Concetti Chiave

  • Renzo, in fuga dagli sbirri, sceglie il rischio della libertà piuttosto che cercare un rifugio sicuro, rifiutando il diritto di asilo.
  • Il tumulto a Milano contribuisce alla crescita personale di Renzo, facendogli comprendere che la giustizia non è sempre dalla parte dei giusti.
  • La fisiognomica gioca un ruolo importante nel racconto, poiché Renzo valuta l'aspetto dei passanti per trovare qualcuno di cui fidarsi.
  • Il mercante offre una visione distorta degli eventi, descrivendo gli insorti come "birboni" e mostrando ammirazione per l'ordine rappresentato dal vicario.
  • Gli avventori dell'osteria, ingenui e creduloni, simboleggiano l'opinione pubblica facilmente influenzabile e la diffusione di notizie false.

1) Nel capitolo, Renzo è in continuo movimento e preferisce la strada a possibili rifugi

2) Il cammino dell’intelligenza di Renzo

3) I giudizi fisiognomici di Renzo

4) Le convinzioni morali e politiche del mercante all’osteria di Gorgonzola: come giudica i rivoltosi, il vicario, i milanesi e la religione.

5) Tecniche retoriche nel resoconto del mercante

6) Il travisamento dell’operato di Renzo, durante il tumulto delle parole del mercante.

7) Il carattere degli avventori dell’osteria

8) “Maledetti gli osti….”: osti e osterie nei “Promessi Sposi”.

Indice

  1. Renzo in fuga
  2. Formazione personale di Renzo
  3. Fisiognomica nel Seicento
  4. Opinioni del mercante
  5. Retorica del mercante
  6. Travisamento di Renzo
  7. Carattere degli avventori
  8. Osti nei Promessi Sposi

Renzo in fuga

1) Scappato dagli sbirri, Renzo ha due possibilità: trovare un rifugio sicuro a Milano, oppure fuggire il più lontano possibile dal Ducato di Milano. La folla indica a Renzo chiese e conventi e lo invita, pertanto, a valersi del diritto di asilo, di cui, a suo tempo, aveva usufruito anche Ludovico. Nell’affermare “…Perché, se posso essere uccel di bosco…. Non voglio diventare uccel di gabbia”, Renzo sottolinea che preferisce il rischio della fuga alla sicurezza dell’asilo, così come prima ha voluto esporsi alle incognite della sommossa piuttosto che attendere padre Bonaventura al sicuro all’interno del convento di Porta Orientale.

Formazione personale di Renzo

2) Il contatto con la realtà milanese, soprattutto con la folla esasperata dalla mancanza di pane, contribuisce alla formazione personale del giovane protagonista. All’inizio, il suo carattere impulsivo e la sua fondamentale ingenuità gli creano delle difficoltà. Tuttavia, dalla giornata del tumulto e dalla sosta alla locanda ha capito che spesso la giustizia non è sempre dalla parte dei giusti. A proprie spese ha imparato che non bisogna mai fidarsi di chi non conosciamo (il sedicente Ambrogio Fusella) e che è opportuno misurare le parole: in presenza di sconosciuti è sempre bene tacere o parlare poco.

Fisiognomica nel Seicento

3) Nel Seicento la scienza fisiognomica studiava l’aspetto del viso di una persona da cui si potevano trarre informazioni sul carattere. Renzo, forte dell’esperienza negativa avuta l’11 e il 12 novembre a Milano, prima di chiedere informazioni ad un passante per raggiungere l’Adda e quindi Bergamo, innanzitutto ne studia con attenzione i lineamenti. Decide così di rivolgersi al prima persona che incontrerà a condizione che la fisionomia gli ispiri fiducia. Passa allora in rassegna l’aspetto di almeno dieci individui. Esclude quello grasso, con la pancia in fuori e con il doppio mento perché gli dà l’impressione di essere curioso e pettegolo; un altro viene escluso perché non ritenuto, dall’aspetto, di essere abbastanza sveglio. Un ragazzotto sembra più intelligente di tutti, ma c’è il rischio che, per divertirsi, dia l’informazione sbagliata. Alla fine si rivolge ad un uomo che sta arrivando in fretta; per questo Renzo pensa che egli non avrà tanto tempo da perdere in chiacchiere e che, forse, darà prova di sincerità.

Opinioni del mercante

4) Il racconto del mercante ci dà la possibilità di conoscere i fatti avvenuti nella seconda giornata di tumulto e di osservarli da un punto di vista diverso dopo quello proposto via via, nei capitoli precedenti dall’autore, dalla folla, dalle autorità e da Renzo. La posizione del mercate è evidente fin dalle prime parole e subito si capisce da quale parte esso sia schierato. Gli insorti sono definiti birboni e il loro riunirsi è assimilato alla sporcizia che viene accumulata in casa quando si spazza il pavimento. Invece, il vicario è definito “il signor vicario di provvisione” e il trattamento a cui è sottoposto dalla folla viene deprecato. Il mercante definisce il vicario un signor come si deve, puntuale e queste affermazioni sono espresse in piena cognizione di causa perché il mercante è solito fornire al vicario il tessuto per le livree dei suoi servitori. Il punto di vista del mercante è quello tipico di un ben pensante, ossia di colui che ama l’ordine affinché la sua attività possa prosperare. Pertanto la sua ammirazione è indirizzata verso i signori mentre guarda al popolo con orrore e disprezzo, paragonandolo, addirittura, ad un insieme di indemoniati. Per questo, prova soddisfazione nel descrivere la fila di uomini armati pronti a sparare contro il popolo che si accinge a saccheggiare i forni ed è con piacere che si sofferma a parlare dei quattro rivoltosi inviati al patibolo. E’ anche lieto di constatare l’effetto benefico del crocifisso che qualcuno ha affisso alla finestre, fiancheggiato da due lumi. Con ammirazione narra anche la scena dell’arrivo dei monsignori del duomo, in processione, con una croce alzata. E’ il caso di dire che la religione, per il mercante, ha il valore di “instrumentum regni”, cioè di mezzo per governare sui sudditi. Alla fine il mercante termina il suo discorso deformando la realtà quando parla della presenza di una presunta lega eversiva (di cui anche Renzo nel capitolo precedente si era dichiarato convinto), manovrata dal cardinale Richelieu.

