Concetti Chiave
- La storia è descritta come una guerra contro il Tempo, in cui gli storici riesumano eventi passati e celebrano le gesta di personaggi illustri, trascurando spesso le storie degli umili.
- L'autore presenta il contesto politico e sociale come dominato da figure di autorità paragonate a corpi celesti, mentre evidenzia le malvagità e le sevizie degli uomini avidi e temerari.
- Si propone di raccontare eventi di persone comuni, sottolineando l'importanza di preservare la memoria di queste storie per le generazioni future, anche se giudicate insignificanti.
- L'anonimato dei protagonisti nel racconto è giustificato dal rispetto, con l'idea che i nomi siano solo incidenti e non incidano sulla sostanza della narrazione.
- L'espediente del falso manoscritto conferisce autenticità alla narrazione, richiamando tradizioni letterarie passate e permettendo un gioco stilistico barocco e retorico.
Indice
La storia come guerra contro il tempo
“L’Historia si può veramente deffinire vna guerra illustre contro il Tempo, perchè togliendoli di mano gl’anni suoi prigionieri, anzi già fatti cadaueri, li richiama in vita, li passa in rassegna, e li schiera di nuovo in battaglia. Ma gl’illustri Campioni che in tal Arringo fanno messe di Palme e d’Allori, rapiscono solo Il manoscritto le spoglie più sfarzose e brillanti, imbalsamando co’ loro inchiostri le Imprese de Prencipi e Potentati, e qualificati Personaggj, e trapontando coll’ago finissimo dell’ingegno i fili d’oro e di seta, che formano un perpetuo ricamo di Attioni gloriose.
L'anonimo e la narrazione di eventi minori
Però alla mia debolezza non è lecito sollevarsi a tal’argomenti, e sublimità pericolose, con aggirarsi tra Labirinti de’ Politici maneggj, et il rimbombo de’ bellici Oricalchi: solo che hauendo hauuto notitia di fatti memorabili, se ben capitorno a gente meccaniche, e di piccol affare, mi accingo di lasciarne memoria a Posteri, con far di tutto schietta e genuinamente il Racconto, ouuero sia Relatione. Nella quale si vedrà in angusto Teatro luttuose Traggedie d’horrori, e Scene di malvaggità grandiosa, con intermezi d’Imprese virtuose e buontà angeliche, opposte alle operationi diaboliche.
Il contesto politico e sociale
E veramente, considerando che questi nostri climi sijno sotto l’amparo del Re Cattolico Nostro Signore, che è quel Sole che mai tramonta, e che sopra di essi, con riflesso Lume, qual Luna giamai calante, risplenda l’Heroe di nobil Prosapia che pro tempore ne tiene le sue parti, e gl’Amplissimi Senatori quali Stelle fisse, e gl’altri Spettabili Magistrati qual’erranti Pianeti spandino la luce per ogni doue, venendo così a formare un nobilissimo Cielo, altra causale trouar non si può del vederlo tramutato in inferno d’atti tenebrosi, malvagità e sevitie che dagl’huomini temerarij si vanno moltiplicando, se non sè arte e fattura diabolica, attesochè l’humana malitia per sè sola bastar non dourebbe a resistere a tanti Heroi, che con occhij d’Argo e braccj di Briareo, si vanno trafficando per li pubblici emolumenti.
La filosofia e l'arte diabolica
Per locchè descriuendo questo Racconto auuenuto ne’ tempi di mia verde staggione, abbenchè la più parte delle persone che vi rappresentano le loro parti, sijno sparite dalla Scena del Mondo, con rendersi tributarij delle Parche, pure, per degni rispetti, si tacerà li loro nomi, cioè la parentela, et il medemo si farà de’ luoghi, solo indicando li Territorij generaliter. Nè alcuno dirà questa sij imperfettione del Racconto, e defformità di questo mio rozzo Parto, a meno questo tale Critico non sij persona affatto diggiuna della Filosofia: che quanto agl’huomini in essa versati, ben vederanno nulla mancare alla sostanza di detta Narratione. Imperciocchè, essendo cosa euidente, e da verun negata non essere i nomi se non puri purissimi accidenti.....”
