Concetti Chiave
- Le protesi sono necessarie quando la sintesi semplice non è sufficiente, ma non devono essere usate in interventi sporchi.
- La tecnica di component separation è raccomandata per le ernie incisionali, consentendo la chiusura di difetti senza l'uso di protesi.
- Le complicazioni delle protesi includono riaperture delle ferite e infezioni, che possono richiedere la rimozione della protesi.
- Il tasso di infezione delle protesi varia dal 3% al 5%, con rimozione necessaria nel 5% dei casi, richiedendo un trattamento personalizzato.
- In caso di infezione, è fondamentale gestire la ferita con sistemi di aspirazione e, spesso, espiantare la protesi infetta.
Indice
Utilizzo del materiale protesico
In alcuni casi non è possibile effettuare la ricostruzione con la semplice sintesi e l’utilizzo del materiale protesico è necessario. Tuttavia, come già detto, le protesi non vanno utilizzate negli interventi sporchi. Esistono varie sedi di posizionamento:
• Onlay: posizionate al di sotto del sottocute. Secondo il professore queste protesi non hanno alcuna utilità;
• Inlay: hanno lo scopo di ripristinare la linea mediana sostituendosi a essa ponendosi come un ponte tra i muscoli;
• Sublay: posta posteriormente ai
• Underlay preperitoneale: posta tra la guaina del retto e il peritoneo;
• Underlay intraperitoneale: utilizzata in laparoscopia.
Resezione e component separation
Per risolvere questa situazione, è stato necessario effettuare una resezione, coinvolgendo anche una parte della cavità addominale, poiché la protesi si era ormai integrata profondamente nei tessuti del paziente.
L’approccio che il professore sostiene essere il migliore per le ernie incisionali è la component separation: questa tecnica consente di chiudere difetti anche di dimensioni considerevoli, facendo uso anche di membrane di materiale biologico (vedi paragrafo successivo). Nel caso mostrato a pg. 4 è stata eseguita una riparazione con component separation posteriore che ha consentito di chiudere il difetto senza l’utilizzo di protesi. Il
problema nell’utilizzo dei muscoli retti in questi casi di recidiva
è la presenza di mesh infette.
Problemi e complicazioni delle protesi
Nell’immagine si vede una ferita riaperta da cui si nota la protesi (bianca) che era stata messa dietro i muscoli. La tensione era così elevata che la parete ha ceduto, riaprendo la ferita e causando un'infezione. In quest’altra immagine è presente un caso in cui si è verificata addirittura una necrosi cutanea. La protesi si trova immersa in un materiale purulento, rendendo necessaria la sua rimozione in quanto il paziente non può guarire in queste condizioni.
Nel caso clinico che ha aperto la lezione, l’orifizio fistoloso specillabile arrivava direttamente alla raccolta. Come evidenziato nella Pet, questa raccolta era contenuta nei due foglietti della protesi, e si è formata a anche a causa della differenza strutturale tra prolene e Ptfe.
Infezioni e gestione delle protesi
Il tasso di infezione delle protesi oscilla tra il 3% e il 5% e la rimozione si rende necessaria nel 5% dei casi. Per questo motivo bisogna essere molto cauti nell’utilizzo delle protesi: i pazienti anziani, defedati, ipoalbuminemici, diabetici ecc. possono andare più facilmente incontro a questo tipo di problemi per cui il trattamento deve sempre essere personalizzato.
Una volta che la protesi si è infettata, è fondamentale controllare l’infezione. Va presa in considerazione la possibilità di preservare la mesh, anche se molto improbabile; nella maggior parte dei casi è necessario espiantare la protesi. Dopo l'espianto di una protesi infetta spesso non è possibile chiudere immediatamente la ferita, pertanto inizialmente si procede solo con la chiusura della cute. Un approccio terapeutico in tali circostanze è l'utilizzo del vacuum (vedi figura), ovvero un sistema di aspirazione per la pulizia della ferita.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza dell'utilizzo del materiale protesico nella ricostruzione?
- Qual è la tecnica migliore per affrontare le ernie incisionali secondo il professore?
- Quali complicazioni possono sorgere dall'uso delle protesi?
- Qual è il tasso di infezione delle protesi e quali pazienti sono più a rischio?
- Cosa si deve fare in caso di infezione della protesi?
L'utilizzo del materiale protesico è necessario quando non è possibile effettuare la ricostruzione con la semplice sintesi, ma non deve essere impiegato in interventi sporchi, come evidenziato nel testo.
La tecnica migliore è la component separation, che permette di chiudere difetti di grandi dimensioni senza l'uso di protesi, come descritto nel caso di riparazione mostrato.
Le complicazioni includono la riapertura delle ferite, infezioni e necrosi cutanea, come illustrato nei casi clinici, dove la tensione e l'infezione hanno portato alla necessità di rimuovere la protesi.
Il tasso di infezione delle protesi varia tra il 3% e il 5%, e i pazienti anziani, defedati, ipoalbuminemici e diabetici sono più suscettibili a tali complicazioni, richiedendo un trattamento personalizzato.
In caso di infezione, è fondamentale controllare l'infezione e, nella maggior parte dei casi, espiantare la protesi. La chiusura immediata della ferita non è sempre possibile, e si può utilizzare un sistema di aspirazione per la pulizia della ferita.