Concetti Chiave

  • Il riconoscimento del complesso MHC-peptide da parte dei linfociti T attiva la cellula dendritica, che inizia a esprimere B7 e a secernere citochine.
  • Le molecole di adesione sono fondamentali per il traffico delle cellule immuni e mediano l'interazione tra linfociti T naive e APC, facilitando il legame iniziale.
  • Difetti genetici nelle molecole di adesione possono portare a malattie come LAD1 e LAD2, con conseguenze diverse sulla salute e sullo sviluppo.
  • LAD1 è causata dalla mancanza di espressione delle integrine2, mentre LAD2 è legata a un difetto nella fucosilazione dei carboidrati, influenzando le interazioni cellulari.
  • Le risposte cellulo-mediate possono essere preservate nonostante i difetti nelle molecole di adesione grazie alla ridondanza di altre molecole che supportano le interazioni immunitarie.

Interazione tra linfociti T e DC

In presenza o assenza di molecole costimolatorie, il linfocita T riconosce, tramite TCR, il complesso MHC-peptide sulla DC; questo porta il linfocita T a esprimere sulla sua superficie il ligando di CD40 (CD40L), che si lega al CD40 espresso sulla DC. L’interazione CD40–CD40L porta all’attivazione della cellula dendritica, che inizia a esprimere B7 e a secernere citochine; queste molecole potenziano l’attivazione dei linfociti T, e di conseguenza determinano un aumento della proliferazione (che in parte era già stata indotta dal riconoscimento dell’antigene) e della differenziazione delle cellule T stesse.

Tutto quello che è stato appena esposto è permesso grazie all’espressione di molecole di adesione.

Ruolo delle molecole di adesione

Esistono vari tipi di molecole di adesione che variano a seconda delle cellule coinvolte nel legame con i linfociti T, come HEV, APC, endotelio mucosale o attivato.

Le molecole di adesione svolgono un ruolo importante nel traffico delle cellule immuni, per es. la DC, una volta attivata, modifica l’espressione delle molecole di adesione per poter uscire dal tessuto e migrare tramite i linfatici verso gli organi linfoidi secondari.

Inoltre, queste cellule mediano l’interazione tra i linfociti T naive e le APC (es. DC).

Inizialmente, il legame tra il linfocita T naive CD4+ e la APC avviene attraverso un’interazione a bassa affinità, per es. tra LFA-1ICAM-1. Questo permette il secondo legame con eventuale riconoscimento tra TRC e MHC di classe II; se il riconoscimento avviene con una buona affinità, viene trasdotto il segnale che permette il cambiamento conformazione di LFA-1 e, di conseguenza, aumenta la sua affinità consentendo un prolungato contatto tra le cellule.

[stesso meccanismo che permette il rolling e la successiva diapedesi del linfocita T attraverso le cellule di HEV]

Difetti genetici e malattie correlate

Difetti genetici che interessano le molecole di adesione e le loro interazioni determinano delle malattie genetiche, anche gravi: un esempio sono LAD1 e LAD2.

La LAD di tipo 1 è il risultato della mancanza dell’espressione delle integrine2, dovuta a una mutazione nel gene CD18 (che le codifica). Questo comporta che LFA-1 e MAC-1 non siano espresse e che, quindi, l’interazione attraverso I-CAM e V-CAM sull’endotelio venga bloccata.

Tuttavia, le risposte cellulo-mediate sono preservate grazie a ridondanza di altre molecole.

La LAD di tipo 2 risulta da un difetto nella fucosilazione dei carboidrati; per questo motivo, mancano i carboidrati sialyl–LewisX e di conseguenza viene inibita l’interazione con le E- e le P-selectine endoteliali.

L’immunodeficienza data da LAD2 è meno severa, anche se sono state evidenziate correlazioni tra questo tipo di difetto e ritardo nella crescita, dismorfia e deficit neurologici.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo delle molecole costimolatorie nell'attivazione dei linfociti T?
  2. Le molecole costimolatorie, come CD40L, sono fondamentali per l'attivazione dei linfociti T. Quando un linfocita T riconosce il complesso MHC-peptide sulla cellula dendritica (DC), esprime CD40L che si lega al CD40 sulla DC, attivandola e portando all'espressione di B7 e alla secrezione di citochine, potenziando così l'attivazione e la proliferazione dei linfociti T.

  3. Come influenzano le molecole di adesione il traffico delle cellule immuni?
  4. Le molecole di adesione sono cruciali per il traffico delle cellule immuni, poiché permettono alla DC attivata di modificare la propria espressione e migrare verso gli organi linfoidi secondari. Inoltre, mediano l'interazione tra linfociti T naive e APC, facilitando il legame iniziale e il riconoscimento dell'antigene.

  5. Quali sono le conseguenze dei difetti genetici nelle molecole di adesione?
  6. I difetti genetici nelle molecole di adesione possono portare a malattie gravi come LAD1 e LAD2. La LAD1 è causata dalla mancanza di integrine, bloccando l'interazione con l'endotelio, mentre la LAD2 è dovuta a un difetto nella fucosilazione, inibendo l'interazione con le selettine endoteliali. Entrambi i difetti influenzano negativamente il sistema immunitario.

  7. In che modo il legame iniziale tra linfociti T e APC avviene a bassa affinità?
  8. Il legame iniziale tra linfociti T naive CD4+ e APC avviene attraverso interazioni a bassa affinità, come quella tra LFA-1 e ICAM-1. Questo legame consente un secondo riconoscimento tra TCR e MHC di classe II, che, se avviene con buona affinità, aumenta l'affinità di LFA-1 e favorisce un contatto prolungato tra le cellule.

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