Concetti Chiave
- Le cause reversibili di arresto cardiaco includono la tromboembolia polmonare e la trombosi coronarica, quest'ultima è la più frequente causa extra-ospedaliera negli adulti.
- Nei pazienti con STEMI, il trattamento dipende dal tempo per la coronarografia; se superiore a 120 minuti, si procede con fibrinolisi.
- Per i pazienti NSTEMI, la coronarografia è attivata solo se vi è rischio di ischemia o compromissione emodinamica, altrimenti può essere programmata successivamente.
- Le intossicazioni da farmaci come beta bloccanti o antidepressivi possono causare arresto cardiaco, richiedendo l'intervento del centro veleni per eventuali antidoti.
- Gli obiettivi post-rianimazione comprendono la valutazione prognostica e la gestione in terapia intensiva per mantenere l'omeostasi fisiologica e prevenire danni neuronali.
Indice
Cause di arresto cardiaco
Ci si riferisce alla tromboembolia polmonare e alla trombosi coronarica come potenziali cause reversibili di
arresto cardiaco, quest’ultima è la più comune causa di arresto cardiaco extra-ospedaliero negli adulti.
Il trattamento è farmacologico e interventistico. Nei pz Stemi, il trattamento mandatorio dipende da quanto tempo si mette per effettuare una coronarografia interventistica dalla diagnosi:
- se antiaggregante e anticoagulante mentre si trasferisce il paziente per l’intervento di rivascolarizzazione percutanea con angioplastica coronarica (Pci);
- se > 120 min si effettua una fibrinolisi, sia che ci si trovi sul territorio, sia che ci si trovi in un ospedale senza la sala di emodinamica.
Gestione dei pazienti Nstemi
Nei pz Nstemi si valuta la stabilità del pz: se è a rischio di ischemia evolutiva o di compromissione emodinamica si attiva la sala di emodinamica e si fa la coronarografia interventistica, se invece il pz non ha queste caratteristiche può fare la coronarografia in elezione successivamente.
Se invece il pz non ha ottenuto il Rosc guada schema Trattamento medico: nitroglicerina, Asa e eparina in accordo con il cardiologo, perché dosaggio e somministrazione dipendono dalle tempistiche di arrivo e dalla tempistica della coronarografia.
Intossicazioni e complicanze post-operatorie
È causa raramente arresto di cardiaco o morte. Tra queste può esserci anche un’intossicazione da beta bloccanti, da calcio-antagonisti o anti-depressivi, oltre che da veleni. In tutti questi casi bisogna contattare il centro veleni per sapere se c’è un antidoto, se c’è da forzare l’eliminazione (es. lavanda gastrica) o altre manovre da fare.
Solitamente legato a complicanze post-operatorie o in sala angiografica. L’obiettivo è quello di supportare il pz, individuare la causa e attivare rapidamente la sala operatoria.
Queste possono essere causa di arresto cardiaco per le caratteristiche di iperinflazione dinamica delle vie aeree. La prof legge lo schema delle linee guida (dice ci sarà molto utile quando lavoreremo in guardia medica perché è fatto molto bene).
Obiettivi post-rianimazione
L’obiettivo dopo aver rianimato il pz è elaborare un giudizio prognostico, valutare se il pz si sveglierà o no, gestire la terapia in terapia intensiva che ha come obiettivo il mantenimento dell’omeostasi fisiologica, per evitare ulteriori danni alle cellule neuronali che hanno già subito un danno ischemico. Questo è compito degli anestesisti- rianimatori. Rappresenta la terza fase della rianimazione dell’arresto cardiaco: la prima (Abc) è la sostituzione delle funzioni vitali, la seconda (Def) il ripristino e la terza (Ghi) il mantenimento delle funzioni vitali. Si agisce su tre livelli: Giudizio prognostico, Homo Sapiens e terapia Intensiva.
Il giudizio prognostico dipende da tipologia e durata dell’arresto e da come si comporta il pz nelle ore e giorni successivi. Non viene valutato immediatamente dopo il Rosc; prima si inizia il trattamento intensivo e poi si può definire una prognosi (24h dopo). Anche per la rianimazione post-Rosc sono stati stilati i “5 messaggi chiave”:
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali cause di arresto cardiaco extra-ospedaliero negli adulti?
- Come viene gestito un paziente Nstemi a rischio di ischemia?
- Quali intossicazioni possono causare arresto cardiaco e come si deve procedere?
- Qual è l'obiettivo principale dopo la rianimazione di un paziente?
La trombosi coronarica è la causa più comune di arresto cardiaco extra-ospedaliero negli adulti, insieme alla tromboembolia polmonare, entrambe considerate cause reversibili (testo).
Nei pazienti Nstemi a rischio di ischemia evolutiva o compromissione emodinamica, si attiva la sala di emodinamica per effettuare una coronarografia interventistica (testo).
Intossicazioni da beta bloccanti, calcio-antagonisti, anti-depressivi e veleni possono causare arresto cardiaco. È fondamentale contattare il centro veleni per valutare la presenza di antidoti o altre manovre necessarie (testo).
L'obiettivo principale dopo la rianimazione è elaborare un giudizio prognostico e gestire la terapia in terapia intensiva per mantenere l'omeostasi fisiologica e prevenire ulteriori danni neuronali (testo).