Concetti Chiave

  • I farmaci antalgici hanno differenze farmacocinetiche che possono influenzare la risposta terapeutica, specialmente in pazienti con insufficienza renale o epatica.
  • La variabilità nella risposta agli analgesici è influenzata da fattori individuali come età, sesso e distribuzione dei recettori nel sistema nervoso.
  • La gestione del dolore richiede l'identificazione della causa e la considerazione di parametri clinici critici come pressione di CO2, emoglobina e pressione intracranica.
  • Nel trattamento del trauma cranico, è essenziale correggere eventuali discoagulopatie e garantire la perfusione d'organo come priorità assoluta.
  • La terapia analgesica deve essere personalizzata in base alla prognosi e all'impatto sul paziente, tenendo conto delle specifiche esigenze per ogni tipo di dolore.

Indice

  1. Utilizzo dei farmaci antalgici
  2. Variabilità nella risposta ai farmaci
  3. Gestione del dolore e parametri clinici
  4. Trattamento del trauma cranico

Utilizzo dei farmaci antalgici

I farmaci ad azione antalgica sono estremamente utilizzati in ambito medico.

All’interno della famiglia degli analgesici si trovano differenze farmacocinetiche. È fondamentale considerarle in corso di stati patologici (insufficienza renale, insufficienza epatica) in cui potrebbero esserci, per esempio, alterazioni del metabolismo o dell’escrezione. Un ulteriore aspetto fondamentale è legato alle differenze interindividuali di pool enzimatici che determinano effetti più o meno marcati. La risposta al farmaco è soggetta a variabilità individuale, alcuni Fans funzionano più di altri nel singolo soggetto. Per esempio, per la cefalea un paziente può preferire un farmaco a un altro che non gli dà gli stessi effetti.

Variabilità nella risposta ai farmaci

È lo studio della relazione tra la concentrazione del farmaco al sito effettore e il relativo effetto clinico; quest’ultimo non è misurabile in maniera chiara perché viene riferito dal paziente. La variabilità di effetti è elevata anche tra soggetti simili per età, sesso, peso, in relazione al diverso numero, tipo e distribuzione dei recettori a livello del Snc e Snp. La farmacodinamica degli analgesici è inoltre rilevante nella terapia del dolore cronico in particolare per quanto riguarda gli effetti collaterali.

(Nb domanda d’esame: Non rispondere subito analgesici!).

Gestione del dolore e parametri clinici

Per prima cosa è importante capire la causa del dolore e, se possibile, rimuoverla; si utilizza la terapia analgesica nel caso in cui questa sia collaterale alla rimozione della causa, oppure quando la causa non è rimovibile. L’utilizzo di analgesici a scopo antalgico deve tener conto di: prognosi, impatto che possono avere sul paziente, e indicazione specifica dei diversi farmaci per i diversi tipi di patologia dolorosa:

- Pressione di Co2 di fin espirio deve essere mantenuta tra 30-35 mmHg (La Co2 di fine espirio non è la paCo2 misurata all’emogasanalisi. A una Co2 di fine espirio di 30-35 mmHg corrisponde una paCo2 più sui 35 mmHg, normocapnica o di poco superiore)

- emoglobina deve essere mantenuta al di sopra dei 7 g/dL

- la pressione intracranica che fisiologicamente è intorno a 10 mmHg va mantenuta al di sotto di 18- 20-22 mmHg (il professore consiglia di rimanere al di sotto dei 20 mmHg). Diventa critica sopra dei 20-25 mmHg.

- la pressione di perfusione cerebrale deve essere mantenuta tra 60 e 80 mmHg, diventa critica quando è al di sotto dei 50 mmHg

Trattamento del trauma cranico

Nel paziente con trauma cranico va inoltre effettuata una correzione di eventuali discoagulopatie spesso dovute a utilizzo di anticoagulanti o di antiaggreganti. Al giorno d’oggi esistono filtri che permettono la rimozione di anticoagulanti come il ticagrelor dal sangue, tuttavia sono al momento poco utilizzati.

In generale in un paziente con una condizione emodinamica caratterizzata da alterazione del trasporto dell'ossigeno sia che essa sia sistemica che sia di un singolo organo, bisogna garantire prima di tutto la perfusione d’organo, tutto il resto passa in secondo piano e verrà gestito una volta che il paziente è stabile emodinamicamente.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza delle differenze farmacocinetiche negli analgesici?
  2. Le differenze farmacocinetiche negli analgesici sono fondamentali, specialmente in pazienti con stati patologici come insufficienza renale o epatica, poiché possono influenzare il metabolismo e l'escrezione dei farmaci (testo).

  3. Come influisce la variabilità individuale sulla risposta agli analgesici?
  4. La risposta agli analgesici varia notevolmente tra individui simili per età, sesso e peso, a causa delle differenze nel numero e nella distribuzione dei recettori nel sistema nervoso centrale e periferico (testo).

  5. Quali parametri clinici devono essere monitorati nella gestione del dolore?
  6. Nella gestione del dolore, è cruciale monitorare la pressione di CO2, i livelli di emoglobina, la pressione intracranica e la pressione di perfusione cerebrale, mantenendoli entro valori specifici per garantire la stabilità del paziente (testo).

  7. Qual è il primo passo nella gestione del dolore?
  8. Il primo passo nella gestione del dolore è identificare e, se possibile, rimuovere la causa del dolore; la terapia analgesica viene utilizzata quando la causa non è rimovibile o è collaterale alla rimozione (testo).

  9. Come si gestisce un paziente con trauma cranico?
  10. In un paziente con trauma cranico, è essenziale correggere eventuali discoagulopatie e garantire la perfusione d'organo, poiché la stabilità emodinamica è prioritaria rispetto ad altre considerazioni (testo).

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