Concetti Chiave
- La nomenclatura CD identifica particolari proteine che caratterizzano specifici stipiti cellulari, con oltre 300 CD attualmente riconosciuti.
- Le popolazioni CDC1 e CDC2 hanno funzioni distinte; CDC1 è coinvolta nel cross-presenting per linfociti CD8+, mentre CDC2 presenta antigeni ai linfociti CD4+.
- I linfociti, piccole cellule di circa 8-10 µm, hanno un grande nucleo eccentrico e una struttura semplice con pochi organelli, attirando attenzione solo recentemente.
- Durante la risposta immunitaria, i linfociti B e T rispondono a stimoli proliferando e subendo cambiamenti ultrastrutturali, passando dalla fase G0 alla fase G1.
- I linfociti T possono originare fino a 50.000 cellule diverse, mentre i linfociti B possono generare 5.000 cellule, riflettendo le loro diverse necessità funzionali.
Origine della nomenclatura CD
Il modo in cui questa nomenclatura è nata è il seguente. Diversi tipi mettevano a punto anticorpi che legavano proteine sulla superficie di leucociti umani o di topo. Alcuni anticorpi riconoscevano la stessa proteina, lo stesso cluster. Questo cluster veniva identificato e nomenclato. Attualmente ci sono più di 300 CD. Quindi in sostanza i CD sono particolari proteine che identificano un particolare stipite cellulare. Ogni proteina è quindi identificata da un profilo CD, un acronimo e un codice genetico. Quindi si può identificare una cellula sulla base dal suo profilo CD.
Funzioni delle popolazioni CDC
CDC comprendono due popolazioni distinte: CDC1 e CDC2. Queste popolazioni svolgono funzioni molto diverse. Le CDC1 esprimono l’integrina CD103, che è molto importante per tutte le cellule che hanno residenzialità. Queste cellule hanno una funzione nel cross-presenting, ovvero la capacità di prendere l’antigene e presentarlo per generare una risposta di linfociti CD8+, quindi i linfociti citotossici. Le CDC2 invece sono specializzate nel presentare l’antigene ai linfociti CD4+. Queste sono due vie completamente distinte dal punto di vista molecolare (argomento approfondito nelle prossime lezioni.
Caratteristiche dei linfociti
Viene mostrata l’immagine citologica ultrastrutturale del linfocita ottenuta tramite microscopio ottico e microscopio elettronico.
Il linfocita è una cellula piuttosto semplice, piccola, che non ha un'attività o morfologia peculiare e le cui dimensioni sono circa di 8-10 µm. Presenta un grosso nucleo di solito eccentrico, una sottile corona di citoplasma ed è quasi privo di organelli: sono presenti solo alcuni ribosomi e pochissimi granuli. Per questo motivo l’attenzione su queste cellule si è avuta solo negli ultimi anni. Nel 2019 è stato assegnato a Max Cooper e Jacques Miller il premio per gli studi sui linfociti T e B, si tratta dell' ‘’Albert Lasker Award’’, un premio molto prestigioso per i ricercatori in campo medico.
Attività dei linfociti B e T
Mentre i linfociti circolanti sono in condizioni ‘’resting’’, cioè hanno una bassa attività metabolica e si trovano in fase G0 del ciclo cellulare, i linfociti B e T sono in grado di rispondere agli stimoli, riconosciuti tramite il loro recettore, proliferando e andando incontro a una serie di cambiamenti ultrastrutturali come ad esempio l'aumento di dimensioni, la modificazione della forma ovale del nucleo e la comparsa degli organuli. Queste cellule così modificate sono dei linfoblasti e sono un segno inequivocabile del passaggio dalla fase G0 alla fase G1 che preclude la successiva mitosi. I linfociti T e B hanno capacità di dividersi. Un linfocita T può espandersi e dividersi fino ad originare 50.000 cellule diverse, mentre ogni linfocita B ha la capacità di generare 5.000 cellule: i linfociti B hanno una capacità limitata perché non hanno bisogno di svolgere la loro funzione attraverso grandi numeri di cellule.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine della nomenclatura CD e cosa rappresenta?
- Quali sono le principali funzioni delle popolazioni CDC?
- Quali sono le caratteristiche morfologiche dei linfociti?
- Come si attivano i linfociti B e T e quali cambiamenti subiscono?
La nomenclatura CD è nata dall'identificazione di anticorpi che legano proteine sulla superficie di leucociti umani o di topo. Ogni proteina è identificata da un profilo CD, un acronimo e un codice genetico, permettendo di identificare le cellule in base al loro profilo CD.
Le popolazioni CDC comprendono CDC1 e CDC2, che svolgono funzioni distinte. Le CDC1 esprimono l'integrina CD103 e sono coinvolte nel cross-presenting agli linfociti CD8+, mentre le CDC2 presentano l'antigene ai linfociti CD4+.
I linfociti sono cellule piccole (8-10 µm) con un grosso nucleo eccentrico e una sottile corona di citoplasma, privi di organelli significativi. La loro semplicità morfologica ha portato a un interesse crescente negli ultimi anni, culminato nel premio "Albert Lasker Award" assegnato a Max Cooper e Jacques Miller nel 2019.
I linfociti B e T, inizialmente in fase di "resting", rispondono agli stimoli attraverso i loro recettori, proliferando e subendo cambiamenti ultrastrutturali, come l'aumento di dimensioni e la comparsa di organuli. Questi cambiamenti segnano il passaggio dalla fase G0 alla fase G1, preparando le cellule alla mitosi.