Concetti Chiave
- Le pubbliche amministrazioni verificano la compatibilità delle attività private con gli interessi pubblici prima di consentirne lo svolgimento.
- La dichiarazione di inizio attività comporta un controllo pubblico successivo, con il privato che comunica all'amministrazione l'intenzione di avviare un'attività.
- Il silenzio assenso implica che l'autorizzazione è considerata concessa se l'amministrazione non risponde entro un certo termine.
- Il controllo preventivo non si applica ad attività che riguardano diritti fondamentali, come il diritto di riunione e di associazione.
- Attualmente, vi è una tendenza a privilegiare l'interesse privato con controlli successivi piuttosto che preventivi.
Controllo pubblico preventivo
Le p.a. consentono lo svolgimento di attività private, dopo averne accertato la compatibilità con gli interessi pubblici coinvolti
Quindi vi è un controllo pubblico preventivo, il cui esito positivo è condizione per lo svolgimento dell’attività.
Anche se l’effetto del provvedimento di autorizzazione è favorevole all’interessato, la sua libertà è comunque limitata dall’esigenza di tutela degli interessi pubblici, che potrebbero essere lesi da tale attività, ad esempio la sicurezza, la salute…
Dichiarazione di inizio attività
Dichiarazione di inizio attività: il controllo pubblico in questo caso è successivo, con tale dichiarazione il privato comunica all’amministrazione che sta per iniziare l’attività per far sì che provveda alle verifiche. Quindi è il privato che per primo verifica la compatibilità dell’attività privata con l’interesse pubblico: la dichiarazione del privato è impugnabile di fronte al giudice amministrativo. Quando non è prevista l’impugnazione, è comunque prevista la possibilità al controinteressato di fare ricorso contro il silenzio della p.a.
Silenzio assenso e diritti fondamentali
Silenzio assenso: il potere autorizzatorio si intende esercitato in senso positivo se l’amministrazione non si pronuncia entro un certo termine.
La Costituzione esclude il controllo preventivo su attività che costituiscono esplicazione di diritti fondamentali, infatti sarebbe incostituzionale una legge che imponesse un’autorizzazione per riunirsi, per costituire un’associazione, … rispetto a queste attività i pubblici poteri possono intervenire solo successivamente, ad esempio per sciogliere una riunione pericolosa.
Attualmente si tende a privilegiare l’interesse privato, quindi i controlli successivi.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo del controllo pubblico preventivo nelle attività private?
- Come funziona la dichiarazione di inizio attività?
- Qual è la posizione della Costituzione riguardo al controllo preventivo su diritti fondamentali?
Il controllo pubblico preventivo è essenziale per garantire che le attività private siano compatibili con gli interessi pubblici, come la sicurezza e la salute. Solo dopo un esito positivo di questo controllo è possibile svolgere l'attività (testo).
La dichiarazione di inizio attività implica un controllo pubblico successivo, dove il privato informa l'amministrazione dell'inizio dell'attività, che poi verifica la compatibilità con l'interesse pubblico. Questa dichiarazione può essere impugnata davanti al giudice amministrativo (testo).
La Costituzione esclude il controllo preventivo su attività che esprimono diritti fondamentali, come il diritto di riunione. In questi casi, l'intervento dei pubblici poteri è limitato a controlli successivi, come lo scioglimento di riunioni pericolose (testo).