Concetti Chiave

  • Il Trauma team si concentra sul trattamento del danno e sul ripristino della fisiologia del paziente, paragonando i membri del team a marinai che salvano una nave in difficoltà.
  • Complicanze critiche da gestire includono l'esaurimento dei fattori di coagulazione, coagulopatia, ipotermia, acidosi metabolica e ipocalcemia, che possono aggravare la situazione del paziente.
  • In pazienti stabili, si possono effettuare indagini radiologiche complete, mentre in quelli instabili si privilegiano radiografie rapide del torace e del bacino.
  • La rianimazione damage control mira a mantenere un target pressorio basso e a somministrare rapidamente sangue e plasma, evitando esami diagnostici che richiedono troppo tempo come la TC.
  • La TC è giustificata in situazioni specifiche come emorragie mediastinali o retroperitoneali, o in pazienti instabili con deficit di lato, se è possibile un intervento congiunto con neurochirurgia.

Indice

  1. Principi del trauma team
  2. Complicanze e condizioni critiche
  3. Procedure diagnostiche e limitazioni

Principi del trauma team

Sono i principi attuati dal Trauma team. Si cerca di trattare il danno e ristaurare la fisiologia del paziente (il professore paragona i componenti del trauma team a dei marinai che cercano di salvare una nave che sta affondano facendo di tutto per

farla arrivare in porto dove poi potrà essere definitivamente riparata).(NdR:il pz si troverà nelle seguenti condizioni):

    Complicanze e condizioni critiche

    • Evitare nel paziente con fisiologia compromessa l’esaurimento delle riserve. Una delle complicanze più temibili è l’esaurimento dei fattori di coagulazione da parte del paziente, si instaura quindi una coagulopatia da trauma sia

    dovuta al sanguinamento massivo che alla somministrazione di liquidi che vanno a diluire quelli non consumati. Si instaura così un circolo vizioso a cui si vanno ad aggiungere anche l’ipotermia, l’acidosi metabolica e l’ipocalcemia, altre condizioni in grado di influenzare la cascata coagulativa;

    • Incapacità di sopportare estese demolizioni-ricostruzioni;

    • Ipotermia;

    • Acidosi metabolica;

    • Coagulopatia;

    • Ipocalcemia.

Procedure diagnostiche e limitazioni

Nel paziente stabile posso fare tutte le indagini radiologiche che voglio, in quello instabile solitamente si procede con una lastra del torace e una del bacino che richiedono pochi minuti di esecuzione. Il radiologo non è sempre presente nel team ma viene sempre allertato. Essi solitamente si occupano delle ecografie addominali, mentre la Fast (focalizzata su trauma e sanguinamento) viene effettuata dal medico delle procedure.

Si tratta quindi di una rianimazione damage control, mirata a mantenere un target pressorio basso, a infondere rapidamente sangue, plasma, indipendentemente dai valori dell’emoglobina. Nb! Non si fa mai la Tc, per una questione di tempistiche. Per eseguire quest’esame ci vogliono 20 minuti, tempo in cui il nostro paziente potrebbe morire, l’unica situazione in cui è giustificata una sua esecuzione è nel caso di un’emorragia mediastinale e retroperitoneale, le quali non sono visibili con E-fast. Un’altra situazione in cui è contemplabile fare una Tc in bianco è in un paziente instabile con deficit di lato, qualora sia organizzativamente possibile effettuare un intervento congiunto con la neurochirurgia. Nel paziente emodinamicamente instabile, in cui non si riesce subito a identificare la fonte dell’emorragia, prima di effettuare una Tac si va a stabilizzare il bacino, con l’Rx si guarda se presenta fratture, se la cintura pelvica è posizionata correttamente sui trocanteri o se vi sia la presenza di una rottura di bacino verticale in cui la cintura funziona poco. Prima di portare il paziente in Tac è quindi fondamentale bloccare anche solo grossolanamente l’emorragia, eseguendo ad esempio un packing pelvico. È quindi la presunzione di causa del sanguinamento che giustifica il ricorso a una metodica diagnostica che potrebbe risultare, per via delle tempistiche, letale.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'obiettivo principale del trauma team durante il trattamento del paziente?
  2. L'obiettivo principale del trauma team è trattare il danno e ripristinare la fisiologia del paziente, paragonando i membri del team a marinai che cercano di salvare una nave in difficoltà (testo).

  3. Quali sono le complicanze più temibili che possono insorgere in un paziente con fisiologia compromessa?
  4. Le complicanze più temibili includono l'esaurimento dei fattori di coagulazione, che porta a coagulopatia da trauma, e altre condizioni come l'ipotermia, l'acidosi metabolica e l'ipocalcemia, che influenzano la cascata coagulativa (testo).

  5. Quali procedure diagnostiche vengono eseguite su un paziente instabile?
  6. In un paziente instabile, si eseguono generalmente una lastra del torace e una del bacino, mentre la TC è evitata per motivi di tempistiche, a meno che non ci siano situazioni specifiche come emorragie mediastinali o retroperitoneali (testo).

  7. Qual è la strategia di rianimazione adottata dal trauma team?
  8. La strategia di rianimazione adottata è il damage control, che mira a mantenere un target pressorio basso e a infondere rapidamente sangue e plasma, indipendentemente dai valori dell'emoglobina (testo).

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