Concetti Chiave

  • Tancredi è un personaggio complesso, il cui amore impossibile per Clorinda provoca un continuo tormento interiore, contrastando con il suo valore guerriero.
  • Rinaldo emerge come l'eroe ideale, caratterizzato da nobiltà d'animo e un forte desiderio di combattere per la liberazione di Gerusalemme, privo di conflitti interiori.
  • Il brano evidenzia il contrasto tra la nobiltà della missione di Rinaldo e la sofferenza personale di Tancredi, simbolo di un amore che lo rende vulnerabile.
  • L'incontro tra Tancredi e Clorinda alla fonte rappresenta l'innesco di un amore ardente, che lo consuma e lo allontana dalla sua natura valorosa e vincente.
  • La descrizione dell'esercito cristiano riflette un gusto barocco, enfatizzando il valore scenografico e la grandiosità della parata militare guidata dai due protagonisti.

Indice

  1. L'esercito cristiano e Tancredi
  2. Tancredi e l'amore impossibile
  3. Rinaldo, l'eroe destinato alla conquista
  4. Quali sono le domande sui protagonisti e le loro vicende?

L'esercito cristiano e Tancredi

Dall’ottava 45 in poi, lo scrittore passa in rassegna l’esercito cristiano che sfila davanti al proprio condottiero. L’episodio risponde ad un gusto scenografico, caro al Tasso e sempre presente nella cultura barocca del tempo. Le ottave 45-49 ci presentano Tancredi e le ottave 58-60 la figura di Rinaldo.

Ottava 45

Tancredi e l'amore impossibile

Successivamente viene Tancredi, e non era da considerare uno fra tanti

(eccetto Rinaldo) o il più valoroso in battaglia

o il più bello nei modi di fare e nell’ aspetto

o il migliore o il più intrepido di coraggio

Se una qualche colpa rendeva i suoi grandi meriti

meno illustri, è soltanto per follia amorosa:

nato in ambiente militare, il suo amore fugace

che si nutriva di sofferenze, da esse acquistava forza.

È noto che quel giorno pieno di gloria in cui

I Franchi sconfissero i Persiani [che erano venuti in soccorso di Antiochia, assediata prima di Gerusalemme]

Tancredi, dopo aver riportato la vittoria,

stanco di inseguire i fuggitivi,

cercò riposo e refrigerio

alle sue labbra riarse e alle stanche membra [ = fianco – sineddoche]

e si diresse dove una fonte rigogliosa, circondata di verdi sponde

lo invitò a godere del sollievo dell’ombra.

Improvvisamente, qui gli apparse

una fanciulla armata di tutto punto, eccetto la fronte:

era una pagana, ed era venuta alla stessa fonte

alla ricerca di un po’ di refrigerio.

Egli guardò, ed ammirò le sue belle

fattezze, gli piacque e se ne innamorò.

Oh meraviglia!, L’Amore appena nato

già spicca il volo e trionfa armato.

Essa si coprì con l’elmo, e se non fossero

arrivate altre persone, l’avrebbe assalito.

Non coinvolta da alcuna passione amorosa

essa, da donna altezzosa che era, fuggì solo per necessità,

allontanandosi da Tancredi, [Tancredi è indicato col termine “vinto” perché è stato vinto dalla forza dell’Amore]

ma egli conservò nel cuore

la sua bella immagine di guerriera, quale essa è in realtà

e sempre aveva in mente

le circostanze in cui la vide,

come una miccia che alimenta il fuoco [d’Amore]

E nel suo volto, facendo attenzione, la gente

poteva leggere “Costui arde d’amore e senza speranza”;

egli se ne va sospirando,

con gli occhi bassi e pieni di tristezza

Gli ottocento soldati a cavallo, che gli facevano da scorta,

erano originari della bella pianura della Campania,

luogo in cui la natura esprime la sua bellezza,

e i colli fertili e ondulati che il mar Tirreno contempla compiaciuto. […]

Tancredi è un personaggio che vive un continuo contrasto interiore e anche qui, l’autore mette in risalto il suo intimo travaglio causato dall’incontro casuale con una guerriera pagana, Clorinda, e dall’amore verso di lei che sboccia immediatamente. Tale sofferenza dell’anima è descritta con termini che fanno parte della tradizione lirica: ardore, sospiri, mestizia, sofferenza, senza speranza e nelle ottave precedenti si parla anche di amore vano, cioè impossibile e non sacro, folle, colpevole. Da notare che man mano che l’amore prende forza, Tancredi diventa più debole e tiene gli occhi bassi e forse pieni di lacrime. I versi 1-4 dell’ottava 49, ci presentano un uomo solo con il suo dolore, diverso dal giovane delle ottave precedente, valoroso, vittorioso e di belle maniere.

