Concetti Chiave

  • L'antagonista in un romanzo di formazione, come don Rodrigo, svolge un ruolo cruciale nel contrastare il protagonista e influenzarne la crescita morale e intellettuale.
  • Le disgressioni arricchiscono il racconto inserendo riflessioni e narrazioni secondarie, contribuendo a creare tensione e suspense.
  • Lo stile indiretto libero permette di esprimere i pensieri di un personaggio in modo immediato, senza formule dichiarative, come nel caso di Renzo.
  • Il flashback è usato per evocare eventi passati, arricchendo la narrazione e approfondendo la storia di diversi personaggi.
  • Il Leitmotiv è un motivo ricorrente che evidenzia temi e emozioni nel racconto, come il camminare di Renzo, simbolo del suo viaggio interiore.

Indice

  1. Antagonisti e romanzi di formazione
  2. Figure retoriche e disgressioni
  3. Stile indiretto libero e intrecci
  4. Flashback e leitmotiv
  5. Focalizzazione e registri narrativi

Antagonisti e romanzi di formazione

Si riferisce ad un personaggio che si oppone ad un altro, contrastandone l’azione: per esempio don Rodrigo è l’antagonista di Renzo e Lucia.

Si associa ad un romanzo che narra la crescita intellettuale e morale del protagonista, il suo apprendistato del vivere attraverso l’esperienza. Il termine tedesco significa infatti, “romanzo dui formazione”. Alla luce della riflessione di Renzo sull’accaduto, riportata nelle ultime pagine del romanzo, per certi versi “I Promessi Sposi” potrebbero essere considerati un romanzo di formazione, che dipinge la maturazione di Renzo, attraverso tutta una serie di esperienze.

Figure retoriche e disgressioni

Si riferisce ad una successione di termini disposti secondo un ritmo ascendente d’intensità espressiva o, al contrario, in gradazione discendente o anticlimax. In greco, tale termine significa, infatti “scala”. Es. “….. un no più strano, più inaspettato, più scandaloso che mai” (cap. X, a proposito della vicenda di Gertrude)

Divagazione dal discorso o dalla narrazione principale in forma di riflessione, descrizione o narrazione secondaria. Una disgressione può assolvere a varie funzioni, permettendo di inserire nuovo materiale nel racconto, di frenare il corso dell’azione, di suscitare suspense di creare contrasti. Un esempio di disgressione ci è data dalla storia di Ludovico, narrata nel capitolo IV.

Stile indiretto libero e intrecci

Si tratta della trasposizione delle parole o del pensiero di un personaggio in stile indiretto, realizzata però eliminando la formula dichiarativa che di solito introduce il discorso indiretto (“disse che…”, “penso che…”) e lasciando filtrare espressioni tipiche del discorso diretto.

Esempio: “ Si rimetteva col pensiero nelle circostanze più terribili di quella giornata; si figurava con quel martello in mano: ci sarà o non ci sarà? E una risposta così poco allegra e non aver nemmeno il tempo di masticarla, che addosso quella furia di matti birboni; e quel lazzaretto, quel mare! Lì ti volevo a trovarla! E averla trovata!” (capitolo XXXVII, quando Renzo entra nel lazzaretto alla ricerca di Lucia)

Intreccio della vicenda principale con una o più vicende secondarie e autonome che vengono ad interrompere la linearità della prima. Questo termine francese ci rimanda soprattutto ai “romanzi” francesi medioevali.

Insieme delle unità di contenuto che compongono un racconto, ordinate secondo la loro successione logica e temporale, indipendentemente dall’ordine che assumono nell’intreccio.

Flashback e leitmotiv

Questo termine inglese e tratto dal linguaggio cinematografico e indica la sequenza retrospettiva che evoca, a un certo punto della vicenda, fatti accaduti prima di quel momento. Per esempio, sono momenti di flashback i racconti biografici dedicati a Padre Cristoforo, a Gertrude, al cardinale Borromeo, che subentrano dopo la comparsa in scena di detti personaggi.

Si tratta del motivo ricorrente in un’opera. Infatti, il termine, preso in prestito dalla lingua tedesca, significa “motivo ricorrente”. Per esempio, un Leitmotiv è il ripetuto accenno al camminare di Renzo:

• “Renzo intanto camminava a passi infuriati verso casa” (capitolo II).

