Concetti Chiave
- La restrizione MHC è fondamentale per le risposte cellulari litiche, come dimostrato in esperimenti con topi infettati da virus.
- Gli antigeni devono essere associati a cellule e presentati tramite molecole MHC per essere riconosciuti dai linfociti T.
- I linfociti T CD4+ e CD8+ riconoscono peptidi da sorgenti diverse: CD4+ da ambiente extracellulare e CD8+ da citosol.
- Le molecole MHC di classe I e II presentano peptidi in modi specifici, garantendo il corretto riconoscimento da parte dei linfociti T.
- Il legame tra TCR, MHC e peptide è basato su interazioni non covalenti, con peptidi lineari che perdono la loro conformazione originale.
Esperimenti sulla restrizione MHC
Una serie di altri esperimenti dimostrò la restrizione MHC, ovvero che le molecole MHC sono fondamentali anche per dirimere le risposte cellulari di tipo litico contro determinate cellule target. In un esperimento un topo di ceppo A venne infettato con il virus della coriomeningite linfocitaria e dopo 7 giorni produsse una risposta costituita da linfociti citotossici CD8+ specifici per il virus. Nel frattempo vennero infettate con il virus cellule target dei CTL derivate sia dal ceppo A che dal B con il risultato che poco dopo le cellule presentavano un peptide derivato dal virus. Per verificare se i CTL specifici ottenuti dal topo erano in grado di lisare le cellule, venne effettuato un saggio citotossico di co-coltura tra i CTL del topo infettato e le cellule target e venne misurata la lisi facendo loro incorporare un tracciante radioattivo che legava le proteine delle cellule, rilasciato nel surnatante in caso di morte.
Riconoscimento degli antigeni dai linfociti T
Per essere riconosciuti dai linfociti T, gli antigeni devono essere associati a cellule e non essere solubili, perché
la maggior parte dei recettori delle cellule T riconosce solo complessi peptide-MHC e le molecole di MHC sono proteine di membrana che sono in grado di presentare dei peptidi legati stabilmente alla superficie cellulare.
I linfociti T di tipo CD4+ riconoscono preferenzialmente peptidi ingeriti dall’ambiente extracellulare attraverso l’endocitosi, mentre quelli di tipo CD8+ riconoscono antigeni prodotti nel citosol. Le vie di assemblaggio delle molecole MHC assicurano che le molecole di classe II possano legare peptidi degradati in modo proteolitico in vescicole e che quelle di classe I presentino peptidi che derivano dalla digestione di proteine citosoliche da parte dei proteasomi citosolici.
Interazioni tra TCR, MHC e peptide
Per quanto riguarda le interazioni tra TCR, MHC e peptide (dopo meglio approfondite) si ha che il TCR entra in contatto in alcune parti dell’MHC con residui polimorfici estremamente variabili e con il residuo più esterno del peptide; per quanto riguarda il peptide si ha che i suoi residui àncora, non visti dal TCR, gli permettono di legarsi all’MHC, tramite legami non covalenti. I peptidi riconosciuti dai linfociti T sono lineari e non determinanti conformazionali degli antigeni proteici, diversamente da quanto avviene per le Ig. La linearità dei peptidi è diretta conseguenza del processo di formazione del loro legame con i solchi delle molecole MHC, durante il quale la conformazione proteica viene persa.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo delle molecole MHC nella risposta immunitaria?
- Come avviene il riconoscimento degli antigeni da parte dei linfociti T?
- Qual è la natura dei peptidi riconosciuti dai linfociti T?
Le molecole MHC sono fondamentali per mediare le risposte cellulari di tipo litico contro cellule target, come dimostrato da esperimenti con linfociti citotossici CD8+ che riconoscono peptidi derivati da virus presentati su cellule infette (testo).
Gli antigeni devono essere associati a cellule e non solubili, poiché i recettori delle cellule T riconoscono solo complessi peptide-MHC, con i linfociti T di tipo CD4+ che riconoscono peptidi extracellulari e quelli di tipo CD8+ che riconoscono antigeni citosolici (testo).
I peptidi riconosciuti dai linfociti T sono lineari e non presentano determinanti conformazionali, poiché la loro linearità deriva dal legame con le molecole MHC, durante il quale la conformazione proteica originale viene persa (testo).