Concetti Chiave
- Nel XV secolo, Matteo Palmieri esplora il profilo dell'uomo ideale nel suo trattato De vita civile, evidenziando la dignità umana attraverso la moralità e il comportamento.
- Il De vita civile è strutturato in quattro libri, presentato come un dialogo tra tre personaggi che discutono di educazione, famiglia e doveri del cittadino.
- Le tre strade per la gloria includono guadagnarsi l'amore del popolo, dimostrarsi affidabile e suscitare ammirazione come persona degna di onore.
- La benevolenza si ottiene attraverso favori e inviti a banchetti, che devono essere curati e con un numero appropriato di invitati per favorire la cordialità.
- L'eloquenza è essenziale per ottenere onore e riconoscimento, poiché le persone stimabili si distinguono per la loro capacità di esprimersi in modo efficace.
Indice
Il profilo dell'uomo ideale
Nel corso del XV secolo, all’interno del dibattito sulla dignità dell’uomo, viene affrontato il problema di quale deve essere il profilo dell’uomo ideale. Lo scrittore che se ne occupa maggiormente è Matteo Palmieri, nell’opera De vita civile. Egli nacque a Firenze nel 1406. Pur esercitando la professione di speziale, si consacrò in modo assiduo agli studi letterari e, essendo seguace dei Medici, ricoprì diversi incarichi politici.
Struttura del De vita civile
Il trattato De vita civile è articolato in quattro libri ed è redatto in sotto forma di dialogo tra Francesco Sacchetti, Luigi Guicciardini e Agnolo Pandolfini. A quest’ultimo, i primi due chiedono dei consigli e delle regole da seguire nel comportamento in società. Nel primo libro vengono esaminati i problemi dell’educazione dei fanciulli, nel secondo e nel terzo si discute della famiglia, di quali siano le doti ideali della moglie e dei doveri del cittadino sia in pace che in guerra. Il quarto libro riguarda il concetto di utilità, esalta l’operosità e la ricchezza e si conclude con una sorta di visione in cui coloro che in vita hanno operato per il bene comune, una volta morti li aspetta una ricompensa celeste.
L’uomo ideale delineato da Matteo Palmieri richiama per le sue qualità morali e per il suo comportamento un’immagina che già era stata elaborata, secondo l’etica del mondo classico, da Cicerone. Questo fatto è molto importante perché dimostra come agli umanisti il ritorno al passato serve per gestire le battaglie del presente. Nel capitolo IV, l’autore procede con una grande chiarezza argomentativa e espositiva, pur riconducendo all’interno della sua riflessine delle osservazioni marginali e di poca importanza come il numero di invitati ad un banchetto.
Le tre strade per la gloria
Tre sono gli argomenti che egli affronta corrispondenti alle tre strade che l’uomo deve percorrere per raggiungere “La somma e perfetta gloria”. Esse sono:
1) Guadagnarsi l’amore e la benevolenza del popolo.
2) Essere, nella pratica e per l’opinione popolare buon e affidabile.
3) Essere ammirato dagli altri come una persona valida e degna di onore.
Benevolenza e inviti a banchetti
La benevolenza si acquista concedendo agli altri molti favori, intensi come incarichi, gratificazioni o aiuto. Se mancano le disponibilità finanziarie è sufficiente dimostrare di voler essere liberale e soprattutto ad essere disposti a servire il prossimo. La benevolenza si acquista anche e soprattutto con l’invito ad un banchetto. Questo consiglio ci può sembrare strano, la in realtà l’invito di questo tipo rientrava nelle consuetudini dell’epoca della classe sociale dominante. Gli invitati non devono essere meno di tre e non più di nove perché con un basso numero non si viene a creare quella cordialità e simpatia che si stabilisce fra i convitati. Nello stesso modo, se gli invitati sono numerosi la conversazione e la simpatia si disperdono con facilità. Il desco deve essere predisposto con cura, gli invitati non devono essere dei ciarloni, ma nemmeno restii a conversare. Non è conveniente parlare di argomenti futili e di difficile comprensione.
Affidabilità e reputazione
Un’altra strada è dimostrarsi affidabile. Questo obiettivo si raggiunge a condizione di dimostrarsi intelligenti e assegnati. L’autore ricorre spesso all’espressione “essere reputato”. Fra l’essere e il parere egli non vede alcuna differenza anche se ci fa capire che è utile, a volte, ricorrere all’astuzia per guadagnare la fiducia degli altri. Il tema del rapporto fra “parere” e “essere” verrà ripreso dal Machiavelli, anche se applicata a colui, il principe, destinato a reggere uno Stato. Quando certe caratteristiche come l’accortezza, la prontezza d’ingegno e l’astuzia, si ritiene che siano possedute da un uomo non buono, come conseguenza si ha la diffidenza e l’astio da parte del popolo.
Onore e eloquenza
Il terzo argomento consiste nell’essere considerato degno di onore. Sono stimati coloro che dicono cose fuori dal comune e disprezzati, invece, chi dice stupidaggini. Un siffatto comportamento porta a dei benefici: chi è difeso grazie all’eloquenza, porta riconoscenza. Questa affermazione dà importanza al “dire” e al “parlare” il che significa dare importanza al ruolo dell’eloquenza. Una simile argomentazione si inquadra alla perfezione nel dibattito umanistico
Domande da interrogazione
- Qual è il tema centrale del trattato "De vita civile" di Matteo Palmieri?
- Quali sono le tre strade per raggiungere la "somma e perfetta gloria" secondo Palmieri?
- Come si acquista la benevolenza secondo Matteo Palmieri?
- Qual è il ruolo dell'affidabilità nella costruzione della reputazione?
- Perché l'eloquenza è considerata importante nel contesto del "De vita civile"?
Il tema centrale è il profilo dell'uomo ideale, esplorato attraverso un dialogo che affronta l'educazione, la famiglia e i doveri del cittadino, con un focus sull'importanza della benevolenza e dell'operosità per il bene comune.
Le tre strade sono: guadagnarsi l'amore del popolo, dimostrarsi buoni e affidabili, e essere ammirati come persone degne di onore.
La benevolenza si acquista attraverso favori, aiuti e, in particolare, invitando le persone a banchetti, seguendo le consuetudini sociali dell'epoca.
L'affidabilità si costruisce dimostrandosi intelligenti e astuti, poiché la percezione degli altri è fondamentale; l'autore sottolinea l'importanza di essere reputati in un certo modo.
L'eloquenza è fondamentale perché chi esprime idee originali è stimato, mentre chi dice banalità è disprezzato; ciò evidenzia l'importanza del "dire" e del "parlare" nel dibattito umanistico.