Concetti Chiave
- La dottrina giurisprudenziale distingue tra diverse tipologie di impresa, inclusa l'impresa di famiglia, che è considerata un'impresa individuale.
- I famigliari che lavorano nell'impresa di famiglia hanno diritto al mantenimento e, in caso di vendita, un diritto di prelazione per l'acquisto dell'azienda.
- Le imprese pubbliche e sociali seguono regimi normativi diversi, con le seconde che operano senza fini di lucro in settori di interesse collettivo.
- Ci sono differenze significative tra piccoli imprenditori e imprenditori commerciali, in particolare riguardo all'obbligo di registrazione presso la camera di commercio.
- La registrazione nel registro delle imprese ha una funzione probatoria e pubblicitaria, necessaria per dimostrare l'esistenza dell'impresa commerciale.
Indice
Tipologie di impresa e diritti
La dottrina giurisprudenziale distingue diverse tipologie di impresa. L’articolo 230-bis del codice civile prevede che il famigliare che presti servizio presso l’impresa di famiglia «ha diritto al mantenimento secondo la condizione patrimoniale della famiglia». L’impresa nella quale collaborano i parenti fino al terzo grado devono essere tutelati in quanto piccoli imprenditori impiegati presso l’impresa a conduzione famigliare. Essa si configura come impresa individuale e non come impresa collettiva.
Diritti dei famigliari nell'impresa
Il primo diritto di cui godono i famigliari impiegati presso l’impresa di famiglia (sempre individuale) è il diritto al mantenimento. Nel caso in cui il proprietario scelga di vendere l’impresa, i famigliari impiegati hanno il diritto di prelazione per ciò che attiene l’acquisto dell’azienda.
Imprese pubbliche e sociali
Un regime diverso regolamenta invece le imprese pubbliche (enti pubblici economici).
Talvolta un’associazione o una fondazione può svolgere attività d’impresa. Si pensi ad esempio a un’associazione che gestisce un ospedale e le attività che ne derivano.
Le imprese sociali, che non hanno fini di lucro e che operano in settori di interesse collettivo (ricerca, sanità, ecc.), costituiscono una delle principali categorie giurisprudenziali di natura collettiva.
Differenze tra piccoli e commerciali
Sono molte le differenze che intercorrono tra lo statuto del piccolo imprenditore e quello dell’imprenditore commerciale. La prima riguarda la pubblicità: oggi l’imprenditore commerciale è obbligato a iscriversi al registro delle imprese presso la camera di commercio indicando le proprie generalità, l’oggetto e la sede dell’impresa. Il registro delle imprese svolge una funzione di natura preminentemente probatoria. In tal senso, dunque, la registrazione di un’impresa ha funzione di pubblicità dichiarativa: essa non è necessaria al fine della costituzione di un rapporto giuridico, bensì è indispensabile per dimostrarne l’esistenza.
Domande da interrogazione
- Qual è il diritto principale dei famigliari impiegati nell'impresa di famiglia?
- Cosa accade se il proprietario dell'impresa di famiglia decide di vendere?
- Quali sono le principali differenze tra piccoli imprenditori e imprenditori commerciali?
I famigliari che prestano servizio nell'impresa di famiglia hanno il diritto al mantenimento, in base alla condizione patrimoniale della famiglia, come stabilito dall’articolo 230-bis del codice civile.
In caso di vendita dell'impresa, i famigliari impiegati hanno il diritto di prelazione per l'acquisto dell'azienda, garantendo loro una priorità nell'acquisizione.
Una differenza fondamentale è l'obbligo di registrazione: l'imprenditore commerciale deve iscriversi al registro delle imprese, mentre il piccolo imprenditore non ha tale obbligo, sebbene la registrazione sia importante per dimostrare l'esistenza dell'impresa.