Concetti Chiave
- L'emivita degli eritrociti è di circa 120 giorni, mentre le piastrine hanno un'emivita di 8 giorni, con i granulociti che vivono solo poche ore.
- Gli eritrociti hanno una forma discoidale biconcava che ottimizza il rapporto superficie-volume per migliorare gli scambi gassosi.
- La misura dell'emoglobina totale nel sangue si effettua tramite emolisi e analisi spettrofotometrica, con l'emoglobina A0 che rappresenta la maggior parte della emoglobinemia.
- Il calcolo dell'ematocrito avviene moltiplicando il volume corpuscolare medio per la conta dei globuli rossi, a differenza del metodo tradizionale di centrifugazione.
- Lo striscio è un esame complementare che permette di identificare cellule patologiche, evidenziando alterazioni morfologiche come sferociti e drepanociti.
Composizione e durata delle cellule del sangue
L’emivita di un eritrocita è di circa 120gg.
La componente leucocitaria è rappresentata dai granulociti, dai linfociti e dalle piastrine. È importante sottolineare il fatto che le piastrine hanno un’emivita di 8 giorni, i granulociti di qualche ora e quella dei linfociti varia in base alla tipologia.
Misurazione dell'emoglobina e dell'ematocrito
Gli eritrociti sono a forma discoidale biconcava per aumentare al massimo il rapporto superficie-volume per aumentare gli scambi. L’emoglobina che si misura nell’emocromo si dovrebbe chiamare emoglobina totale, ossia è l’emoglobinemia presente nel sangue. Dal punto di vista pratico si esegue una emolisi su parte del campione per poi eseguire una misura spettrofotometrica e si quantifica la proteina con una metodica colorimetrica usando lo spettrofotometro già integrato nel dispositivo. Esistono diverse tipologie di emoglobina (vedi più avanti). Nell’emocromo si misura l’emoglobinemia totale, che per il 97-98% è rappresentata da emoglobina A0, che è α2β2. È importante ricordare che dalle cellule staminali mieloidi originano globuli rossi, piastrine, monociti, neutrofili, eosinofili e basofili. I linfociti originano invece da un precursore linfoide. Una volta l’ematocrito si misurava utilizzando dei capillari centrifugati e si misuravano con scale graduate.
Oggi l’ematocrito si calcola indirettamente moltiplicando il volume corpuscolare medio per la conta dei globuli rossi (se MCV=Hct/RBC, allora Hct=MCV*RBC).
Esame emocromocitometrico e striscio
Un esame complementare all’esame emocromocitometrico è lo striscio. Il laboratorio lo esegue in presenza di incongruenze o cellule patologiche. La preparazione è eseguita in maniera completamente automatizzata. Il preparato viene digitalizzato e alcuni software fanno dei riconoscimenti automatici dei vari tipi di cellule. Il compito dell’osservatore è interpretare l’osservazione finale. Questo ci consente di visionare le diverse alterazioni morfologiche patologiche eritrocitari (vedi tabella). Le alterazioni più importanti sono gli sferociti, che si ritrovano in una patologia ematologica ereditaria a carico delle proteine strutturali (ankirina e spectrina) del citoscheletro, e i drepanociti, che sono tipici dell’anemia falciforme e causano spesso anemia emolitica. Negli eritrociti possono esserci delle inclusioni. Le più importanti sono i corpi di Heinz, che sono aggregati di emoglobina denaturati. Ci sono poi gli anelli di Cabot e i corpi di Howell. Erano importanti soprattutto una volta, quando si dava la massima importanza alla morfologia su vetrino.
Domande da interrogazione
- Qual è l'emivita degli eritrociti e delle piastrine nel sangue?
- Come si misura l'emoglobina nell'emocromo?
- Qual è il ruolo dello striscio nell'esame emocromocitometrico?
L'emivita degli eritrociti è di circa 120 giorni, mentre le piastrine hanno un'emivita di 8 giorni. I granulociti, invece, hanno un'emivita di poche ore e quella dei linfociti varia in base alla tipologia.
L'emoglobina, che si dovrebbe chiamare emoglobina totale, viene misurata attraverso un'emolisi del campione seguita da una misura spettrofotometrica. La maggior parte dell'emoglobina presente nel sangue è rappresentata da emoglobina A0, che costituisce il 97-98% dell'emoglobinemia totale.
Lo striscio è un esame complementare all'emocromocitometrico, eseguito in caso di incongruenze o cellule patologiche. Permette di osservare alterazioni morfologiche patologiche degli eritrociti, come sferociti e drepanociti, e di identificare inclusioni come i corpi di Heinz.