Concetti Chiave

  • La ritenzione urinaria è definita come la presenza di oltre 150 ml di urina nella vescica, ma ci sono eccezioni legate alla capacità individuale della vescica.
  • I metodi di misurazione del residuo post-minzionale includono ecografia, cateterismo e la proporzione del volume post-minzionale rispetto a quello minzionale.
  • La ritenzione urinaria può essere classificata in completa o incompleta, e acuta o cronica, ognuna con sintomi e gravità differenti.
  • La ritenzione completa comporta l'incapacità di svuotare la vescica, mentre quella incompleta lascia un residuo post-minzionale.
  • Le conseguenze delle diverse forme di ritenzione urinaria variano, influenzando il trattamento e la prognosi del paziente.

Indice

  1. Definizione e eccezioni della ritenzione urinaria
  2. Metodi di misurazione del residuo post-minzionale
  3. Tipologie di ritenzione urinaria
  4. Conseguenze delle diverse forme di ritenzione

Definizione e eccezioni della ritenzione urinaria

La ritenzione urinaria in parole povere è quando in vescica permangono più di 150ml.

Vanno comunque considerate delle eccezioni rispetto a questo valore: ci sono infatti situazioni in cui questi 150 ml sono di fatto una quantità relativamente accettabile, in quei casi in cui, per esempio, la vescica ha una grandissima capacità (acquisita in seguito alla presenza di una condizione di scompenso persistente) e riesce a svuotarsi lasciando solo questo residuo. Chiaramente la situazione sarà diversa in caso di una vescica con una piccola capacità: in questo caso ci si trova di fronte a un grave scompenso.

Comunque, in termini complessivi, in una vescica più o meno fisiologica, 150 ml sono un buon valore di riferimento per indicare se ci sia o meno ritenzione urinaria.

Metodi di misurazione del residuo post-minzionale

La misurazione del residuo post-minzionale può essere eseguita tramite diverse metodiche:

    • Ecografia: misurazione più diffusa, anche se spesso ci si trova di fronte a delle sovrastime. Questo avviene perché generalmente il controllo ecografico viene eseguito con la vescica piena e ben distesa, chiedendo al paziente di bere intorno ai 2L d’acqua due ore prima dell’esecuzione dell’esame. Il problema risiede nel grande numero di esami eseguiti durante il giorno, che comporta ritardi nell’esecuzione, costringendo il paziente con idratazione forzata a trattenere l’urina più a lungo, e mette fretta al paziente, il quale deve svuotare la vescica dopo la prima ecografia per valutare l’eventuale residuo eseguendone una seconda.

    • Cateterismo: si posiziona un catetere estemporaneo, si svuota la vescica e si misura il residuo in modo più affidabile rispetto all’ecografia.

    • Misurazione della proporzione del volume post minzionale rispetto a quello minzionale, sotto al 70- 75% inizia a identificarsi una condizione di ritenzione.

Tipologie di ritenzione urinaria

La ritenzione urinaria può essere:

    • Completa o incompleta: nel primo caso la vescica non si svuota più, mentre nel secondo caso si svuota ma resta un residuo post-minzionale. In caso di ritenzione completa il paziente presenta globo vescicale, stimolo impellente e riferisce di non riuscire a urinare;

    • Acuta o cronica: tendenzialmente una ritenzione acuta è anche completa, la vescica smette di svuotarsi in maniera improvvisa. La forma acuta presenta un apparato urinario normale che subisce un evento che lo compromette in modo improvviso (ad esempio a causa di una lesione midollare in seguito ad incidente stradale). La forma cornica invece è una condizione in cui l’apparato urinario è affetto da una condizione patologica che si sviluppa nel tempo, che può essere più o meno lungo, tale per cui l’apparato passa progressivamente da una condizione di sofferenza modesta fino ad una condizione di ritenzione. La forma cronica è più spesso incompleta.

Conseguenze delle diverse forme di ritenzione

Queste forme diverse di presentazione descrivono quindi dei quadri totalmente differenti, sia in termini di manifestazione clinica, di gestione e di possibili conseguenze.

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Domande da interrogazione

  1. Cos'è la ritenzione urinaria e quali sono le sue eccezioni?
  2. La ritenzione urinaria si verifica quando in vescica permangono più di 150 ml di urina. Tuttavia, ci sono eccezioni in cui questo valore può essere accettabile, come in caso di vesciche con grande capacità a causa di scompenso persistente, mentre in vesciche di piccole dimensioni, questo valore indica un grave scompenso.

  3. Quali sono i metodi per misurare il residuo post-minzionale?
  4. I metodi per misurare il residuo post-minzionale includono l'ecografia, che è la più comune ma può sovrastimare il residuo, il cateterismo, che fornisce una misura più affidabile, e la misurazione della proporzione del volume post-minzionale rispetto a quello minzionale, dove valori sotto il 70-75% indicano ritenzione.

  5. Quali sono le tipologie di ritenzione urinaria?
  6. La ritenzione urinaria può essere completa o incompleta, con la prima che implica che la vescica non si svuota affatto, mentre la seconda lascia un residuo post-minzionale. Inoltre, può essere acuta, che è spesso completa e si verifica improvvisamente, o cronica, che si sviluppa nel tempo e tende a essere incompleta.

  7. Quali sono le conseguenze delle diverse forme di ritenzione urinaria?
  8. Le diverse forme di ritenzione urinaria presentano quadri clinici distinti, influenzando la gestione e le possibili conseguenze. La ritenzione acuta e completa può portare a sintomi gravi, mentre la forma cronica, che è più spesso incompleta, può avere manifestazioni cliniche più sfumate.

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