La Storia può essere veramente definita come una guerra illustre contro il Tempo, perché riesumando gli anni, li fa rivivere (fatti prigionieri e se non ridotti metaforicamente, a cadaveri), li esamina attentamente e li schiera di nuovo in battaglia. Ma gli storici (= gli illustri Campioni) che in tale lotta della storia contro il Tempo raggiungono la gloria e la fama (le Palme e gli Allori), sottraggono solo le spoglie più illustri, cioè salvano dall’oblio solo i nomi e le azioni dei privilegiati (Prencipi e Potentati e qualificati Personaggi).
[In questa frase è da notare il bisticcio di parole “sole che le sole”, costruito su di un pleonasmo. Si nota già una riflessione del Manzoni, attraverso le righe del manoscritto, sul concetto che la storia è spesso racconto della vita dei principi e mai degli umili. Da notare anche la metafora del racconto degli storici simile ad un ricamo fatto con fili d’oro e di seta; il gusto barocco è evidente e l’immagine è dissonante con la precedente che parla di imprese dei grandi uomini imbalsamate con fiumi di inchiostro] Successivamente, l’anonimo del Seicento riconosce di non essere in grado di affrontare argomenti così elevati e di aggirarsi negli intrighi politici e nelle azioni di guerra [da notare l’espressione “il rimbombo de’ bellici Oricalchi”, ossia le azioni di guerra, costruita con solenni effetti onomatopeici] Esso continua dicendo che si appresta a raccontare fatti accaduti a persone dedite ad occupazioni materiali e di scarso rilievo sociale [Qui, l’allusione a Renzo e Lucia e al mondo dei filatori è evidente. L’anonimo risulta essere ben figlio del proprio tempo nelle riserve con cui egli si avvicina alla storia che considera di secondaria importanza e a cui egli allude in forma subordinata; eppure, paradossalmente, proprio perché sceglie di occuparsene, egli rinvia ai valori di un’altra epoca e si fa voce dell’autore che nel mondo sorpassato del manoscritto getta il seme de nuovo]. Nel racconto, il lettore si troverà davanti tragedie luttuose e scene di grandi malvagità, intervallate da atteggiamenti virtuosi e da azione talmente buone da essere di origine angelica che si oppongono ad azioni del demonio. [ A questo punto inizia un’ampia similitudine adulatoria per lodare il re di Spagna, il Governatore di Milano, i senatori e i magistrati]. Tenuto presente che i nostri paesi si trovano sotto la protezione del cattolico re di Spagna [allora, Filippo IV], simile al Sole che non tramonta mai [allusione all’estensione dei domini spagnoli che partendo dall’Europa si estendevano fino all’America meridionale, per cui, quando da noi fa notte, nel Sud America inizia il giorno] e sopra di essi [ i paesi] con luce riflessa, simile a quella diffusa dalla luna calante, risplende il Governatore di Milano, rappresentante allora pro-tempore del re di Spagna e i Magistrati sono assimilabili alle stelle e i Magistrati ricordano i pianeti che ruotano intorno al Sole, i quali diffondo ovunque la loro luce, venendo così a costituire un nobilissimo Cielo e non esiste alcun motivo per veder trasformare la volta celeste in un inferno in cui regnano le tenebre, le malvagità e le sevizie che procedono, moltiplicandosi, dagli uomini senza timore se non derivati da un’arte diabolica [da segnalare che la credenza di un’arte diabolica all’origine della peste sarà un tema ricorrente ne “I Promessi Sposi”], vista che da sola, la malvagità umana non è sufficiente ad opporsi a tanti eroi dai cento occhi come Argo o dalle cento braccia, come Briareo che intrigano nella gestione della cosa pubblica.