• “….camminava Renzo da Monza verso Milano…” (capitolo XI).

• “…..andava Renzo verso casa sua …” (capitolo XXXIII).

• “Renzo s’incamminò con la sua pace ….” (capitolo XXXIII).

• “Andava dunque il nostro viaggiatore allegramente…” (capitolo XXXVII)

È una frazione tematica elementare, a volte di origine tradizionale (per esempio, l’allusione all’ingresso in città del campagnolo inesperto com’è Renzo quanto arriva a Milano), la cui ripetizione segnala l’importanza di fatti o persone nel racconto. Il termine si ricollega al “Leitmotiv” e al “Tema”.

Focalizzazione e registri narrativi

È il punto di osservazione in cui si pone il narratore in rapporto al personaggio. Egli può essere in un certo senso “onnisciente” e “saperne di più” del personaggio, anticipando, per esempio, accenni a ciò che si agita inconsapevolmente nel suo intimo (= racconto non focalizzato o a focalizzazione zero). Quest’ultimo è il caso di buona parte della disgressione sulla monaca di Monza. Oppure, lo scrittore può far coincidere il suo punto di vista con quello del personaggio, rinunciando a rivelare azioni future o retroscena nascosti (racconto a focalizzazione interna): Questo è il caso dell’accenno ai pericoli che minacciano Lucia nel capito III, colti dagli occhi ignari della protagonista, Oppure, il narratore può mostrare di “saperne meno” del personaggio, limitandosi a descriverlo dall’esterno e tacendone i pensieri (racconto a focalizzazione esterna). Di questo tipo è spesso il rapporto fra il narratore e il conte Attilio.

Si tratta dell’insieme di procedimenti stilistici che comportano un tono espressivo particolare, in rapporto al variare della materia del racconto. Il termine è tratto dal linguaggio tecnico della musica: l’alternarsi di diversi registri in un’opera letteraria è paragonabile, infatti, alle variazioni di timbro e sonorità in un’esecuzione musicale. Si consideri, per esempio, il capito XXIII in cui è presente un salto di registro dal dialogo fra l’Innominato e il cardinale alla comparsa di Don Abbondio, immediatamente successiva.

Indica la successione logica di nuclei narrativi fra loro correlati. Costituiscono una sequenza, per esempio, le vicende dal capitolo I al capito CIII, oppure, più particolarmente, gli episodi che descrivono la vita di Ludovico, nel capitolo IV.

Il termine indica l’argomento che ispira un’opera, oppure un motivo fondamentale di un racconto, dotato di anche di un valore ideologico e morale. Per esempio, ne “I Promessi Sposi”, abbiamo il tema della “luce nelle tenebre”, col significato simbolico di lotta fra il bene e il male, fra la giustizia e l’oppressione degli umili perché indifesi.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo degli antagonisti nei romanzi di formazione?
  2. Gli antagonisti, come don Rodrigo in "I Promessi Sposi", si oppongono ai protagonisti e contrastano le loro azioni, contribuendo così alla crescita intellettuale e morale del protagonista, che vive esperienze formative.

  3. Cosa sono le disgressioni e quale funzione hanno nel racconto?
  4. Le disgressioni sono divagazioni dal discorso principale che permettono di inserire riflessioni o narrazioni secondarie, creando suspense o contrasti, come nel caso della storia di Ludovico nel capitolo IV.

  5. Come si manifesta lo stile indiretto libero nei romanzi?
  6. Lo stile indiretto libero trasmette i pensieri dei personaggi senza l'uso di formule dichiarative, permettendo una maggiore immedesimazione, come si vede nel capitolo XXXVII con i pensieri di Renzo.

  7. Qual è la funzione del flashback in "I Promessi Sposi"?
  8. Il flashback serve a evocare eventi passati, arricchendo la narrazione con dettagli biografici di personaggi come Padre Cristoforo e Gertrude, che si inseriscono nel racconto in momenti chiave.

  9. In che modo la focalizzazione influisce sulla narrazione?
  10. La focalizzazione determina il punto di vista del narratore rispetto ai personaggi, che può essere onnisciente, interna o esterna, influenzando la rivelazione di pensieri e azioni, come nel caso del conte Attilio.

Domande e risposte

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