Concetti Chiave
- La Bibbia è una compilazione di scritti israeliti che copre un periodo dal 1200 al 200 a.C., con redazioni che spesso distano dagli eventi narrati.
- I racconti biblici presentano incredibilità e anacronismi, poiché gli autori riflettevano il loro presente anziché scrivere un'opera storica nel senso moderno.
- Lo scopo principale della Bibbia è di proclamare la superiorità di Dio e di rivendicare il popolo ebraico come "popolo eletto".
- La Bibbia deve essere studiata criticamente, distinguendo le fasi di composizione e identificando nuclei che riflettono la realtà storica.
- La ricostruzione della storia d'Israele richiede l'analisi di diverse fonti, incluse quelle di altre culture e le evidenze archeologiche.
Qual è l'origine e la composizione della Bibbia?
La Bibbia non è un testo composto in un unico momento, ma una compilazione che raccoglie tutto quanto gli Israeliti hanno scritto durante il primo millennio della loro storia autonoma (grosso modo dal 1200 al 200 a.C.). Le redazioni finali, quelle che sono pervenute fino a noi, sono lontane, a volte lontanissime dagli eventi narrati.
Incredibilità e anacronismi nei racconti
Molti racconti che si riferiscono a presunti fatti storici sono palesemente incredibili. Non mancano ripetizioni di uno stesso episodio riferito a epoche diverse, né anacronismi; i vari autori che in vari momenti hanno scritto i testi poi confluiti nella versione definitiva della Bibbia ebraica hanno spesso raffigurato il passato alla luce del loro presente. Per un verso è evidente che gli autori non avevano cognizione esatta di situazioni storiche troppo lontane nel tempo; per altro verso – ed è questo il punto principale – essi non avevano nessuna intenzione di scrivere un'opera di storia come l'intendiamo noi.
Scopo religioso della Bibbia
Lo scopo della compilazione stratificata della Bibbia era infatti fondamentalmente religoso. Gli autori succedutisi nei secoli volevano proclamare la superiorità del loro Dio e il carattere sacro e indiscutibile dei suoi comandamenti, rivendicare agli Ebrei la qualifica di “popolo eletto” perché scelto da Dio, sancire il carattere delle Palestina come “Terra promessa” alle genti d'Israele.
Studio critico e ricostruzione storica
Da questo elenco di problemi lo storico può trarre un'indicazione di massima. Come tanti grandi documenti storici complessi dell'antichità (e nessuno lo è più di questo), la Bibbia va studiata criticamente, distinguendo le varie fasi della composizione e individuando, soprattutto per i racconti che si riferiscono a periodi più antichi, nuclei che riflettonouna realtà storica. La storia d'Israele deve essere inoltre ricostruita con l'aiuto di tutte le fonti di cui disponiamo, a cominciare dai testi conservati nelle tradizioni di altri popoli (per esempio gli Egizi) e dalle fonti archeologiche.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine della Bibbia e come è composta?
- Quali sono le problematiche legate all'incredibilità dei racconti biblici?
- Qual è lo scopo principale della Bibbia?
La Bibbia è una compilazione che raccoglie scritti degli Israeliti dal 1200 al 200 a.C., con redazioni finali che possono essere molto distanti dagli eventi narrati.
Molti racconti biblici presentano incredibilità e anacronismi, poiché gli autori scrivevano riflettendo il loro presente e non avevano l'intenzione di scrivere un'opera storica come la intendiamo oggi.
Lo scopo della Bibbia è fondamentalmente religioso, mirato a proclamare la superiorità di Dio, rivendicare il popolo ebraico come "popolo eletto" e sancire la Palestina come "Terra promessa".