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Concetti Chiave

  • I coliformi, batteri di origine fecale, indicano scarse condizioni igienico-sanitarie nel latte e possono causare gonfiore nei formaggi.
  • I batteri ad attività proteolitica degradano le proteine del latte, contribuendo a odori e sapori tipici nei formaggi senza generare putrefazione.
  • Il gonfiore dei formaggi può essere precoce o tardivo, con diverse cause batteriche e effetti sulla consistenza e sul sapore della pasta.
  • Per prevenire il gonfiore, è fondamentale garantire pulizia, utilizzare siero-fermento, debatterizzare il latte e impiegare specifici additivi.
  • I batteri coliformi prosperano a 37°C e sono normalmente distrutti da trattamenti di pastorizzazione a 65°C per 30 minuti.

Sono batteri Gram -, asporigeni, aerobi o anaerobi facoltativi, con temperatura ottimale di sviluppo di 37°C (sopravvivono dai 2 ai 45°C). Vengono normalmente distrutti con i trattamenti termici del latte di pastorizzazione (anche 65°C per 30 minuti).

Qual è l'origine e l'impatto dei coliformi?

Sono di origine fecale, quindi la loro presenza nel latte è dovuta a scarse condizioni igienico-sanitarie. Alcune forme possono essere patogene.

Le specie più comuni che trovano condizioni ideali di sviluppo anche nel latte sono:

-Escherichia Coli, presente normalmente nell’intestino dell’uomo e degli animali e quindi nelle feci. Ne esistono diversi ceppi, alcuni dei quali patogeni in quanto producono tossine.

-Enterobacter aerogenes,

Fermentano il lattosio producendo acido lattico oltre che altri composti come acido acetico, acido formico, alcool etilico e gas (anidride carbonica e idrogeno).

I coliformi possono essere causa del gonfiore precoce dei formaggi, portando a liquefazione della pasta oltre che a sapori sgradevoli.

Batteri ad attività proteolitica

Batteri ad attività proteolitica

La degradazione delle proteine del latte, in particolare della caseina, è un fenomeno molto importante, in quanto conferisce ai formaggi odori e sapori tipici. I batteri ad attività proteolitica più importanti sono:

-Batteri acido-presamigeni: oltre ad acido lattico hanno azione proteolitica, senza formare sapori e odori tipici dei fenomeni putrefattivi. Le specie più importanti sono: Lactobacillus helveticus, Lactobacillus casei, Lactococcus lactis. Inoltre alcuni micrococchi (assieme a lieviti e altri batteri) formano la tipica “morchia” di alcuni formaggi a crosta lavata, come Taleggio e Fontina.

-Batteri putrefacenti proteolitici e batteri putrefacenti peptolitici: degradano rispettivamente proteine e peptidi o aminoacidi. Ne è un esempio il Clostridium sporogenes, una delle specie a più elevata attività proteolitica che origina il marciume dei formaggi, con pasta che diventa molliccia e assume odore e sapore sgradevole, oltre a essere attaccata da altri microrganismi come le muffe. Altri batteri ad attività proteolitica sono diverse specie di Escherichia coli, Pseudomonas, Bacillus. I batteri che attuano la fermentazione putrida sono generalmente psicrofili e prediligono un pH neutro, e il loro sviluppo si inibisce a pH di 5,5. Alcuni batteri psicrofili possono produrre anche lipasi, che generano sapore di rancido.

Batteri agenti del gonfiore dei formaggi

Gonfiore dei formaggi e prevenzione

Il gonfiore dei formaggi può essere:

- Tardivo, causato dai clostridi butirrici e dai batteri propionici, e generalmente da forme termofile che resistono ad alte concentrazioni saline. La loro presenza nel latte è legata all’utilizzo di foraggi insilati come alimentazione delle vacche. Oltre a questi batteri il gonfiore tardivo può essere prodotto anche da lieviti del genere Kluyveromyces e Saccaromyces (l’inquinamento da parte di questi lieviti è particolarmente accentuato nei periodi della vendemmia).

- Precoce, provocato da battei lattici eterofermentanti, dai coliformi e da alcuni butirrici, fa diventare la pasta spugnosa, con odore e sapore sgradevole, e la rende in grado di trattenere i gas.

Per contrastare l’insorgenza dei gonfiori è necessario, oltre che assicurare una perfetta pulizia della mammella e dell’impianto di mungitura:

1. Uso di siero-fermento, cioè di colture naturali da batteri lattici termofili, che entrano in competizione con altre forme batteriche anti-casearie inibendone lo sviluppo.

2. Debatterizzazione, cioè allontanamento delle forme vegetative e delle spore batteriche dal latte, tramite bactofugazione o anche affioramento (i batteri rimangono tra i globuli di grasso).

3. Uso di additivi, come lisozima nel Grana Padano (NO nel Parmigiano Reggiano), l’esamina nel Provolone, e in passato l’aldeide formica.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine dei coliformi nel latte?
  2. I coliformi sono di origine fecale e la loro presenza nel latte è dovuta a scarse condizioni igienico-sanitarie, con alcune forme che possono essere patogene.

  3. Quali batteri sono responsabili del gonfiore precoce dei formaggi?
  4. Il gonfiore precoce dei formaggi è causato da batteri lattici eterofermentanti, coliformi e alcuni butirrici, che rendono la pasta spugnosa e producono odori e sapori sgradevoli.

  5. Qual è il ruolo dei batteri ad attività proteolitica nella produzione di formaggi?
  6. I batteri ad attività proteolitica degradano le proteine del latte, conferendo ai formaggi odori e sapori tipici, senza generare sapori putrefattivi, come nel caso di Lactobacillus helveticus e Lactococcus lactis.

  7. Come si può prevenire il gonfiore nei formaggi?
  8. Per prevenire il gonfiore nei formaggi è fondamentale garantire una pulizia accurata, utilizzare siero-fermento, debatterizzare il latte e impiegare additivi specifici come il lisozima.

  9. Quali sono le condizioni ottimali di sviluppo dei batteri coliformi?
  10. I batteri coliformi prosperano a temperature ottimali di 37°C e possono sopravvivere in un intervallo di temperatura che va da 2 a 45°C, ma vengono normalmente distrutti dalla pastorizzazione del latte.

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