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Concetti Chiave

  • Kant sostiene che la conoscenza è sempre soggetta a revisione, ad eccezione delle categorie trascendentali a priori, la cui validità è indiscutibile.
  • Distinzione fondamentale tra conoscenza pura (a priori) e conoscenza pratica, che si concentra sull'ambito gnoseologico.
  • Kant distingue tra legge morale e diritto naturale, evidenziando il giusnaturalismo moderno nella sua filosofia.
  • Gli imperativi categorici sono essenziali per separare diritto e morale, affermando che l'uomo deve essere trattato come fine e non come mezzo.
  • L'imperativo categorico è indiscutibile e privo di eccezioni, la cui negazione implica la negazione stessa della morale.

La conoscenza secondo Kant

Conformemente a quanto sostenuto dalla filosofia occidentale, Kant ritiene che la conoscenza possa essere sempre messa in discussione; gli unici elementi impossibili da confutare o negare, dice Kant, sono le categorie trascendentali a priori, poiché la loro negazione corrisponde all’affermazione della loro validità.

Secondo Kant esistono due diverse forme di conoscenza: la conoscenza pura, costituita dai principi indiscutibili (a priori) e la conoscenza pratica, che annovera la conoscenza riferita all’ambito gnoseologico.

Nell’ambito del pensiero pratico, Kant pone una distinzione fra legge morale e diritto naturale.

Imperativi categorici e morale

Kant si muove nell’ambito del giusnaturalismo moderno mediante la creazione dei cosiddetti «imperativi categorici, elementi fondamentali tramite cui il filosofo riesce a creare una linea di demarcazione tra diritto e morale. Esiste un’eloquente versione di imperativo categorico, equivalente a quella sopra citata, che dice: tratta l’uomo mai come mezzo e sempre come fine. Ciò vieta, ad esempio, di utilizzare la tortura su un soggetto al fine di applicare una pena. In tal caso, infatti, il soggetto sarebbe utilizzato come mezzo attraverso cui raggiunger un fine: far scontare una pena a beneficio di chi ha subito un torto. Il principio dell’imperativo categorico richiama la regola aurea del pensiero cristiano: non fare agli altri ciò che vorresti non fosse fatto a te. L’imperativo categorico è una forma più ristretta e elaborata dell’idea secondo cui è morale ciò che è legge universale.

Tale imperativo è definito «categorico» poiché esso è indiscutibile e non ammette eccezioni. Negare l’imperativo categorico equivale quindi a negare la morale.

Domande da interrogazione

  1. Qual è la distinzione fondamentale che Kant fa tra le forme di conoscenza?
  2. Kant distingue tra conoscenza pura, che è costituita da principi indiscutibili a priori, e conoscenza pratica, che si riferisce all'ambito gnoseologico, evidenziando che solo le categorie trascendentali a priori non possono essere messe in discussione.

  3. Cosa sono gli imperativi categorici secondo Kant e quale loro importanza?
  4. Gli imperativi categorici sono elementi fondamentali che permettono a Kant di demarcare il diritto dalla morale; essi sono indiscutibili e non ammettono eccezioni, come nel caso di trattare l'uomo sempre come fine e mai come mezzo.

  5. In che modo l'imperativo categorico si ricollega alla morale universale?
  6. L'imperativo categorico è una forma elaborata dell'idea che ciò che è morale deve essere considerato legge universale, richiamando la regola aurea del pensiero cristiano, e negarlo equivale a negare la morale stessa.

Domande e risposte

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