Retorica del mercante

5) Il resoconto che fa il mercante del giorno successivo al tumulto, è un esempio di tecnica retorica. Innanzitutto bisogna premettere che egli non si limita a descrivere i fatti in modo obiettivo, ma li trasforma in funzione dei propri interessi, di stampo conservatore, inserendo dei pregiudizi e delle affermazioni false. Per giustificare la repressione, egli non esita a paragonare la folla in tumulto a un mucchio di spazzatura. Renzo che è stato vittima passa per colpevole: ha aizzato la folla alla rivolta e il documento che gli è stato trovato in tasca (la lettera dui presentazione di padre Cristoforo) passa per un piano eversivo e per di più scritta da un religioso. La mimica ci fa pensare ad un attore di teatro: alza in aria e stende la mano sinistra e porta la punta del pollice sulla punta del naso, per indicare una beffa (oggi si direbbe “fare marameo”) Il resoconto non scorre liscio: sono frequenti sospensioni, colpi di scena, domande all’auditorio, con lo scopo di creare una maggiore atmosfera di “suspense”. Usa il discorso diretto e per affascinare gli avventori, ricorre ad iperboli e ad un linguaggio molto colorito. Prima di terminare il resoconto, deforma di nuovo la realtà, sostenendo che dietro tutto questi facinorosi esiste un accordo con il cardinale Richelieu, primo ministro francese.

Travisamento di Renzo

6) Nelle parole del mercante, Renzo passa per uno dei peggiori rivoltosi, addirittura il capo della rivolta. Le forze dell’ordine l’hanno seguito e arrestato in un’osteria e gli hanno trovato in tasca un gran numero di lettere compromettenti. Lo hanno arrestato e portato in prigione, ma i suoi numerosi compagni che si erano appostati all’esterno della locanda sono intervenuti e lo hanno liberato. Aggiunge che nelle lettere requisite si fa il nome di tanti individui che prima o poi saranno scovati e pagheranno.

Carattere degli avventori

7) Gli avventori dell’osteria sono delle persone ingenue e credono a tutto quello che viene raccontato, anche se esagerato e infarcito di menzogne. Essi sono il simbolo dell’opinione pubblica che non si è informata (oggi si direbbe che credono ciecamente alle fake news) o che almeno filtra le notizie; crede alle versioni dei fatti che fanno più comodo e che si collocano all’interno di un sistema reazionario.

Osti nei Promessi Sposi

8) Nel romanzo incontriamo diversi osti: i più significativi sono quello dell’osteria “La Luna Piena” e quello di Gorgonzola. Hanno delle caratteristiche in comune: sono astuti, pronti a denunciare e quindi poco affidabili. Fanno molta attenzione a quanto dicono gli avventori e carpiscono poi la minima informazione per trarne un profitto personale, soprattutto nel momento in cui a Milano c’è la rivolta popolare. La descrizione dell’oste di Gorgonzola è appena abbozzata, ma sufficiente per capirne la maliziosità. Infatti, invece di rispondere alla domanda postagli da Renzo, incomincia interrogando e limita le sue risposte in modo da chiarire i luoghi da cui passano solo i galantuomini e che non hanno da rendere conto alla giustizia, restando poi sul vago per quanto riguarda le altre possibilità di attraversare l’Adda. In sintesi, possiamo dire che gli osti sono simbolo dei pericoli esterni che incombono continuamente su Renzo.

Domande da interrogazione

  1. Perché Renzo preferisce la fuga all'asilo in convento?
  2. Renzo, scappato dagli sbirri, rifiuta il diritto di asilo, affermando che preferisce il rischio della fuga piuttosto che diventare "uccel di gabbia", evidenziando il suo desiderio di libertà e autonomia (testo).

  3. Come influisce la folla sulla formazione personale di Renzo?
  4. Il contatto con la folla esasperata dalla mancanza di pane insegna a Renzo che la giustizia non è sempre dalla parte dei giusti e che è fondamentale non fidarsi di sconosciuti, contribuendo così alla sua crescita personale (testo).

  5. Qual è l'importanza della fisiognomica nel comportamento di Renzo?
  6. Renzo utilizza la fisiognomica per valutare le persone che incontra, cercando di scegliere chi gli ispira fiducia, dimostrando così un approccio cauto e riflessivo dopo le esperienze negative vissute (testo).

  7. Qual è la posizione del mercante riguardo agli eventi tumultuosi?
  8. Il mercante si schiera contro gli insorti, definendoli "birboni" e mostrando ammirazione per il vicario, rivelando un punto di vista conservatore e disprezzando il popolo, che considera caotico e pericoloso (testo).

  9. In che modo il mercante distorce la realtà nel suo racconto?
  10. Il mercante trasforma i fatti a suo favore, presentando Renzo come il capo della rivolta e deformando la verità per giustificare la repressione, utilizzando tecniche retoriche per influenzare l'opinione pubblica (testo).

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community