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Concetti Chiave

  • La legge n. 91 del 1992 ha sostituito la normativa del 1912, introducendo significative innovazioni riguardo all'eguaglianza dei sessi e semplificando l'acquisto della cittadinanza per gli stranieri.
  • Il criterio fondamentale per l'acquisizione della cittadinanza rimane lo jus sanguinis, mentre lo jus soli è utilizzato solo in circostanze specifiche.
  • La cittadinanza può essere acquisita automaticamente per i figli di cittadini e i coniugi dopo determinati periodi di matrimonio o residenza.
  • Lo straniero può ottenere la cittadinanza per naturalizzazione dopo 10 anni di residenza, con termini abbreviati per alcune categorie.
  • La concessione di cittadinanza per naturalizzazione può avvenire anche per chi ha prestato servizi eminenti allo Stato, previa approvazione del Consiglio dei ministri.

Evoluzione delle leggi sulla cittadinanza

Nel nostro ordinamento, la Costituzione non ha previsto direttamente regole specifiche sulla materia, che è rimasta quindi disciplinata da una vecchia legge ordinaria del 1912, recentemente sostituita dalla legge n. 91 del 5 febbraio 1992. Questa ha innovato sia per quanto riguarda l’eguaglianza dei sessi, sia perché ha semplificato l’acquisto della cittadinanza da parte dello straniero; in sostanza, però, ha riconfermato come criterio fondamentale lo jus sanguinis, utilizzando solo in subordine quello dello jus soli. Le ipotesi di acquisto vanno poi distinte in relazione al loro carattere automatico o dipendente dalla volontà del soggetto e dello Stato.

Criteri di acquisizione automatica

È cittadino di diritto e in modo automatico:

• Il figlio di padre o madre cittadini e il minore adottato da cittadini;

• Il coniuge di cittadino/a dopo 3 anni di matrimonio o 6 mesi di residenza.
È cittadino di diritto ma in base a sua dichiarazione di volontà:

• Il discendente di cittadini che presta servizio militare o assume pubblico servizio o risieda da due anni in Italia nel momento in cui raggiunge la maggiore età;

• Lo straniero nato in Italia e ivi sempre residente.

È cittadino per naturalizzazione, cioè per concessione dello Stato:

• Lo straniero dopo 10 anni e l’apolide dopo 5 anni di residenza: termine abbreviato per i cittadini di Paesi dell’Unione europea (4 anni), per gli stranieri nati in Italia o discendenti da cittadini (3 anni) o adottati dopo la maggiore età o al servizio dello Stato (5 anni);

• Lo straniero che abbia prestato eminenti servizi allo Stato o se ricorrono eccezionali interessi dello Stato (ma in questo caso occorre anche una deliberazione del Consiglio dei ministri).

Domande da interrogazione

  1. Qual è il criterio fondamentale per l'acquisizione della cittadinanza in Italia?
  2. Il criterio fondamentale per l'acquisizione della cittadinanza in Italia è lo jus sanguinis, mentre lo jus soli è utilizzato solo in subordine, come indicato dalla legge n. 91 del 5 febbraio 1992.

  3. Chi acquisisce automaticamente la cittadinanza italiana?
  4. Acquisiscono automaticamente la cittadinanza italiana il figlio di padre o madre cittadini e il minore adottato da cittadini, così come il coniuge di un cittadino/a dopo 3 anni di matrimonio o 6 mesi di residenza.

  5. Quali sono le condizioni per la naturalizzazione della cittadinanza italiana?
  6. La naturalizzazione avviene per concessione dello Stato dopo 10 anni di residenza per gli stranieri e 5 anni per gli apolidi, con termini abbreviati per cittadini dell'Unione europea e per coloro nati in Italia o discendenti da cittadini, come specificato nella legge.

Domande e risposte

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