Rinaldo, l'eroe destinato alla conquista

Ma al di sopra di questi

e sopra tutti coloro che passavano in parata

vedresti il giovane Rinaldo elevarsi,

fiero ed elegante ad un tempo, con la sua fronte regale e tutti fissare lo sguardo su di lui

Fu precoce in quanto al valore e la speranza e precoci

sembravano essere sbocciati i fiori quando ne uscirono i frutti;

se lo guardi armato, mentre si scaglia come un fulmine contro il nemico,

ha le sembianze di Marte [dio della guerra], ma se si scopre il volto, ha le sembianze dell’Amore.

Nelle terre bagnate dall’Adige [possedimenti degli Estensi]

Fui generato da Bertoldo e Sofia [Bertoldo

era il figlio di Azzo IV d’Este],

Sofia la Bella e Bertoldo il potente

Quasi prima di essere svezzato, Matilde di Canossa lo volle con sé, lo nutrì e lo istruì

nelle regole della vita da re [amministrazione e vita politica]: Tancredi restò sempre con lei,

fintanto che la sua giovane mente

non fu attratta dal richiamo della guerra santa, in corso in oriente.

A quel punto ( non aveva ancora compiuto 15 anni)

Fuggì da solo e percorse strade a lui sconosciute;

attraversò il Mare Egeo, oltrepassò le coste della Grecia,

e raggiunse nell’accampamento dei Crociati nelle regioni lontane [la Terra Santa, dove i Crociati combattevano contro i Saraceni]

Fu una fuga nobilissima [per la motivazione che aveva Rinaldo a lasciare tutto], augurando che sia imitata

da qualche suo discendente di casa d’Este di animo generoso e nobile.

Erano tre anni che stava combattendo, e precoce e intempestiva,

una leggera peluria gli stava crescendo sul mento [per indicare che Tancredi si stava facendo uomo]

Rinaldo è l’eroe che il Tasso destina alla conquista di Gerusalemme e per questo, di lui, mette in luce la giovinezza, la trasparenza d’animo, l’aspetto e il valore. Egli non conosce problemi intimi come Tancredi. Sappiamo soltanto che ancora molto giovane, spinto dalla sensibilità religiosa, dalla carriera militare e dall’avventura, decise di abbandonare ogni persona e ogni cosa per recarsi in Terra Santa e combattere contro i Saraceni. Per la liberazione del Santo Sepolcro. Egli è quindi destinato alla conquista e dal punto di vista psicologico è integro; invece Tancredi sembra essere destinato alla sofferenza, al tormento interiore e in lui lo scrittore pare proiettare la propria sensibilità

Quali sono le domande sui protagonisti e le loro vicende?

1) Di dove sono originari i due protagonisti?

2) Quale vicenda accaduta a Tancredi viene narrata con poche, in questo passo?

3) Chi è “la donzella” che Tancredi incontra alla fonte?

4) Perché la fuga di Rinaldo è definita “nobilissima”?

5) Che cosa potrebbe rendere meno gloriose le imprese di Tancredi?

6) Che visione dell’amore traspare appena dal testo?

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è il contesto dell'esercito cristiano e il ruolo di Tancredi?
  2. L'esercito cristiano sfila davanti al condottiero, con Tancredi che emerge come un personaggio di spicco, nonostante il suo amore impossibile lo renda vulnerabile (ottave 45-49).

  3. Qual è la natura dell'amore di Tancredi?
  4. L'amore di Tancredi è descritto come un sentimento intenso e tormentato, alimentato da sofferenze e privo di speranza, che lo rende sempre più debole (ottava 49).

  5. Chi è Clorinda e quale impatto ha su Tancredi?
  6. Clorinda è una guerriera pagana che Tancredi incontra alla fonte; il suo fascino colpisce Tancredi, facendolo innamorare e provocando in lui un profondo conflitto interiore (ottava 45).

  7. Perché Rinaldo è considerato un eroe destinato alla conquista?
  8. Rinaldo è descritto come un giovane valoroso e integro, spinto da un forte senso di missione religiosa e avventurosa, che lo porta a combattere per la liberazione di Gerusalemme (sezione su Rinaldo).

  9. Qual è il contrasto tra Tancredi e Rinaldo?
  10. Tancredi vive un tormento interiore a causa del suo amore impossibile, mentre Rinaldo è un eroe senza conflitti interiori, dedicato alla causa della guerra santa e alla conquista (confronto tra i due protagonisti).

Domande e risposte

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