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Concetti Chiave

  • La lotta contro il mostro divino è un'impresa eroica che mette alla prova la forza e il coraggio degli eroi, come Gilgamesh ed Enkidu, in un contesto di sacrilegio.
  • Gilgamesh ed Enkidu, pur avendo aperto la via verso la Foresta dei Cedri, devono affrontare le conseguenze della loro azione, risultando colpevoli di una violazione sacra.
  • La scelta degli dèi di punire Enkidu con la morte sottolinea l'ambiguità della giustizia, legata alle azioni degli eroi e alle conseguenze delle loro imprese.
  • Il compianto di Gilgamesh su Enkidu riflette il profondo legame tra i due, evidenziando la loro intimità e il dolore della perdita di fronte all'inevitabilità della morte.
  • Il sogno di Enkidu, che anticipa la sua morte e il distacco dalla vita, rappresenta il tema della fragilità umana e della vulnerabilità di fronte al destino.

Qual è l'epica lotta contro il mostro divino?

Un’impresa eroica, la lotta contro il mostro divino: Molti eroi dell’epica di ogni tempo sono chiamati a dare prova della loro forza, coraggio e abilità affrontando un animale mandato dagli dèi a punire un’offesa nei loro confronti, un peccato di empietà (ossia mancanza di rispetto verso quanto è sacro). Gilgamesh ha compiuto, insieme a Enkidu, compagno di tutte le sue imprese, un’altra empietà, uccidendo il guardiano della Foresta dei Cedri. Il guardiano, su cui trionfano insieme gli uomini (Gilgamesh ed Enkidu) e gli dèi positivi (rappresentati dalla fonte stessa della vita, il dio Sole), era certamente ostile e malefico, dato che impediva l’accesso alla foresta, “un luogo del desiderio”, un vero paradiso terrestre, sia da un punto di vista spirituale, in quanto simbolo e sede della divinità, sia da un punto di vista materiale, in quanto territorio ricco di risorse naturali.

Il destino ambiguo degli eroi

Quello stesso guardiano partecipava però della natura e della forza divina; la sua uccisione rende gli eroi allo stesso tempo meritevoli per aver aperto la via verso la foresta, e colpevoli per aver violato un essere sacro. Dato il carattere ambiguo dell’azione (buona/cattiva) sarà ambigua anche la giustizia: i due eroi vinceranno il Toro, ma poi uno di loro morrà; e naturalmente toccherà a quello meno fornito di protezioni, Enkidu.

Il compianto su Enkidu

Il compianto su Enkidu: Gli dèi si riuniscono in consiglio e, dopo aver considerato il comportamento sacrilego di Gilgamesh ed Enkudu nei confronti del guardiano della Foresta dei Cedri e del Toro celeste, decidono la morte di uno dei due roi: la scelta cade su Enkidu.

Subito gli mandano un incubo, che lo fa cadere in un doloroso vaneggiamento. Enkidu, in preda all’incubo, maledice ad uno ad uno tutti gli episodi della sua vita passata, tutte le persone e le cose con cui aveva vissuto. È l’inizio del processo di morte, il distacco dalla sua storia. Il sogno poi si fa premonizione, quasi esperienza della morte: si accampa la visione della Casa della Polvere (l’oltretomba) e dei fantasmi degli antichi re, “ che avevano governato la terra da tempo immemorabile”. Enkidu passa dall’incubo alla malattia: Gilgamesh lo sveglia, per dodici lunghi giorni è testimone dell’avvicinarsi della fine. Egli è il potente re di Uruk, è figlio di una dea, è un eroe capace di azioni straordinarie, ma non può nulla contro la morte. Può solo chiamare a piangere per Enkidu le cose, i luoghi, le persone in mezzo alle quali erano vissuti, testimoni delle loro imprese comuni. Poi assume su di sé il lamento, e lo invoca con tanti nomi diversi. Prima Gilgamesh chiama il suo amico con i nomi degli oggetti che sono strumento e simbolo della sua funzione di guerriero e di re, poi con i nomi degli animali con cui Enkidu aveva vissuto nei boschi la sua vita “naturale”. È come se volesse rendere per immagini l’intimità reciproca delle loro vite, che si erano unite e per così dire sovrapposte. Il compianto si chiude con un soprassalto di rinnovato orrore: Enkidu sembra passato dal delirio della malattia al sonno, ma questo sonno è quello della morte.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato della lotta contro il mostro divino nell'epica?
  2. La lotta contro il mostro divino rappresenta un'impresa eroica in cui gli eroi, come Gilgamesh e Enkidu, dimostrano la loro forza e coraggio affrontando creature inviate dagli dèi per punire le empietà, come l'uccisione del guardiano della Foresta dei Cedri.

  3. In che modo il destino degli eroi è descritto come ambiguo?
  4. Il destino degli eroi è ambiguo poiché, sebbene Gilgamesh ed Enkidu siano meritevoli per aver aperto la via verso la foresta, sono anche colpevoli per aver violato un essere sacro, il che porta a conseguenze tragiche, come la morte di Enkidu.

  5. Qual è il ruolo degli dèi nella morte di Enkidu?
  6. Gli dèi, dopo aver considerato il comportamento sacrilego di Gilgamesh ed Enkidu, decidono di punire uno dei due, scegliendo Enkidu, il che evidenzia la loro influenza e il tema della giustizia divina nell'epica.

  7. Come si manifesta il dolore di Gilgamesh per la morte di Enkidu?
  8. Gilgamesh esprime il suo dolore attraverso un intenso compianto, invocando Enkidu con nomi simbolici e richiamando alla mente i luoghi e le esperienze condivise, evidenziando l'intimità della loro amicizia.

  9. Qual è la visione che Enkidu ha durante il suo incubo?
  10. Durante il suo incubo, Enkidu ha una visione premonitrice della Casa della Polvere, l'oltretomba, e dei fantasmi degli antichi re, segnando l'inizio del suo distacco dalla vita e il processo di morte che lo attende.

Domande e risposte

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