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Concetti Chiave

  • Il principio di autorità viene criticato per il suo ruolo nel compromettere la dignità della scienza, che deve basarsi sulla ragione e sull'esplorazione della conoscenza.
  • Simplicio è descritto ironicamente come un personaggio ottuso, che si limita a ripetere idee già elaborate, senza un vero pensiero critico.
  • Sagredo evidenzia come il metodo di Aristotele possa essere manipolato per far dire qualsiasi cosa, mettendo in discussione la serietà delle sue affermazioni.
  • Salviati riconosce l'importanza di Aristotele, ma critica i suoi seguaci per aver dato un valore assoluto alle sue teorie, ignorando il contesto storico e le nuove scoperte.
  • La condanna del dogmatismo aristotelico evidenzia la mancanza di coraggio degli aristotelici nel mettere in discussione le idee e nel rifiutare la ricerca scientifica.

Critica al principio di autorità

Nel brano, con cui inizia la Seconda giornata del dialogo, è condotta una rigorosa contestazione nei confronti del principio di autorità, che ridicolizza i seguaci di Aristotele. Questi sono accusati di tradire la dignità della scienza, che non può accettare passivamente le conclusioni del passato ma, praticata da chi ha gli occhi nella fronte e nella mente, deve avventurarsi coraggiosamente, con il soccorso della ragione, lungo i sentieri ignoti della conoscenza.

Simplicio e l'ironia di Galilei

All'inizio del brano Galilei fa affermare a Simplicio che rumina. Ruminare ha un'inflessione ironica, in quanto si riferisce alla masticazione degli animali erbivori, ottusi e stupidi: Simplicio è quindi un povero ottuso, che continua a ruminare un cibo già triturato da altri.

Sagredo e l'aneddoto paradossale

Simplicio si appella nuovamente al principio di autorità facendo ridere Sagredo che per confutare l'ipse dixit aristotelico, quel principio in cui crede ciecamente Simplicio, racconta un aneddoto che pone l'accento sul paradosso di chi, anche contro l'evidenza delle cose, continua testardamente a prestare fede alle sue errate convinzioni. Di fronte all'impeccabile dimostrazione, fatta per mezzo di una dissezione da un medico, che i nervi traggono la loro origine dal cervello, l'intransigente peripatetico afferma voi mi avete fatto veder questa cosa talmente aperta e sensata, che quando il testo d'Aristotele non fusse contrario [...], bisognerebbe per forza confessarla per vera. Il peripatetico quindi, poichè mi ha dimostrato la questione, se Aristotele non dicesse che i nervi partono dal cuore, vi crederei. L'aristotelico quindi di fronte alla logica stringente della ragion contrappone il principio di autorità.

Simplicio e il metodo di Aristotele

Simplicio, spiazzato sostiene che la verità dei testi di Aristotele vada cercata collegando fra loro osservazioni sparse fra le varie opere, anche quando singolarmente si riferiscono a realtà diverse fra loro. Afferma quindi che il metodo di Aristotele non sia lineare, ma perturbato che però, riunendo le varie frasi, tratti di qualunque cosa.

Sagredo e la combinazione lessicale

Sagredo ribattee dicendo che è come fargli dire ciò che più mi piace, è sufficiente allenarsi nella combinazione lessicale per far dire qualunque cosa a un autore, prende in esempio Virgilio e Ovidio, gli basterebbe anche il solo alfabeto per poter affermare qualunque cosa, dagli elementi base ricavo qualsiasi elemento. Si fece questo anche in epoca cristiana: si è fatta profetizzare la nascita di Cristo a Virgilio. Secondo quest'ottica si potrebbe anche affermare che un blocco di marmo contiene mille bellissime statue, ma il punto sta a saperle scoprire. Questa è anche l'attitudine di coloro che fanno per esempio l'oroscopo, sempre molto generico in modo che sia adattabile ad ogni realtà. Simplicio ribattee dicendo che non queste affermazioni gli sembra che non stiano rispettando Aristotele.

Salviati e l'importanza storica di Aristotele

Salviati non cotesta però l'importanza di Aristotele ma accusa i suoi seguaci di aver attribuito un valore assoluto alle sue teorie, finendo per tradire l'autenticità del suo insegnamento, che va riportato alla sua concreta dimensione storica, per coglierne la reale importanza. Attribuendogli un valore indiscutibile e universale, gli aristotelici hanno tradito il maestro, che, se fosse vissuto nei tempi presenti, avrebbe preso atto delle nuove scoperte e invenzioni, perchè, essendo un vero scienziato, di fronte all'evidenza dell'esperienza sensata, avrebbe modificato le proprie teorie.

Condanna del dogmatismo aristotelico

Vi è un mutamento del tono: vibrante e sdegnosa si la polemica nei confronti di chi ripete idee passivamente acquisite, rinunciando alle più alte prerogative della natura umana e rifiutando di conseguenza ogni confronto, ma servendosi dell'autorità altrui per serrar la bocca all'avversario. Gli aristotelici vengono infatti descritti come pusillanimi, deboli, privi del coraggio di mettere in gioco le loro idee. Questa è una netta condanna di quel dogmatismo che rappresenta la negazione di ogni ricerca scientifica e filosofica. Gli aristotelici piuttosto che cambiare qualcosa di quello che ha detto Aristotele preferiscono negare i cambiamenti del cielo.

Sagredo e la necessità di guida

Simplicio ribatte dicendo che se non può considerare Aristotele da quale autore deve prendere riferimento. Sagredo afferma che l'uomo necessita di guida solo se cieco e se uno è cieco che si pronunci nemmeno, la cautela che era caratteristica di Galilei non c'è, non ne può più.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la critica principale al principio di autorità nel dialogo?
  2. Il dialogo condanna il principio di autorità, accusando i seguaci di Aristotele di tradire la dignità della scienza, che deve avventurarsi con coraggio e ragione nella ricerca della conoscenza, piuttosto che accettare passivamente le conclusioni del passato.

  3. Come viene descritto Simplicio nel contesto del dialogo?
  4. Simplicio è descritto come un personaggio ottuso, che "rumina" idee già elaborate da altri, rappresentando una figura che si attiene rigidamente al pensiero aristotelico senza mettere in discussione le proprie convinzioni.

  5. Qual è l'aneddoto paradossale raccontato da Sagredo?
  6. Sagredo racconta un aneddoto in cui un aristotelico, nonostante una dimostrazione scientifica che contraddice Aristotele, continua a sostenere le sue idee errate, evidenziando il paradosso di chi ignora l'evidenza per fede nel principio di autorità.

  7. Qual è la posizione di Salviati riguardo all'importanza di Aristotele?
  8. Salviati riconosce l'importanza storica di Aristotele, ma critica i suoi seguaci per aver attribuito un valore assoluto alle sue teorie, tradendo così l'autenticità del suo insegnamento e ignorando la necessità di adattare le idee alle nuove scoperte.

  9. Come viene descritta la condanna del dogmatismo aristotelico?
  10. La condanna del dogmatismo aristotelico è vibrante e sdegnosa, descrivendo gli aristotelici come pusillanimi e privi di coraggio, che rifiutano il confronto e si aggrappano a idee passivamente acquisite, negando ogni ricerca scientifica e filosofica.

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