Concetti Chiave

  • La morte di Napoleone è vista da Manzoni come un evento che suscita una riflessione morale piuttosto che un'epica celebrazione delle sue gesta.
  • L'opera è strutturata in 18 strofe di 6 versi settenari, collegati da una rima tronca, e presenta un'antitesi tra presenza e assenza di Napoleone.
  • Manzoni evidenzia la grandezza di Napoleone, paragonandolo a un uomo che ha segnato la storia, ma allo stesso tempo sottolinea la violenza delle sue azioni.
  • Il linguaggio dell'opera è influenzato da termini biblici e liturgici, creando un inno sacro dedicato alla vita di un uomo profano.
  • Il messaggio finale suggerisce che l'ode di Manzoni è una rielaborazione della vita di Napoleone in chiave cristiana, evidenziando la sua immortalità attraverso la riflessione morale.

Indice

  1. La morte di Napoleone
  2. Struttura e linguaggio dell'opera
  3. Grandezza e caduta di Napoleone
  4. Genio e servilismo

La morte di Napoleone

Il 5 maggio 1821 nell’isola di Sant’Elena moriva Napoleone. La notizia fu pubblicata nel giornale a Milano intorno a metà luglio. Manzoni rimase talmente colpito che, in pochi giorni, in preda a un furore creativo, cosa insolita per lui, scrisse lode “il 5 maggio”. Era insolito perché era perfezionista: scriveva, rielaborava, ecc. questa è un’opera che venne scritta di getto. La vicenda non riguardava tanto la storia di Napoleone come personaggio storico, ma è una riflessione morale sulla sua esistenza. Non è dunque un’opera epica che esalta le gesta dell’eroe, imprese di un uomo eccezionale, ma è come se fosse un inno sacro, applicato a un avvenimento profano(alla vita di un uomo profano). È significativo d questo punto di vista il titolo, che non celebra un nome, una data di nascita, ma la data di morte. Dei santi si celebra la data di morte. Il linguaggio non è quello epico, ma molti termini sono di derivazione biblica e liturgica. La riflessione morale riguarda non la vicenda dell’eroe, ma dell’uomo Napoleone. Sembra sintetizzare il versetto del Magnificat: ha rovesciato i potenti ai troni e innalzato gli umili.

Struttura e linguaggio dell'opera

Abbiamo 18 strofe, ciascuna costituita da 6 versi settenari. Sono collegate dalla rima tronca dell’ultimo verso di ogni strofa.
V. 1: l’emistichio iniziale è basato su un antitesi: la presenza superba è data dal pronome “ei” messa come prima parola, l’assenza è data dal verbo “fu”. Quindi questa antitesi fa emergere dall’inizio il tratto più importante di tutto il componimento(antitesi tra superbia e umiltà).

Vv. 1-8: la similitudine della prima strofa è basata tutta sull’immobilità del corpo che un tempo è stato grande e attivo, che viene paragonato allo stupore di tutti gli uomini quando scoprono che era morto. Ci presenta un corpo morto, immobile. Napoleone è morto in esilio a Sant’Elena. Uomo fatale: uomo che ha deciso nella sua vita il destino di tanti altri uomini, il destino di tutta l’Europa e di due secoli (a cavallo fra 1700 e 1800).

Grandezza e caduta di Napoleone

Vv. 9-12: emerge la grandezza di Napoleone: la terra non sa quando verrà un uomo grande come lui. Ma allo stesso tempo emerge la negatività e violenza (cruenta).
Vv. 13-14: “lui” si può accostare al primo verso, potenza e superbia Napoleone. “Folgorante”: divinità che lanciano fulmini, indica chiarore e potenza di Napoleone. Usa un’anastrofe, in modo da mettere in luce “lui”. Il termine solio da l’idea del potere personale(monarchia). Nel momento in cui Napoleone aveva il massimo potere(splendore, folgorante), Manzoni non ha scritto nulla su di lui.

Vv. 15-18: ribadisce il concetto: non ha scritto niente e non si è aggiunto alle mille voci(tutti gli altri scrittori che scrivevano per adularlo e pochi per condannarlo). Significativo il verso 16: va letto velocemente e indica la rapida successione degli eventi di Napoleone. Cadde: nella battaglia di Lipsia, subito dopo ci fu l’esilio sull’isola dell’Elba. Risorse: fuggì dall’isola d’Elba e ci fu il governo dei cento giorni. Giacque: nella battaglia di Waterloo, a cui seguì l’esilio a Sant’Elena.

Genio e servilismo

Vv. 19-22: il suo genio non è stato servile, ma nemmeno vile. Napoleone è stato oggetto da parte dei poeti di servile lode quando era in vita o di vili offese quando era morto e non si poteva più difendere. Manzoni decide di scrivere di lui solamente adesso che è provato e commosso dalla sua morte. Raggio: mi riporta a “folgorante” v. 13, ricorda la stessa idea di potere, di luce.
Vv. 23-24: “non morrà”: è una litote(negazione del contrario per attenuare il concetto): canto immortale, non per il suo genio artistico, ma proprio perché nell’ode si rilegge tutta la vicenda di Napoleone in chiave cristiana. Forse: probabilmente serve per attenuare, per riportare tutto alla modestia cristiana. Nell’ode si individuano cinque momenti del discorso poetico: Prima parte: il preambolo= la morte di Napoleone, l’atteggiamento del poeta davanti all’evento (strofe 1-4). Emergono due opposizioni fondamentali: 1. Immobilità/rapidità: l’immobilità della salma (V. uno) si oppone alla “vece assidua“(V. 15) delle azioni del grande uomo quando “cadde, risorse, giacque” (V. 16) 2. Grandezza e gloria: “tanto spirò” (V. 4), “folgorante” (V. 13), “tanto raggio” (V. 22)/ negatività dell’azione: “cruenta polve“ (V. 12). Il grande uomo ha seminato con le sue guerre d’distruzione, sofferenze e morte. Le due opposizioni verranno riprese e sviluppate successivamente.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato della data di morte di Napoleone nel contesto dell'opera di Manzoni?
  2. La data di morte, il 5 maggio 1821, è centrale nell'opera di Manzoni perché non celebra un eroe, ma riflette sulla vita di un uomo profano, simile a un inno sacro, come evidenziato nel testo.

  3. Come è strutturata l'opera "Il 5 maggio"?
  4. L'opera è composta da 18 strofe, ognuna con 6 versi settenari, collegate dalla rima tronca dell'ultimo verso, creando un ritmo particolare che sottolinea l'antitesi tra superbia e umiltà.

  5. Qual è la dualità presente nella rappresentazione di Napoleone?
  6. Manzoni evidenzia la grandezza e la potenza di Napoleone, ma anche la sua violenza e caduta, mostrando come la sua vita abbia influenzato il destino di molti, come descritto nei versi 9-12.

  7. In che modo Manzoni si differenzia dagli altri scrittori riguardo a Napoleone?
  8. Manzoni non si unisce alle lodi servili o alle offese vili rivolte a Napoleone, ma decide di scrivere solo dopo la sua morte, esprimendo un sentimento di rispetto e riflessione morale, come indicato nei versi 19-22.

  9. Qual è il messaggio finale dell'ode di Manzoni su Napoleone?
  10. L'ode suggerisce che, nonostante le sue azioni, Napoleone non morirà nel senso artistico, ma vivrà attraverso la sua vicenda rielaborata in chiave cristiana, come evidenziato nella litote dei versi 23-24.

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