Concetti Chiave
- Il sonetto esplora il tema della donna-angelo, con Laura rappresentata come una figura di bellezza eterna nonostante il passare del tempo.
- Il poeta utilizza il tempo passato per esprimere nostalgia, creando un contrasto con l'approccio di Dante che usa il presente per descrivere l'assoluto.
- La descrizione di Laura include capelli d'oro e occhi splendenti, enfatizzando la sua bellezza attraverso immagini poetiche ricche e metaforiche.
- Il poeta impiega la litote per restituire a Laura una dimensione terrena, trasformando la sua bellezza angelica in un simbolo di umanità.
- Nonostante il declino della bellezza di Laura, il poeta continua a provare amore per lei, evidenziato dall'uso di rime ricche nel componimento.
Erano i capei d’oro a l’aura sparsi
che ’n mille dolci nodi gli avolgea,
e ’l vago lume oltra misura ardea
di quei begli occhi, ch’or ne son sì scarsi;
e ’l viso di pietosi color’ farsi,
non so se vero o falso, mi parea:
i’ che l’esca amorosa al petto avea,
qual meraviglia se di sùbito arsi?
Non era l’andar suo cosa mortale,
ma d’angelica forma; e le parole
sonavan altro, che pur voce humana.
Uno spirto celeste, un vivo sole
fu quel ch’i' vidi: e se non fosse or tale,
piagha per allentar d’arco non sana
Descrizione di Laura
I capelli d’oro erano sparsi al vento (l’espressione “a l’aura” nasconde il nome di laura, come spesso succede anche in altri sonetti) che li avvolgeva in mille dolci nodi e il delizioso splendore dei begli occhi di Laura riluceva più di ogni altro, quegli occhi di cui ora ne sono privi.
e il volto [di laura] mi sembrava atteggiarsi ad un sentimento di pietà, ma non so se la mia impressione corrispondesse alla realtà: io che avevo in cuore l’indole disposta per natura ad accendersi d’amore, c’è da stupirsi se mi innamorai subito?
Il suo modo di incedere non assomigliava a quello di un mortale, bensì ad una bellezza angelica et le sue parole avevano un accento ben diverso dalla voce umana
Ciò che vidi era uno spirito celeste, un sole vivo: e se anche ora non fosse più come allora, la ferita provocata da una freccia non si rimargina anche se la corda dell’arco è meno tesa e la freccia viene scagliata più lentamente.
Analisi del sonetto
In questo sonetto, fra i più conosciuti, ritroviamo il motivo tradizionale della donna-angelo, trattato, però, in modo ben diverso da quanto faceva Dante. Innanzitutto, deve essere evidenziato l’uso del tempo passato (erano, avolgean ardea, era, suonavan, fu, vidi) perché il componimento è scritto come una sorta di flash-back in cui poeta prova un sentimento di nostalgia. Invece, Dante usa il presente per indicare qualcosa di assoluto, non legato all’azione del tempo. Il sonetto inizia con la metafora tradizionale per indicare i capelli biondi e suggerire al lettore che essi sono preziosi per il poeta.
Il tema è quello della donna-angelo a cui il poeta resta fedele anche se ormai invecchiata e dalla bellezza sfiorita. L’immagine della donna-angelo acquista una caratteristica diversa rispetto a Dante e allo stilnovo perché è collocata in uno tempo labile, che trascorre e che lascia il segno fisico. Benché la bellezza che ha generato l’amore stia svanendo, il poeta continua ad essere innamorato e tale sentimento è evidenziato dalle rima ricca in versi (sparsi, scarsi, farsi, arsi). Nelle terzine, per descrivere laura, il poeta ricorre alla litote,ovvero alla negazione del contrario (non era….. cosa mortale/….sonavan altro che serve a restituire alla donna la sua dimensione terrena ed il motivo della donna angelicata, viene ricondotto alla metafora iperbolica (= tanto bella da parere un angelo), secondo la tradizione che precede lo stilnovo.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato dei "capei d’oro" nel sonetto?
- Come viene descritta la bellezza di Laura rispetto alla tradizione poetica?
- Qual è il tono emotivo del sonetto?
- Qual è la funzione delle immagini e delle metafore nel sonetto?
I "capei d’oro" rappresentano la bellezza e la preziosità di Laura, avvolti in mille dolci nodi, simbolo di un amore ideale e nostalgico, come evidenziato nel testo.
La bellezza di Laura è paragonata a quella di un angelo, ma il poeta la colloca in un tempo labile, riconoscendo che la sua bellezza sta svanendo, a differenza della rappresentazione statica di Dante.
Il tono è nostalgico e malinconico, poiché il poeta riflette su un amore passato, evidenziando la ferita emotiva che persiste nonostante il passare del tempo, come indicato nel testo.
Le immagini e le metafore servono a esaltare la bellezza di Laura e a trasmettere la sua dimensione angelica, mentre la litote e l'iperbole restituiscono una visione terrena e reale della donna amata, come descritto nel testo.