Concetti Chiave
- Il tromboembolismo venoso comprende principalmente due patologie: la trombosi venosa profonda (TVP) e l'embolia polmonare, quest'ultima derivante dalla TVP.
- Con la COVID-19, è emerso che il 30% dei pazienti con trombosi presenta trombosi delle arterie polmonari in situ, un fenomeno precedentemente considerato raro.
- La formazione del trombo avviene principalmente nelle vene profonde degli arti inferiori, con casi rari di trombi formati direttamente nei polmoni, specialmente in pazienti con COVID-19.
- Il 97% dei pazienti con tromboembolismo venoso sviluppa trombi nelle vene profonde, mentre quelli nelle vene superficiali raramente causano embolie a causa della loro anatomia.
- L'embolia polmonare passiva è la condizione più grave, poiché il trombo può bloccare il circolo polmonare, portando a scompenso cardiaco acuto e compromissione degli scambi gassosi.
il tromboembolismo venoso si caratterizza fondamentalmente per due patologie: la trombosi venosa profonda (TVP) e l’embolia polmonare. Quest’ultima è conseguenza della TVP. Infatti, in una vena (solitamente degli arti inferiori) si forma un trombo che tende a organizzarsi; in una larga percentuale di pazienti (circa il 50%), però, frammenti, parte o tutto il trombo si staccano, risalgono l’albero venoso, entrano nel cuore destro, raggiungono le arterie polmonari ove danno embolia polmonare.
Impatto della COVID-19 sul tromboembolismo
Da quando c’è la COVID-19, ci si è accorti che il 30% dei pazienti con trombosi ha trombosi delle arterie polmonari in situ, eventualità ritenuta estremamente improbabile fino a due anni fa. L’embolia polmonare in situ è quindi possibile, sia nella patologia della COVID-19, sia in altre patologie che si è ristudiato a posteriori, es. le malattie da virus SARS o Dengue. Ma se prima della COVID-19 era un paziente su 10 milioni a subirne, la pandemia ha richiesto uno studio più approfondito.
Formazione del trombo nei polmoni
Riassumendo, se è pur vero che il tromboembolismo venoso nella stragrande maggioranza dei casi è dato dalla formazione di un trombo nelle vene degli arti inferiori che nel 50% dei casi si distacca (tutto o in parte) e migra, ci sono dei rari casi (come nella COVID-19) in cui il trombo si forma direttamente nei polmoni.
Tromboembolismo venoso e vene superficiali
Tralasciando la COVID-19, il 97% dei pazienti che fa tromboembolismo venoso sviluppa un trombo nelle vene profonde degli arti inferiori. Le vene superficiali dell’arto inferiore, infatti, fanno una doppia piega a 90° per immettersi nelle vene profonde: è molto improbabile che un trombo formatosi nelle vene superficiali embolizzi proprio perché, se si distacca, si blocca in corrispondenza della piega.
Di 100 pazienti con trombosi venosa profonda, 50 hanno segni di embolia polmonare, 20 diventano sintomatici e 5-10 ci muoiono (cfr. Epidemiologia)
Conseguenze dell'embolia polmonare passiva
La condizione più grave è l’embolia polmonare passiva, i.e. quando il trombo dissemina i suoi frammenti che si incuneano l’intero circolo polmonare bloccandolo, oppure il trombo “a cavaliere”, in cui il trombo è talmente grande che si stacca completamente e si blocca a cavallo della biforcazione delle arterie polmonari. Si ha quindi innanzitutto uno scompenso cardiaco acuto perché il cuore destro non riesce più a pompare sangue nelle arterie polmonari, ma in secondo luogo si bloccano gli scambi gassosi. In tal caso la morte è praticamente certa, a meno che non capiti durante un intervento chirurgico (nel cui contesto si potrebbe rimediare immediatamente).
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali patologie associate al tromboembolismo venoso?
- Come ha influenzato la COVID-19 il tromboembolismo venoso?
- Dove si forma principalmente il trombo nel tromboembolismo venoso?
- Quali sono le conseguenze più gravi dell'embolia polmonare?
Il tromboembolismo venoso si caratterizza principalmente per la trombosi venosa profonda (TVP) e l’embolia polmonare, quest'ultima conseguente alla TVP, in cui un trombo si forma nelle vene degli arti inferiori e può staccarsi, raggiungendo le arterie polmonari.
La COVID-19 ha portato a un aumento significativo dei casi di trombosi delle arterie polmonari, con circa il 30% dei pazienti affetti da trombosi che presenta questa condizione, un evento ritenuto improbabile prima della pandemia.
Nella maggior parte dei casi, il trombo si forma nelle vene profonde degli arti inferiori, con il 97% dei pazienti che sviluppa tromboembolismo venoso in queste vene, mentre le vene superficiali raramente causano embolia.
L'embolia polmonare passiva è la condizione più grave, in cui il trombo blocca il circolo polmonare, causando scompenso cardiaco acuto e compromettendo gli scambi gassosi, con un alto rischio di morte se non trattata immediatamente.