Concetti Chiave

  • Nei pazienti con DMT2 a Verona, il 5% presenta retinopatia, il 13% albumine abbondanti nelle urine e il 9% malattia renale con EGFR a 60.
  • In un decennio, la prevalenza di malattia cardiovascolare, malattia renale e albuminuria nei pazienti con DMT2 raddoppia, mentre la retinopatia aumenta di quattro volte.
  • L'iperglicemia, insieme a fumo, ipertensione e dislipidemia, gioca un ruolo chiave nello sviluppo delle complicanze nel diabete.
  • Per prevenire complicanze croniche, è fondamentale controllare la glicemia, migliorare il profilo lipidico e correggere l'ipertensione.
  • Alcuni danni cardiovascolari nei diabetici includono arterie coronarie semi-occluse e aorta addominale con severa aterosclerosi.

Dati iniziali sui pazienti con DMT2

Da dei dati raccolti a Verona, si vede che in pazienti con DMT2 al momento della diagnosi:

• circa il 5% presenta retinopatia;

• circa il 13% ha albumine abbondanti nelle urine;

• circa il 9% ha malattia renale con EGFR che arriva a 60;

• circa il 20% presenta una neuropatia somatica;

• quasi il 20% presenta una neuropatia autonomica;

• quasi il 20% ha malattia cardiovascolare (CVD) pregressa di varia natura (11% manifesto e 7,6% preclinico, individuabile per esempio con ECD):

- 11% riferiva un evento clinico cardiovascolare pregresso (infarto del miocardio, angina, ictus, TIA, rivascolarizzazione coronarie-carotidi-arti inferiori, gangrena arti inferiori, amputazioni)

- 5 % aveva un ECG che dimostrava una precedente ischemia

- 5% aveva una stenosi delle carotidi >40%

- 6% aveva stenosi delle arterie degli arti inferiori.

Complicanze e progressione nel tempo

Se misurati nell’arco di 10 anni a partire dal momento della diagnosi, tali valori incrementano notevolmente. Infatti, in un decennio la prevalenza di CVD in soggetti con DMT2 in Italia raddoppia, e lo stesso vale per la malattia renale e per l’albuminuria, mentre la prevalenza di retinopatia aumenta di 4 volte in 10 anni. Quest’ultima è considerata una complicanza diabete-specifica, tipica esclusivamente dei diabetici, a differenza di CVD o malattia renale che possono essere presenti anche in soggetti non diabetici.

Fattori di rischio e complicanze

Come già visto, l’iperglicemia è un importante attore nello sviluppo di danni a occhio, rene, cuore, nervi ecc. Essa però non agisce da sola, bensì insieme ad altri fattori come fumo, ipertensione e in parte trombofilia, dislipidemia ecc. Il diabete è quindi accompagnato da un mosaico di alterazioni ancillari, che contribuiscono allo sviluppo di danno d’organo, alle complicanze e all’outcome della malattia.

La lipotossicità indica la presenza di prodotti intermedi e metaboliti complessi, che causano danno vascolare e renale, mentre la glucotossicità indica una glicemia alta che danneggia i tessuti,peggiora la funzione β cellulare e riduce l’efficacia biologica dell’insulina.

Queste persone hanno spesso eccesso di peso (80% sono in sovrappeso o obesi) o di adipe addominale, ipertensione (80%), dislipidemia aterognea (70%), trombofilia (40%), iperuricemia (circa 20%), stress ossidativo, infiammazioni croniche, steatosi epatica (60-70%, NAFLD correlato ad un aumentato rischio di aterosclerosi) ecc. A questi, è possibile aggiungere una serie di fattori di rischio non tradizionali, che non sempre vengono misurati, ma contribuiscono ad un aumento del rischio:

Prevenzione delle complicanze croniche

Prevenzione delle complicanze croniche nel diabete

Per prevenire le complicanze croniche del diabete non bisogna agire solamente sull’iperglicemia, ma anche sui fattori di rischio predisponenti:

• Controllo meticoloso della glicemia: spesso viene corretta con l’utilizzo di farmaci.

• Miglioramento del profilo lipidico: abbassamento LDL e trigliceridi, aumento HDL (LDL in particolare devono essere bassissime 

• Correzione dell'ipertensione.

• Riduzione della trombofilia con utilizzo di antiaggreganti piastrinici (acido acetilsalicilico a basse dosi).

• Astensione dal fumo, perchè amplifica enormemente il danno dell’iperglicemia.

Tutto ciò per evitare scompenso e altri danni, come trombosi, aterosclerosi, aneurismi e tutte le conseguenze che ne derivano (es. infarto).

Esempi di danni cardiovascolari

Alcuni esempi di danni cardiovascolari su base diabetica:

1- arteria coronaria semi-occlusa in un diabetico deceduto per infarto miocardico.

2- aorta addominale con severa aterosclerosi in soggetto deceduto per rottura dell'aneurisma

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è la prevalenza delle complicanze al momento della diagnosi di DMT2?
  2. Al momento della diagnosi di DMT2, circa il 5% dei pazienti presenta retinopatia, il 13% ha albumine abbondanti nelle urine, il 9% soffre di malattia renale, e quasi il 20% presenta neuropatie somatiche e autonome, oltre a malattia cardiovascolare pregressa (circa il 20%) (dati da Verona).

  3. Come evolvono le complicanze nel tempo nei pazienti con DMT2?
  4. Nel corso di 10 anni dalla diagnosi, la prevalenza di complicanze come la malattia cardiovascolare e l'albuminuria raddoppia, mentre la retinopatia aumenta di quattro volte, evidenziando la gravità delle complicanze specifiche del diabete (complicanze diabete-specifiche).

  5. Quali sono i principali fattori di rischio associati al DMT2?
  6. I principali fattori di rischio includono l'iperglicemia, il fumo, l'ipertensione, la dislipidemia, e la lipotossicità e glucotossicità, che insieme contribuiscono allo sviluppo di danni a organi e complicanze (un mosaico di alterazioni ancillari).

  7. Quali misure preventive possono essere adottate per ridurre le complicanze croniche del diabete?
  8. Per prevenire le complicanze croniche, è fondamentale controllare la glicemia, migliorare il profilo lipidico, correggere l'ipertensione, ridurre la trombofilia e astenersi dal fumo, per evitare scompensi e danni cardiovascolari (interventi mirati).

  9. Quali sono alcuni esempi di danni cardiovascolari legati al diabete?
  10. Esempi di danni cardiovascolari includono arterie coronarie semi-occluse in diabetici deceduti per infarto miocardico e aorta addominale con severa aterosclerosi in soggetti deceduti per rottura di aneurismi, evidenziando le gravi conseguenze del DMT2 (danni cardiovascolari su base diabetica).

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community