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Concetti Chiave

  • Ugo Foscolo nacque nel 1778 a Zante, in una famiglia con radici veneziane e greche, che influenzò la sua educazione e il suo amore per i classici.
  • Le simpatie politiche di Foscolo per Napoleone lo portarono a rifugiarsi e arruolarsi nei Cacciatori a cavallo della Repubblica Cispadana durante la prima campagna in Italia.
  • Dopo la delusione per la cessione del Veneto all'Austria nel 1797, Foscolo si trasferì a Milano e Bologna, continuando a scrivere e a combattere per i francesi.
  • Foscolo scrisse opere significative come "Ultime lettere di Jacopo Ortis" e "Dei sepolcri", esprimendo le sue passioni e ispirazioni letterarie attraverso la sua scrittura.
  • Costretto all'esilio, Foscolo visse in Inghilterra, dove morì nel 1827; i suoi resti furono trasferiti nel 1871 a Firenze, nella chiesa di Santa Croce.

Qual è l'infanzia e la formazione di Foscolo?

Ugo Foscolo nacque nel 1778 a Zante (attuale Zacinto, isola greca del Mar Ionio, allora appartenente alla Repubblica di Venezia). Suo padre, Andrea Foscolo, era un medico veneziano, sua madre, invece, era di origine greca. Studiò a Zante e a Spàlato. Nel 1792, dopo la morte del padre, si trasferì con la madre e i fratelli a Venezia, dove si dedicò alla lettura dei classici antichi e moderni. Si distinse nei circoli culturali della città. Frequentò il salotto di Isabella Albizzi, cui fu sentimentalmente legato, e strinse amicizia con Ippolito Pindemonte, Melchiorre Cesarotti e altri intellettuali.

Venezia e l'influenza napoleonica

Guardato con sospetto dal governo oligarchico di Venezia per le sue simpatie nei confronti di Napoleone e della Francia rivoluzionaria manifestata nei suoi componimenti, Foscolo si rifugiò prima sui Colli Euganei, vicino Padova, poi, nell’aprile 1797, a Bologna. Qui si arruolò nei Cacciatori a cavallo della Repubblica Cispadana, mentre era in corso la prima campagna in Italia di Napoleone, a cui Foscolo dedicò l’ode A Bonaparte liberatore. Nello stesso anno rientrò a Venezia, dove una sommossa popolare aveva portato alla proclamazione della repubblica democratica giacobina. Il 17 ottobre 1797, però, Napoleone firmò il Trattato di Campoformio, con il quale cedette il Veneto all’Austria, e quindi anche Venezia, in cambio della Lombardia, tradendo così i giacobini veneziani che lo avevano accolto come un liberatore.

Delusione e trasferimenti

Profondamente deluso, Foscolo lasciò Venezia e si stabilì a Milano, dove conobbe Giuseppe Parini e Vincenzo Monti. Nel 1798 si trasferì a Bologna e accettò un lavoro presso il tribunale della città. L’occupazione da parte degli austriaci nel 1799 lo convinse, però, a riprendere servizio alla Guardia nazionale di Bologna e a combattere a fianco dei francesi. In seguito pubblicò l’ode A Luigia Pallavicini caduta da cavallo.

Passioni e opere letterarie

Foscolo restò nell’esercito con il grado di capitano aggiunto e svolse incarichi in Lombardia, Emilia e Toscana. A Firenze, nel 1801, ebbe una travolgente passione per Isabella Roncioni e a Milano divenne amante di Antonietta Fagnani, moglie del conte Marco Arese, per la quale scrisse l’opera All’amica risanata.

Intanto, si dedicò con impegno anche alla letteratura: pubblicò le Ultime lettere di Jacopo Ortis, un romanzo epistolare pubblicato nel 1802, e un volume di Poesie, pubblicato nel 1803, e tradusse La chioma di Berenice.

In questo periodo conobbe la giovane inglese Sofia Hamilton, detta Fanny, dalla quale ebbe una figlia, Floriana.

Dopo un breve soggiorno a Parigi, dove incontrò il giovane Alessandro Manzoni, Foscolo tornò in Italia, prima a Milano, poi a Venezia, e quindi a Padova e Verona, dove riprese contatto con Pindemonte. Da questo incontro nacque l’idea del carme Dei sepolcri.

Nel marzo 1808, ottenne la cattedra di eloquenza all’Università di Pavia, che però fu soppressa poco dopo dal governo del Regno d’Italia.

Viaggi e ispirazioni letterarie

Costretto a lasciare Milano, dal gennaio 1812 Foscolo compì numerosi viaggi, dapprima a Venezia, poi in diverse città del Veneto e dell’Emilia, dove trovò l’ispirazione per scrivere le Grazie.

Esilio e ultimi anni

Nel 1813, Foscolo tornò a Milano. Quando gli austriaci rioccuparono il Lombardo-Veneto, il nuovo governo gli offrì la direzione di un giornale letterario, la Biblioteca italiana, ma nel marzo del 1815 Foscolo fuggì in Svizzera, per non pronunciare il giuramento di fedeltà all’Austria richiesto a tutti gli ufficiali. Le difficoltà economiche lo indussero poi a raggiungere l’Inghilterra. Qui fu accolto nei circoli letterari con simpatia, ma la vita londinese si fece via via più difficile, poiché era abituato ad una vita disordinata e dispendiosa. Dopo il 1820, pieno di debiti, sopravvisse componendo saggi critici sui maggiori autori della letteratura italiana, scrivendo articoli e impartendo lezioni. Nel 1827, ridotto in miseria e con solo il conforto della figlia Floriana, si ritirò in un sobborgo di Londra, dove morì nello stesso anno.

Nel 1871, i suoi resti furono trasportati dal cimitero di Chiswick alla chiesa di Santa Croce, a Firenze, e qui riposa tra i “grandi” che aveva cantato nei Sepolcri.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stata l'influenza della formazione di Foscolo sulla sua carriera letteraria?
  2. Ugo Foscolo, nato a Zante e cresciuto a Venezia, si distinse nei circoli culturali grazie alla sua passione per i classici e alle sue relazioni con intellettuali dell'epoca, che influenzarono profondamente la sua produzione letteraria.

  3. Come ha vissuto Foscolo l'influenza napoleonica a Venezia?
  4. Foscolo, sostenitore di Napoleone, si rifugiò a Bologna per unirsi ai Cacciatori a cavallo della Repubblica Cispadana, ma la delusione per il Trattato di Campoformio, che cedette Venezia all'Austria, lo portò a lasciare la città.

  5. Quali sono alcune delle opere più significative di Foscolo?
  6. Tra le opere più importanti di Foscolo ci sono "Ultime lettere di Jacopo Ortis" e "All’amica risanata", che riflettono le sue esperienze personali e le sue passioni, oltre a "Dei sepolcri", ispirato da un incontro con Pindemonte.

  7. In che modo le esperienze di vita di Foscolo hanno influenzato la sua scrittura?
  8. Le sue passioni amorose, i viaggi e le delusioni politiche hanno fornito a Foscolo una ricca fonte di ispirazione, come dimostrano le sue opere che esplorano temi di amore, morte e identità.

  9. Qual è stata la fine della vita di Foscolo e il suo lascito?
  10. Foscolo morì in miseria a Londra nel 1827, ma il suo lascito letterario è stato riconosciuto postumo, con i suoi resti trasferiti a Firenze nel 1871, dove riposa tra i grandi della letteratura italiana.

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