Concetti Chiave

  • La prostatectomia è l'intervento principale per il cancro alla prostata, che può includere l'asportazione dei linfonodi per pazienti ad alto rischio di metastasi.
  • Esistono diverse tecniche di dissezione, tra cui quella extra fasciale e la dissezione intrafasciale nerve-sparing, che preserva l'innervazione.
  • Per i pazienti con malattia localizzata, si offrono due opzioni di trattamento: chirurgia e radioterapia, ognuna con vantaggi e svantaggi specifici.
  • Nei casi di malattia metastatica, si utilizza una terapia sistemica che include farmaci anti-androgenici e, se necessario, chemioterapia con taxani.
  • La distribuzione geografica del rischio di cancro alla prostata varia, con una maggiore prevalenza nel continente indiano e nell'est del mondo.

la prostatectomia è una procedura chirurgica che prevede l’asportazione della prostata con le vescicole seminali; in alcuni casi anche, per tutti quelli che hanno un rischio significativamente aumentato sopra il 7% di poter avere delle metastasi non diagnosticate ai linfonodi, si fa anche asportazione dei linfonodi locoregionali ovvero linfadenectomia.

Indice

  1. Tecniche di dissezione
  2. Brachiterapia e deprivazione androgenica
  3. Trattamenti per malattia localizzata
  4. Trattamenti per malattia metastatica
  5. Distribuzione geografica del rischio

Tecniche di dissezione

La prostatectomia può essere fatta con una dissezione extra fasciale, ovvero si toglie la prostata con tutti i tessuti che le stanno intorno. Oppure si può fare la dissezione intrafasciale nerve-sparing con risparmio di innervazione e relativi vasi sanguigni dei tessuti circostanti la prostata.
Dopo asportazione di prostata ed eventualmente di linfonodi, viene meno il comparto anatomico posto tra uretra e collo vescicale e si confeziona una anastomosi cervico (collo vescicale) uretrale con ripristino della continuità tra vescica e uretra e permettere al paziente di tornare ad urinare in modo fisiologico.

Brachiterapia e deprivazione androgenica

può essere condotta dall’esterno (convenzionale) oppure per infissione della prostata con semi radioattivi, di palladio o di iridio, che con una procedura simile alla biopsia vengono inseriti nella prostata e rilasciano la loro radiazione nel corso del tempo (brachiterapia). Tendenzialmente, per avere un effetto radiosensibilizzante, il paziente che fa radioterapia riceve anche terapia con deprivazione androgenica: si fa, cioè, una castrazione farmacologica con terapia che va a sopprimere l’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi; questa condizione di deprivazione androgenica può perdurare per un periodo che varia tra i 6 mesi e i 2 anni in base alla tipologia di tumore alla prostata; questa terapia anti-androgenica è la base della terapia sistemica che si fa anche nei pazienti metastatici.

Trattamenti per malattia localizzata

Ai pazienti con malattia localizzata, quindi, vengono proposte due alternative di trattamento, quello chirurgico e quello radioterapico, con diversi pro e contro che riguardano entrambi. La radioterapia comporta però altri rischi sulla funzione urinaria come pollachiuria, disuria e anche sintomi simili sul fronte gastrointestinale.

Oggi, in linea generale, si fa la chirurgia in tutti i pazienti giovani perché l’aspettativa di vita è lunga e perché più fit per trattamento chirurgico.

Trattamenti per malattia metastatica

Nei pazienti con malattia metastatica si fa terapia sistemica, che si basa su terapia anti-androgenica con farmaci iniettabili a cadenza mensile trimestrale o semestrale (ci sono diverse posologie) e, in aggiunta a questi farmaci, si affianca un trattamento ulteriore che consiste o in chemioterapia con taxani, oppure in farmaci ormonali di nuova generazione attivi sulla fisiologia del testosterone.

Distribuzione geografica del rischio

C’è una diversa distribuzione geografica a seconda dell’esposizione a fattori di rischio, con una maggior prevalenza nel continente indiano e, in generale, in tutto l’est del mondo.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le tecniche di dissezione utilizzate nella prostatectomia?
  2. La prostatectomia può essere eseguita con dissezione extra fasciale, che rimuove la prostata e i tessuti circostanti, oppure con dissezione intrafasciale nerve-sparing, che preserva l'innervazione e i vasi sanguigni adiacenti.

  3. Come viene gestita la terapia per i pazienti con malattia localizzata?
  4. Ai pazienti con malattia localizzata vengono offerte due opzioni di trattamento: chirurgia e radioterapia, ognuna con i propri pro e contro, considerando anche i rischi sulla funzione urinaria e gastrointestinale associati alla radioterapia.

  5. Qual è il ruolo della deprivazione androgenica nella terapia per il cancro alla prostata?
  6. La deprivazione androgenica, che comporta una castrazione farmacologica, è fondamentale nella terapia sistemica per i pazienti metastatici e viene spesso combinata con la radioterapia per aumentare l'efficacia del trattamento.

  7. Qual è la distribuzione geografica del rischio di cancro alla prostata?
  8. La distribuzione del rischio di cancro alla prostata varia geograficamente, con una maggiore prevalenza nel continente indiano e in generale nell'est del mondo, a causa dell'esposizione a diversi fattori di rischio.

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