[è il concetto è quello degli uomini avidi e violenti che si danno un gran daffare per il pubblico vantaggio – hanno 100 occhi e 100 braccia - , i quali sono i primi responsabili di tanti mali che affliggono la società.] Per questo, nel descrivere questa storia avvenuta nei tempi della mia giovinezza, per quanto la maggior parte dei protagonisti sia sparire dalla faccia della Terra, rendendosi tributarie della Parche [ossia, morendo. Nella mitologia greca, le Parche avevano il compito di gestire il destino umano e quindi di recidere il filo dell’esistenza umana], sarà taciuto il loro nome per rispetto e anche i luoghi saranno citati in modo generico. Questo non deve essere considerata un’imperfezione di questo mio imperfetto lavoro, a meno che colui che ne farà la critica sia esperto di filosofia perché come ben sanno coloro che conoscono la filosofia, i nomi sono soltanto dei semplici “incidenti” che non incidono sulla “sostanza”[Il ragionamento è basato sulla distinzione fra “sostanza” (essenza delle cose) e “accidente (elemento contingente e variabile), cara alla filosofia Scolastica. [Questa distinzione si ritrova nei discorsi di don Ferrante sulla peste che devono essere intesi come una parodia del pensiero aristotelico conservatore del Seicento.] A questo punto, il registro cambia bruscamente e l’esclamazione dello scrittore che introduce se stesso come personaggio-lettore alle prese con l’anonimo seicentesco,, autore della storia, è posta a diretto contatto con l’enfasi che precede. in una specie di opposizione fra due mondi in contrasto.
L'espediente del falso manoscritto
“I Promessi Sposi” portano come sottotitolo “Storia milanese del secolo XVII scoperta e rifatta da Alessandro Manzoni” e l’Introduzione, nella sua prima sequenza, è appunto il proemio stilizzato di un immaginario manoscritto di anonimo del Seicento, da cui lo scrittore finge di trarre l’opera. L’espediente del falso manoscritto, fonte della narrazione, ha dei precedenti illustri come l’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, il Platone in Italia di Vincenzo Cuoco, dal Don Chisciotte di Cervantes e certi romanzi di Walter Scott. Lo stile gioca con elementi caratteristici delle retorica barocca come l’eccesso di metafore, la sintassi carica di subordinate, forme ridondanti (esempio: “malvagità e sevuizie….. arte e fattura….”). La caricatura è accentuata dalla grafia antiquata e a volte scorretta: “u” al posto di “v” intervocalica e viceversa “doue” invece di “dove”, ”dourebbe” invece di “dovrebbe”, “descriuendo” invece di “descrivendo”, “hauendo auuto” invece di “avendo avuto”) t al posto della “z” (attioni inve e di azioni, “malitia” invece di “malizia”, “notitia” invece di “notizia”, uso di maiuscole e “h” iniziali”, raddoppiamenti consonantici non giustificati (staggione, diggiuna, deffinire, traggedie, malvaggità), le “j” finali, . Modelli precisi di questo goffo linguaggio si possono ritrovare in alcuni scritti lombardi del Seicento.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato della storia secondo l'autore?
- Come si presenta la narrazione degli eventi minori?
- Qual è il contesto politico e sociale descritto nel testo?
- Qual è il ruolo della filosofia nell'opera?
- Qual è l'espediente narrativo utilizzato da Manzoni?
L'autore definisce la storia come una "guerra illustre contro il Tempo", in cui gli storici riesumano gli eventi passati, ma si concentrano principalmente sulle gesta dei potenti, trascurando le vite degli umili.
L'autore si propone di raccontare fatti di persone comuni e di scarso rilievo, evidenziando tragedie e virtù, in contrasto con le azioni malvagie, per lasciare memoria a posteri, nonostante la sua umiltà.
Il contesto è caratterizzato dalla protezione del Re Cattolico e dalla presenza di figure nobili e magistrati, che illuminano la società, ma che sono anche responsabili delle malvagità che affliggono il popolo.
L'autore sottolinea che i nomi e i dettagli specifici non sono essenziali per la sostanza della narrazione, richiamando l'importanza della filosofia nel discernere tra sostanza e accidente.
Manzoni utilizza il falso manoscritto come espediente narrativo, ispirandosi a opere precedenti, per conferire autenticità alla sua storia e giocare con uno stile barocco ricco di metafore e forme ridondanti.