è una figura chiave del positivismo giuridico inglese, noto per aver sviluppato una teoria che racchiude i principi fondamentali di questo pensiero.
  • Secondo Austin, il diritto è un comando imposto da autorità politiche a sottoposti, con un vincolo legato alla paura di sanzioni.
  • Promuove la codificazione legislativa tramite un approccio storico-comparatistico, piuttosto che attraverso una mera logica astratta.
  • Austin distingue tra proprietà fattuali, percepibili attraverso i sensi, e proprietà morali, che si riferiscono a ciò che dovrebbe essere.
  • La sua teoria chiarisce la differenza tra concetti descrittivi, che riguardano la realtà percepita, e concetti normativi, che riflettono ciò che deve essere fatto.

Austin e il positivismo giuridico

La seconda figura centrale nell’ambito del positivismo giuridico inglese è Austin. Il filosofo è universalmente considerato il principale fautore del positivismo giuridico inglese poiché sviluppò una teoria che al suo interno contiene tutti gli elementi fondamentali tipici del pensiero positivistico.

Comando e dovere secondo Austin

Secondo Austin, che si richiama esplicitamente a Hobbes, il diritto è un comando “posto da superiori politici a inferiori politici”: colui al quale il comando è rivolto è da esso “vincolato o obbligato” per il timore di un danno, cioè di una sanzione. “Comando e dovere sono termini correlativi, in quanto il significato espresso dall’uno è implicato o supposto dall’altro.

Codificazione legislativa e metodo storico

Austin auspica la codificazione legislativa attraverso la comparazione di più ordinamenti, dunque non per via meramente logica, bensì tramite un metodo storico-comparatistico.
L’analisi filosofica di Austin si fonda su un principio empirista, che tende cioè a ridurre la conoscenza a ciò che è percepibile tramite i sensi. In pratica, però, è improbabile che ogni cosa sia percepibile di fatto: dire, ad esempio, che aiutare i bambini in difficoltà è buono, definisce una proprietà astratta e non riconducibile a una percezione sensibile; affermare, invece, che un oggetto è rosso, implica una proprietà percepibile di fatto.

Alcune proprietà, in particolare quelle relative all’ambito morale, si attengono a ciò che deve essere; pertanto non sono fattuali (percepibili di fatto); altre, invece, si riferiscono a ciò che è (ogni cosa che esiste in pratica).

Persino l’utilitarismo può essere considerato un principio di fatto: un contesto in cui nove persone su dieci traggono piacere da qualcosa è un elemento che esiste di fatto.

Differenza tra concetti descrittivi e normativi

i due principi sopra indicati implicano la differenza sostanziale tra concetti descrittivi, riferite a ciò che di fatto è percepito in un determinato modo, e concetti normativi, che attengono a ciò che deve essere fatto.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il concetto centrale del diritto secondo Austin?
  2. Secondo Austin, il diritto è un comando imposto da superiori politici a inferiori politici, dove il destinatario del comando è obbligato a seguirlo per timore di sanzioni. Questo stabilisce una correlazione tra comando e dovere.

  3. Qual è l'approccio di Austin alla codificazione legislativa?
  4. Austin sostiene la codificazione legislativa attraverso un metodo storico-comparatistico, piuttosto che meramente logico, per analizzare e confrontare diversi ordinamenti giuridici.

  5. Come distingue Austin tra concetti descrittivi e normativi?
  6. Austin distingue i concetti descrittivi, che si riferiscono a ciò che è percepito di fatto, dai concetti normativi, che riguardano ciò che deve essere fatto, evidenziando così la differenza tra realtà fattuale e obblighi morali.

Domande e risposte

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