Concetti Chiave
- L'espressione "madonnina infilzata" descrive una donna che appare pia e riservata, ma in realtà è molto più astuta di quanto sembri.
- Originariamente utilizzata nel Settecento per indicare una donna di facili costumi, oggi ha assunto un significato più ampio legato all'ipocrisia.
- Alessandro Manzoni è stato il primo a utilizzare l'espressione nella letteratura, impiegandola ne "I Promessi Sposi" per rivelare il carattere astuto di Lucia.
- Il termine è sinonimo di espressioni come "acqua cheta", "santarellina" e "gattamorta", tutte riferite a donne che celano la loro vera natura.
- Lucia, nel romanzo di Manzoni, dimostra di non essere sprovveduta, ma astuta, come evidenziato nelle sue azioni per raggiungere i suoi obiettivi.
Significato dell'espressione
Fra i modi di dire italiani più o meno figurato, figura l’espressione “Madonnina infilzata”
Frasi:
• A scuola Silvia fa la madonnina infilzata, ma poi fuori è lei che manovra le malelingue
• Dovresti smettere di fare la madonnina infilzata, tanto, ormai, sappiamo tutti chi sei veramente
L’espressione fa riferimento all’immagine tradizionale della Madonna addolorata, on il volto inclinato e pallido nonché trafitta da sette spade che rappresentano i sette dolori da cui è stata afflitta nel corso della sua vita terrena. Fra l’altro pare che, un tempo, sette, in omaggio all’Addolorata, era anche il numero perfetto di figli che una coppia avrebbe dovuto avere.
Come sinonimo abbiamo “acqua cheta”, “santarellina”, “bacia pilette”, “gattamorta”
Origini storiche
L’espressione non è di origini recenti anche se col tempo ha modificato il significato originario.
Nel Settecento aveva un doppio senso perché indicava una donna di facili costumi che apparentemente sembrava virtuosa, ma in privata era solita vendere il proprio corpo. Oggi si riferisce ad una donna che si mostra diversa da quella che realmente è; una ragazza pia, riservata (anche troppo), timorata di Dio, innocente, dall’atteggiamento compassato, ma che in realtà è molto più astuta di quanto si pensi.
Uso letterario
Il primo scrittore che ha dato dignità al termine, inserendolo nel suo romanzo, è Alessandro Manzoni. che lo mette in bocca ai suoi personaggi due volte.
Nel capitolo XI de “I Promessi”, Perpetua ripensa alla notte degli imbrogli. Non si lamentava del fatto che Agnese l’avesse imbrogliata (se ne sarebbe guardata bene), ma “… e soprattutto, che un tiro tale fosse stato concertato e tentato da quel giovane dabbene, da quella buona vedova, da quella madonnina infilzata”. Ovviamente i termini “dabbene”, riferito a Renzo e “buona”, riferito ad Agnese hanno una connotazione negativa. Visto quanto è accaduto, Lucia, in apparenza timida e religiosa, in realtà ha dimostrato di essere molto astuta.
Il termine è ripreso da don Abbondio verso la fine del capitolo XXXVIII, ultimo del romanzo. Ormai tutte le questioni sono sistemate e con un fare molto disteso, don Abbondio si intrattiene a chiacchiera con Renzo, ricordando tutte le vicissitudini. Con fare bonario, insolito per un curato come lui, dice di aver perdonato tutti ma che se si dovesse fare i conti, lui sarebbe creditore di tanti: definisce Renzo un malandrino e Lucia testualmente “acqua cheta”, santarella” “madonnina infilzata .
Astuzia di Lucia
A pensarci bene, Lucia non è proprio quella una ragazza sprovveduta. A fra’ Galdino riempie la bisaccia noci, nonostante sia tempo di carestia. Non lo fa per carità cristiana, ma per astuzia perché in questo modo correrà subito al convento senza fermarsi a chiacchera con qualcuno e non si dimenticherà di trasmettere il messaggi a padre Cristoforo. Di fronte al suo carceriere, si mette in ginocchio e dice “Son qui, m’ammazzi” come fa la volpe nei confronti delle cornacchie in modo che esse si avvicinino per poi mangiarsele.
Grazie ad Alessandro Manzoni, l’espressione è stata nobilitata ed è ancora in uso in italiano, soprattutto in Toscana e in Lombardia.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato dell'espressione "madonnina infilzata"?
- Quali sono le origini storiche dell'espressione "madonnina infilzata"?
- Come viene utilizzata l'espressione "madonnina infilzata" nella letteratura?
- Quali sinonimi esistono per l'espressione "madonnina infilzata"?
- In che modo Lucia dimostra la sua astuzia nel racconto?
L'espressione "madonnina infilzata" si riferisce a una donna che appare virtuosa e timorata di Dio, ma che in realtà è molto più astuta di quanto sembri, come evidenziato nel testo.
Originariamente, nel Settecento, l'espressione indicava una donna di facili costumi che si mostrava virtuosa, ma oggi si riferisce a una donna che nasconde la sua vera natura, come descritto nel testo.
Alessandro Manzoni è il primo scrittore a utilizzare l'espressione nel suo romanzo "I Promessi Sposi", dove la usa per descrivere il personaggio di Lucia, rivelando la sua astuzia nonostante l'apparente innocenza.
Tra i sinonimi dell'espressione troviamo "acqua cheta", "santarellina", "bacia pilette" e "gattamorta", come indicato nel testo.
Lucia mostra la sua astuzia riempiendo la bisaccia di noci per fra' Galdino, non per carità, ma per assicurarsi di arrivare rapidamente al convento e comunicare con padre Cristoforo, come descritto nel testo.