Concetti Chiave

  • I test critici richiedono una comunicazione immediata dei risultati, anche se normali, poiché forniscono informazioni cruciali per la salute del paziente.
  • I valori critici sono quelli significativamente al di fuori del range di normalità e possono indicare situazioni di pericolo immediato per il paziente, richiedendo azioni rapide da parte dei clinici.
  • La comunicazione dei valori critici deve seguire procedures standardizzate e tempestive per evitare ritardi nel trattamento e conseguenze legali.
  • La standardizzazione delle procedure e l'automazione sono fondamentali per ridurre gli errori nella fase pre-analitica e garantire un'identificazione corretta dei pazienti.
  • Le raccomandazioni per la comunicazione dei valori critici evidenziano l'importanza di avere liste di parametri, definire tempistiche e registrare le comunicazioni per garantire una gestione efficace.

Importanza dei test critici

Test critici: sono gli esami che richiedono una comunicazione immediata del risultato, anche se risultano normali. Per esempio, la troponina in caso di sospetto infarto del miocardio, è un test critico perché, anche se risulta normale, è un’informazione fondamentale per il clinico.
Valori critici: sono quei valori al di fuori del range di normalità in modo significativo, e possono rappresentare degli elementi importanti per la sopravvivenza del paziente. Per esempio, se il tecnico di laboratorio riscontra un valore 5 di emoglobina in un paziente, deve subito telefonare al clinico che ha in cura quel paziente. Lo stesso vale per un 7 di potassio, oppure per 170 di sodio.

Procedure per la comunicazione dei valori critici

G. Lundberg nel 1972, definì un valore critico “ogni risultato di laboratorio che evidenza un immediato pericolo per la salute del paziente e che richiede pertanto l’adozione di misure mediche idonee e tempestive”. Affinché le misure del clinico siano tempestive è ovvio che la refertazione debba avvenire nel minore tempo possibile, così come la comunicazione della stessa.

Ci si deve chiedere se i valori identifichino una situazione di pericolo di vita del paziente, e se siano situazioni in cui è possibile mettere in atto un trattamento utile al paziente. L'utilità è strettamente legata alla clinica del paziente ma ci sono anche questioni legali; le conseguenze di un ritardo nella comunicazione di un valore critico, infatti, possono portare a ritardi nel trattamento, nella diagnosi e nelle procedure, con conseguenze negative nel paziente, ma anche a implicazioni etiche e legali. Tutte le indicazioni nazionali e internazionali stabiliscono che la comunicazione dei valori critici debba avere una procedura molto chiara e standardizzata.

Suggerimenti per ridurre gli errori

Alcuni suggerimenti per cercare di ridurre gli errori, al fine di non dover infastidire il paziente con un nuovo prelievo:

1. Standardizzare le procedure, avere delle indicazioni molto chiare e precise per tutte le attività che vengono svolte nella fase pre-analitica, dall’identificazione del paziente al trasporto del campione.

2. Utilizzare, laddove possibile, l’automazione. Ad esempio, avere dei braccialetti al polso del paziente con nome e cognome, barcode e stampanti portatili con lettore di barcode collegato, in modo da evitare errori di identificazione ed etichettature sbagliate.

3. Registrare gli errori della fase pre-analitiche, al fine di prevenirli in futuro. Nell’azienda ospedaliera di Verona vengono registrate tutte le non conformità dei diversi reparti, e viene mandato un report trimestrale al caposala di quel reparto.

4. Leggere e studiare le linee guida nazionali e internazionali per quanto riguarda la raccolta dei campioni (prelievo sangue, esame urine, ecc.…).

Studio sull'errore di identificazione

Uno studio eseguito nell’ospedale di Taiwan ha dimostrato che l’introduzione delle “stampantine” dotate di lettore di barcode ha diminuito l’errore di identificazione del paziente del 97%.
Qualche anno fa è stata condotta un’intervista a livello nazionale nei diversi laboratori, per quanto riguarda la comunicazione dei valori critici.

- Importanza comunicazione valori critici: il 10% dei laboratori non la riteneva importante

- Organizzazione di liste standardizzate dei valori critici: il 20% non ne possedeva

- Identificazione valori critici: il 4% dei laboratori non la possedeva

- L’80% dei laboratori comunicava i valori critici per via telefonica mentre il restante 20% comunica i valori tramite fax o inviando il referto, quindi tramite procedure mediante le quali non fosse possibile verificare la lettura delle informazioni

- Nella maggior parte dei casi la comunicazione veniva fatta dai medici responsabili del laboratorio, e nel 50% veniva fatta anche la registrazione dell’avvenuta notifica. La registrazione dell’avvenuta comunicazione è importante in sede di contenzioso, poiché è la dimostrazione del fatto che il dato è stato comunicato

Raccomandazioni per la comunicazione

A partire da quest’analisi sono state redatte delle raccomandazioni, inviate poi ai laboratori. Relativamente alla comunicazione dei valori critici, gli elementi importanti sono: presenza di una lista di parametri da comunicare, definizione della tempistica di comunicazione, presenza di una lista delle persone a cui va rivolta la comunicazione, decisione riguardo chi deve farla e come deve essere fatta e registrata.

Analizzando le linee guida internazionali ci si è accorti che in merito alla lista degli analiti dei quali comunicare i valori critici, c’è una grandissima eterogeneità: ci sono tantissimi parametri diversi e cut off diversi.

I valori critici principali da comunicare sono quelli indicati dalla freccetta ma alcuni paesi nel includono altri.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è la definizione di test critici e perché sono importanti?
  2. I test critici sono esami che richiedono una comunicazione immediata del risultato, anche se normali, come la troponina in caso di sospetto infarto. Questi test forniscono informazioni fondamentali per il clinico (test).

  3. Cosa si intende per valori critici e quale è la loro rilevanza?
  4. I valori critici sono quelli al di fuori del range di normalità che possono rappresentare un pericolo per la vita del paziente. Ad esempio, un valore di emoglobina a 5 richiede una comunicazione immediata al clinico (valori critici).

  5. Quali sono le procedure raccomandate per la comunicazione dei valori critici?
  6. È fondamentale avere procedure chiare e standardizzate per la comunicazione dei valori critici, come definito da G. Lundberg nel 1972, per garantire misure mediche tempestive (procedure per la comunicazione).

  7. Quali suggerimenti possono aiutare a ridurre gli errori nella fase pre-analitica?
  8. Alcuni suggerimenti includono la standardizzazione delle procedure, l'uso dell'automazione per l'identificazione dei pazienti e la registrazione degli errori per prevenirli in futuro (suggerimenti per ridurre gli errori).

  9. Quali sono le raccomandazioni emerse dall'analisi sulla comunicazione dei valori critici?
  10. Le raccomandazioni includono la creazione di una lista di parametri da comunicare, la definizione della tempistica e delle persone coinvolte nella comunicazione, e la registrazione dell'avvenuta notifica (raccomandazioni per la comunicazione).

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